BRESCIA - L’agricoltura bresciana conferma nel 2025 una grande capacità di tenuta e crescita, anche in un contesto segnato da instabilità geopolitica, tensioni sui mercati, emergenze sanitarie e climatiche e da un quadro europeo che continua a generare incertezza. I numeri, contenuti nella nuova edizione di Conoscere l’agricoltura, realizzato da Confagricoltura Brescia e da Nomisma, delineano un settore solido: il valore della produzione agricola raggiunge i 2.207 milioni di euro, con un incremento del 10,6 per cento rispetto al 2024, mantenendo stabile il peso sul totale regionale (23 per cento). Una crescita significativa, che conferma Brescia tra i territori con più peso nel sistema agroalimentare lombardo e nazionale.
Alla base di questo risultato c’è una struttura produttiva fortemente specializzata, dove la zootecnia rappresenta l’87 per cento del valore complessivo. In particolare, il comparto lattiero-caseario continua a trainare il sistema: i bovini da latte crescono dell’1,9 per cento, arrivando a circa 279mila unità, e le consegne raggiungono i 17,6 milioni di quintali (più 1,9 per cento). Positivo anche il comparto suinicolo, con 1,14 milioni di capi (più 2,8 per cento), mentre l’avicolo evidenzia dinamiche differenziate, con meno 3,3 per cento dei capi destinati alla carne, a fronte di un più 4,9 per cento delle galline ovaiole.
Sul fronte delle coltivazioni, il territorio conferma la propria vocazione produttiva: il mais si consolida come coltura principale, con il mais ceroso e quello da granella che coprono circa il 53 per cento delle superfici a seminativi, registrando un aumento delle superfici (più 3,5per cento) e delle produzioni.
Segnali positivi anche dal comparto vitivinicolo, che nel 2025 mostra una ripresa: la produzione raggiunge i 713mila quintali, in crescita del 10 per cento rispetto all’anno precedente, accompagnata da un ritorno agli investimenti.
A livello generale, nonostante il fisiologico calo del numero di imprese, con 8.957 aziende agricole attive (meno 1,4 per cento), scendendo sotto la barriera psicologica delle 9mila imprese, il dato bresciano si dimostra più resiliente rispetto ad altri territori. Significativa la presenza dei giovani imprenditori, pari al 7,8 per cento del totale. Da sottolineare anche il dato occupazionale: 17.080 addetti, con una qualità del lavoro superiore alla media nazionale, dove il 29 per cento dei contratti è a tempo indeterminato, mentre la componente straniera rappresenta il 45 per cento della forza lavoro. Torna a crescere anche il credito: più 2,9 per cento i finanziamenti al settore agricolo, segnale di fiducia e di rinnovata propensione agli investimenti.
Il sistema agricolo bresciano si conferma inoltre sempre più multifunzionale e orientato alla qualità, con un comparto agroalimentare che supera il miliardo di euro e 375 agriturismi (più 2,7per cento), pari al 21 per cento del totale lombardo.
“L’agricoltura bresciana dimostra ogni giorno la propria forza – sottolinea il vicepresidente vicario di Confagricoltura Brescia Oscar Scalmana –, ma ora servono politiche più coerenti e una Pac che sostenga davvero le imprese. Solo così sarà possibile consolidare i risultati e affrontare le sfide future. Dal nostro Conoscere l’agricoltura capiamo bene che il settore cresce, investe e innova, ma ha bisogno di scelte strategiche per continuare a essere protagonista. Questo vogliamo e chiediamo, nell’anno in cui celebriamo i 110 anni dalla fondazione dell’Unione provinciale agricoltori di Brescia”.
La nuova edizione di Conoscere l’agricoltura 2026 è realizzata con la partnership scientifica di Nomisma e con un contributo contenutistico di Ats Brescia e Ats Montagna, Arpa, Università di Brescia, Inail e Istituto zooprofilattico. Il volume è cofinanziato e patrocinato dalla Camera di commercio di Brescia e sponsorizzato da UniCredit.