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Mostra vini del Trentino: Palazzo Roccabruna ospita a Trento una delle più antiche rassegne enologiche nazionali

giovedì, 25 maggio 2017

Trento – Una delle più antiche rassegne enologiche nazionali fino a domenica 28 maggio a Palazzo Roccabruna di Trento.

Dal 1925 al 2017 con qualche interruzione dovuta a problemi organizzativi o alla guerra, tanta è la strada percorsa dalla Mostra vini del Trentino, un evento che festeggia in questi giorni l’ottantesima edizione, confermandosi come una delle rassegne enologiche più longeve d’Italia. A Palazzo Roccabruna è stata presentata la manifestazione, cui hanno partecipato i rappresentanti degli enti organizzatori: Giovanni Bort, presidente della Cciaa di Trento, Bruno Lutterotti e Graziano Molon, rispettivamente presidente e direttore del Consorzio vini del Trentino, Elda Verones, direttrice dell’ApT di Trento, Monte Bondone e Valle dei Laghi, Roberto Stanchina, assessore comunale alle politiche agricole, Michele Dallapiccola, assessore provinciale all’agricoltura, Francesco Antoniolli, presidente della Strada del vino e dei sapori del Trentino. (Nella foto Magrone una delle precedenti manifestazioni).Palazzo Roccabruna 1

Mauro Leveghi, segretario generale della Camera di commercio di Trento, ha ricordato le origini della Mostra, nata nel lontano 1925 allo scopo di far incontrare venditori e acquirenti del mondo del vino, ma trasformatasi negli anni: “Oggi la Mostra ha un significato prettamente culturale, serve a dar forza al brand Trentino, a sostenere l’immagine del territorio all’interno e all’esterno di esso”. Giovanni Bort, presidente dell’Ente di via Calepina, ha sottolineato come la Mostra sia da sempre “la cartina al tornasole dell’andamento del settore vitivinicolo locale e il riflesso di quella parte della società trentina che direttamente o indirettamente lavora nel campo vitivinicolo”.
“La Mostra è anche l’occasione per riflettere sulle prospettive del settore. Benché il mercato internazionale sia strategico per molte grandi imprese del vino, il Trentino non può più ragionare solo in termini di fatturato e di volumi”. Così Bruno Lutterotti, presidente del Consorzio, che ha sottolineato come le peculiarità organolettiche dei nostri vini derivino dalla variabilità delle componenti pedoclimatiche del territorio: “Sarà sempre più importante, quindi, continuare con il percorso intrapreso di valorizzazione e tutela dell’ambiente in modo da gettare le basi, anche in termini di formazione, affinché le 6000 aziende del comparto possano essere pronte – se lo vorranno – per fare in futuro un salto verso forme di produzione di tipo anche biologico”.

A rappresentare il Comune di Trento, l’assessore alle politiche agricole, Roberto Stanchina, che, oltre ad aver evidenziato il legame storico fra la mostra e la città, ha richiamato la necessità di stringere la collaborazione fra istituzioni, cantine ed operatori commerciali perché il vino trentino possa essere sempre più presente nell’offerta locale. L’assessore provinciale all’agricoltura, Michele Dallapiccola, ha posto l’accento sull’importanza delle differenze all’interno di un quadro complessivamente unitario: “Vogliamo un Trentino enodiverso, che promuova la biodiversità in termini di specie viticole e di produzione. In quest’ottica allora perde di senso anche l’opposizione fra grandi cantine e vignaioli perché di fatto essa corrisponde a diverse segmentazioni del mercato. In virtù della propria identità ognuno può trovare la sua collocazione sul mercato rispondendo alle diverse attese del consumatore. Dalla pluralità dei suoi attori il settore trae forza”. Infine il presidente della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino, Francesco Antoniolli e la direttrice dell’Apt di Trento, Monte Bondone e Valle dei Laghi, Elda Verones, hanno illustrato il contributo al programma offerto dalla rete dei bar, dei ristoranti e degli alberghi con proposte gastronomiche e pacchetti turistici dedicati. Ha concluso Graziano Molon, direttore del Consorzio vini del Trentino passando in rassegna le iniziative della 80^ edizione della Mostra e ricordando la collaborazione con il Movimento Turismo del Vino che nei giorni 27 e 28 maggio celebra la 25^ edizione di “Cantine aperte”.

Programma
Entrando nel merito del programma della rassegna, vale la pena ricordare, anzitutto, che le cantine partecipanti sono quarantadue con oltre 130 etichette in degustazione. Da Palazzo Roccabruna, che è la sede principale dell’evento, le iniziative si estendono anche nei 22 locali della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino che proporranno aperitivi e menù dedicati, oltreché nelle 18 cantine che aderiranno alla 25^ edizione di Cantine Aperte, consentendo ai visitatori interessanti escursioni nei luoghi in cui il vino nasce con degustazioni enologiche e gastronomiche (www.movimentoturismovino.it).

L’80^ edizione della Mostra offre un calendario ricco di proposte, in cui il vino incrocia la gastronomia, il Jazz ed altre coinvolgenti esperienze sensoriali.

Si parte con le degustazioni ai tavoli dell’Enoteca giovedì 25 maggio dalle 17 alle 23. Stesso orario anche venerdì 26 maggio, mentre sabato 27 e domenica 28 maggio si apre alle 11 per chiudere rispettivamente alle 23 e alle 22.

Uno dei momenti qualificanti di questa ottantesima edizione è il talk show condotto da Nereo Pederzolli venerdì 26 maggio alle 17.00 a Palazzo Roccabruna: “Generazioni a confronto. Tra passato e presente uomini e donne del vino trentino”. Pederzolli farà il punto su ottant’anni di mostra avvalendosi delle testimonianze di Elvio Fronza, Lucia Letrari, Giacomo Malfer, Filippo Scienza e Luigi Togn.

Jazz & Wine è l’appuntamento organizzato nella corte interna dell’Enoteca per trascorrere un’ora in compagnia del vino e del jazz “live” di Matteo Turella (chitarra), Luca Rubertelli (sax) e Giordano Grossi (contrabbasso) giovedì 25 maggio alle 20 e di Franco Testa (contrabbasso), Edoardo Morselli (chitarra) e Stefano Pisetta (batteria) venerdì 26 maggio alle 20.

Per chi invece preferisse un’immersione sensoriale fra luci, colore, musica, spettacolo e degustazione, ritornano anche quest’anno i laboratori del gusto “Divinisensi”, proposti da Carlo Casillo e Mariano De Tassis in collaborazione con il sommelier Mario Dorigatti: giovedì 25 e venerdì 26 maggio alle 19 e alle 21, sabato 27 maggio alle 18 e alle 21 e domenica 28 maggio alle 18 e alle 20 (prenotazioni allo 0461/887101).

Infine l’abbinamento cibo-vino: nella cucina di Palazzo Roccabruna i ristoranti Van Spitz di Frassilongo (venerdì dalle 19 alle 23) e Cant del Gal di Tonadico (sabato dalle 12 alle 23) si cimenteranno in piatti gustosi della tradizione abbinati ai vini in mostra.

Dallapiccola: “La diversità vera forza del settore vitivinicolo trentino”

E’ la più antica rassegna enologica d’Italia, e con le sue 80 edizioni ha raccontato e racconta non solo l’evoluzione della vitivinicoltura locale ma anche com’è cambiata la società trentina: è la Mostra vini del Trentino, alla quale Palazzo Roccabruna, sede dell’Enoteca del Trentino e sede principale della mostra, aprirà le porte da giovedì 25 a domenica 28 maggio. Alla presentazione di ieri mattina, con i vertici della Camera di Commercio ed i rappresentanti del Consorzio Vini del Trentino, Comune di Trento, Apt e Strada del Vino e dei sapori, anche l’assessore all’agricoltura Michele Dallapiccola.

Da sempre la presentazione della Mostra Vini è occasione di dibattito sullo stato attuale e le prospettive del settore, un confronto al quale non si è sottratto Michele Dallapiccola. L’assessore ha ribadito la necessità di non considerare come “divisivo” bensì come “diversificato” il modello che vede la compresenza da una parte della compagine cooperativa, con le grandi cantine, dall’altra la parte alta della piramide qualitativa rappresentata dai vignaioli. “Siamo una piccola terra – ha affermato Dallapiccola – e non c’è ragione per considerare queste due realtà in opposizione: ciascuno può trovare, riconoscendosi nella matrice comune rappresentata dalla natura e qualità del territorio, il proprio spazio e la propria identità sui mercati. La diversità è una ricchezza, e la diversificazione un obiettivo da perseguire”.

Dallapiccola ha però invitato i produttori anche ad “osare”, a sperimentare nuove varietà (quelle “resistenti” in particolare) e nuovi uvaggi. “Il sistema vitivinicolo trentino ha la forza per farlo, anzi è proprio dalla pluralità dei suoi attori e dei suoi prodotti che il sistema stesso trae la propria forza”.


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