CEVO (Brescia) - Assegnato il premio "
Andrista - Spiriti delle Alpi" per la documetazione di riti e pratiche di comunità nelle Alpi. La cerimonia si è svolta nello spazio Feste di Andrista con la proclamazione dei vincitori delle
tre sezioni in concorso
(cortometraggi,
documentari, animazione) scelti tra le
15 candidature pervenute, provenienti da diversi territori alpini, anche esteri.

La
giuria del concorso, presieduta dal
regista americano
Lino DiSalvo, ha avuto modo di apprezzare la qualità e il valore delle produzioni presentate.
Durante la cerimonia, Lino DiSalvo si è collegato in videoconferenza e sottolineato l'alta qualità dei prodotti e documentazione inviata dai partecipanti.
Nella sezione animazione ha vinto l'opera "Tesoro di Andrista", realizzato dal Collettivo quarto piano che ha proposto un'idea innovativa al premio di Andrista, nella sezione cortometraggi ha vinto "La maledizione del latte" di Fabrizio Manias dell'Ecomuseo Lis Aganis delle Dolomiti Friulane; nella sezione documentari ha vinto l'opera "Zenerù" (nella foto in basso) di Andrea Grasselli.
Il premio ha centrato l’obiettivo di raccogliere e valorizzare produzioni audiovisive dedicate al patrimonio culturale immateriale delle comunità alpine, con particolare attenzione a figure leggendarie, maschere, creature mitologiche e tradizioni rituali che ancora oggi caratterizzano l’identità dei territori di montagna.
In questo contesto l’Ecomuseo delle Dolomiti Friulane ha pensato di partecipare con un video realizzato dal regista Fabrizio Manias dedicato alle Agane, ottenendo il 1° premio alla sezione “cortometraggi” e distinguendosi per la qualità narrativa e la capacità di restituire valore e significato a una figura simbolica della tradizione locale, mentre Zenerù è il miglior documentario per la qualità tecnica e visiva di grande livello e per la capacità di costruire un racconto di osservazione rigoroso e coinvolgente, che rinuncia alle parole per lasciare spazio alla forza delle immagini. Attraverso uno sguardo autoriale sensibile e discreto, il film trasforma un rito locale in una narrazione intensa e universale, seguendo la quotidianità del protagonista con profonda attenzione e rispetto.
In quest'ottica il premio Andrista ha valorizzato riti e tradizioni delle Alpi, nel segno del Badalisc.