ROVERETO (Trento) - Un gruppo di lavoratrici e lavoratori del
call center di Dolomiti Energia con la Fiom erano presenti in consiglio comunale a Rovereto, dove si discuteva un’interrogazione presentata dal
consigliere Paolo Farinati.

Il
Tar di Trento ieri ha bocciato il r
icorso di Gpi sul bando di gara per l’affidamento dei servizi di
call center di Dolomiti Energia.
La Fiom del Trentino, come noto, aveva depositato una propria memoria a sostegno del ricorso di Gpi, che chiedeva l’annullamento delle gare effettuate.
La posizione della Fiom è chiara: "Di fronte alla sentenza di questa sentenza del TAR, i proprietari di Dolomiti Energia, i Comuni di Trento e di Rovereto e la Provincia, sono chiamati di assumersi le proprie responsabilità di fronte alla comunità trentina: è possibile che una azienda di proprietà pubblica, che gronda utili fatti con l’acqua che è di tutti, crei disoccupati, precarizzi il lavoro, abbassi le retribuzioni e non applichi le norme provinciali sulla tutela dei lavoratori in appalto?".
"Prendiamo atto della decisione del Tar, che avremmo preferito fosse diversa – sottolinea il Segretario della Fiom Michele Guarda –. Abbiamo scelto di seguire anche questa strada legale, insieme a quella della mobilitazione, per rafforzare la nostra richiesta di annullare le gare, che per come sono state escogitate penalizzano le lavoratrici e i lavoratori addetti al call center di Dolomiti Energia, creando peraltro un precedente grave e pericoloso per tutte le lavoratrici e i lavoratori che lavorano negli appalti in questa provincia”.
“La nostra linea non cambia – conclude -. Andremo avanti con le mobilitazioni e anche, se necessario e se lo riterremo opportuno, con le azioni legali, per vedere riconosciute le ragioni di chi lavora, persone che con le scelte compiute da Dolomiti Energia perdono la garanzia del mantenimento del posto di lavoro o comunque rischiano di subire un taglio delle retribuzioni”.