BRESCIA - Addio a Evaristo Beccalossi, ex campione di Brescia e Inter. Era ricoverato alla Poliambulanza di Brescia per le condizioni di salute che si erano aggravate. Nel gennaio 2025, l'ex campione di calcio era stato colpito da un'emorragia cerebrale.
Evaristo Beccalossi, avrebbe compiuto 70 anni il prossimo 12 maggio, aveva iniziato nelle giovanili del Brescia approdando in prima squadra, alla fine degli anni '70 passò all'Inter diventandone una delle bandiere. Centrocampista, con la squadra nerazzurra vinse lo scudetto nel 1980 e una Coppa Italia nel 1982.
Giocò anche nel Breno, Sampdoria, dove vinse un'altra Coppa Italia, Monza e Barletta.

Grande cordoglo alla famiglia di Beccalossi da parte del mondo dello sport, in particolare da Inter e Brescia.
L'US Breno si stringe con profondo cordoglio attorno alla famiglia di Evaristo Beccalossi (foto credit Us Breno) per la sua scomparsa.
"Campione di straordinario talento, uomo di calcio autentico, Beccalossi ha vestito la maglia granata nella stagione 1990/91, scegliendo Breno per concludere la sua grande carriera agonistica".
Il CORDOGLIO
"La notizia della scomparsa di Evaristo Beccalossi mi colpisce profondamente. Se ne va un simbolo del calcio italiano, un uomo che con il suo talento straordinario ha fatto innamorare generazioni di tifosi e ha portato in alto il nome di Brescia e della Lombardia". Così l’eurodeputato di Fratelli d’Italia Lara Magoni ricorda Evaristo Beccalossi, storica bandiera dell’Inter scomparso nella notte a Brescia. "Beccalossi era fantasia pura, imprevedibilità, passione - sottolinea Magoni -. Un campione autentico, capace di accendere lo stadio con una giocata e di entrare nel cuore della gente con la sua umanità. Da lombarda provo un dolore ancora più forte per la perdita di una figura che ha rappresentato con orgoglio la nostra terra. Alla sua famiglia, agli amici e a tutti coloro che gli hanno voluto bene rivolgo il mio pensiero più sincero e le più sentite condoglianze".
“Simbolo del calcio italiano, lombardo e bresciano, Evaristo Beccalossi ci ha lasciato il dono dello sport raccontato con grande professionalitá ma sempre con il sorriso: la partita di calcio come luogo di incontro e non di scontro. Il suo slogan oggi resta: “Sono Evaristo, scusate se insisto”. Il suo sorriso era testardo, capace di accettare anche le sconfitte, oltre a gioire per i gol. Un modo di vivere lo sport che oggi deve ispirare”, commenta Federica Picchi, Sottosegretario allo Sport e Giovani di Regione Lombardia ricorda Evaristo Beccalossi.