TRENTO - Terza Commissione permanente: unanimità sulle nuove linee guida per gli appalti. Ascoltati anche i rappresentanti del Coordinamento Interregionale per la Tutela del Garda sul progetto della ciclovia. La Terza Commissione permanente del Consiglio provinciale di Trento ha espresso parere unanime favorevole alle nuove linee guida sugli appalti pubblici, relative all’applicazione del principio di rotazione negli affidamenti sotto soglia.
Nel corso della seduta, presieduta da Vanessa Masè, sono stati inoltre ascoltati in audizione i rappresentanti del Coordinamento Interregionale per la Tutela del Garda, che hanno espresso forti criticità sul progetto della ciclovia del Garda, evidenziandone l’insostenibilità economica, ambientale e geologica e ribadendo l’alternativa del trasporto via acqua come soluzione più sostenibile. Terza Commissione permanente: unanimità sulle nuove linee guida sugli appalti Ascoltati anche i rappresentanti del Coordinamento Interregionale per la Tutela del Garda sul progetto della ciclovia.
La Terza Commissione permanente del Consiglio provinciale di Trento si è riunita questa mattina, in forma mista, a Palazzo Trentini, sotto la presidenza di Vanessa Masè, per l’esame di due punti all’ordine del giorno: il primo riguarda le "Linee guida per l'uniforme applicazione del principio di rotazione ai sensi degli articoli 4 e 19 ter della legge provinciale 9 marzo 2016, n. 2 Revisione deliberazione n. 307/2020", mentre il secondo sono state le audizioni sul progetto della ciclovia del Garda.
Nuove linee guida per l’applicazione del principio di rotazione
Parere unanimamente favorevole alla proposta di deliberazione della Giunta provinciale relativa alle Linee guida per l’uniforme applicazione del principio di rotazione, ai sensi degli articoli 4 e 19 ter della legge provinciale 9 marzo 2016, n. 2, che recepisce le direttive europee in materia di contratti pubblici. A presentare la proposta, l’avvocato Antonio Tita, dirigente generale dell'Agenzia provinciale per gli appalti e contratti (APAC), che ha spiegato che si tratta di un aggiornamento alla luce del nuovo quadro normativo nazionale di riferimento.
L’adeguamento, ha spiegato, si pone non solo come mero recepimento, ma anche in un’ottica di semplificazione. Non sempre il principio della rotazione, ha spiegato, può tenere piena applicazione di fronte a circostanze sia di contesto, sia specifiche, di fronte alle quali si può andare in deroga. Le nuove linee guida provinciali chiariscono in modo uniforme le modalità di applicazione del principio negli affidamenti sotto soglia europea. Il principio si applica agli affidamenti diretti e alle procedure negoziate in cui vi sia selezione degli operatori economici, mentre non opera nelle procedure realmente aperte al mercato, senza limitazioni al numero dei partecipanti. È confermata l’esclusione automatica del principio di rotazione per gli affidamenti di importo inferiore a 5.000 euro.
Per tutti gli altri casi, la rotazione è applicata in modo puntuale in relazione alla stessa categoria di lavori, servizi o forniture e alla stessa fascia di importo, con il divieto di invitare o riaffidare il contratto all’operatore economico uscente nell’affidamento immediatamente precedente, prevedendo però delle eccezioni laddove queste rispondano a esigenze contingenti. Le fasce di importo sono definite in modo distinto per lavori, servizi e forniture, servizi di architettura e ingegneria e servizi socio-assistenziali, con riferimento alle soglie di 40.000 e 140.000 euro e, per i servizi alla persona, alla soglia europea di 750.000 euro. Per servizi e forniture, la rotazione è ancorata alle categorie del mercato elettronico provinciale (MEPAT), mentre nei servizi di architettura e ingegneria è applicata per singola prestazione omogenea (progettazione, direzione lavori, sicurezza, collaudi).
Nei servizi socio-assistenziali è prevista una disciplina più flessibile, che consente deroghe motivate per garantire continuità e tutela degli utenti fragili. Per quanto riguarda gli importi sotto i 100 mila euro, le linee guida chiariscono che si possono derogare i principi di rotazione di fronte a situazioni contingenti e definite. Roberto Stanchina (Campobase) ha chiesto un chiarimento sulla procedura di affidamento delle concessioni, facendo riferimento in particolare a quanto avviene nelle piccole realtà e nei comuni, portando ad esempio l’attività delle Pro Loco quando si occupano della gestione di un teatro per le manifestazioni locali.
L’avvocato Tita ha spiegato che le deroghe al principio, per piccoli importi, possono essere fatte sia per gli appalti sia per le concessioni di fronte a situazioni particolari, proprio come quelle rappresentate dalle Pro Loco, che operano per le comunità dove sono inserite, secondo un principio che va incontro alla semplificazione della normativa.
Il consigliere Stanchina ha anche quindi chiesto che vi sia una attività di informazione per spiegare ai non “tecnici” come funzionano le nuove normative. Michela Calzà (Pd del Trentino) ha ravvisato la novità di poter dividere per fasce e categorie in modo preciso, sottolineando come questa delibera possa rappresentare un passo in avanti. Ha ricordato la difficoltà dei piccoli comuni nell’affidare e chiamare più professionisti. Anche in questo caso, l’avvocato Tita ha spiegato che si va verso una semplificazione che servirà a rendere più semplice la procedura. Anche la consigliera del Pd, che ha sottolineato l’importanza della scelta di tutelare i servizi socio sanitari, ha chiesto che vi sia una diffusione delle informazioni sul territorio per agevolare il lavoro nelle amministrazioni. L’avvocato Tita ha confermato l’intenzione di predisporre una guida agile e di fare formazione sul tema.
La presidente della Commissione, Vanessa Masè (La Civica) ha parlato di una semplificazione utile e di un passo in avanti su un tema così importante. La commissione, al voto, si è espressa favorevolmente all’unanimità.
Ciclovia del Garda
La Commissione ha quindi incontrato in audizione alcuni rappresentanti delle associazioni e dei comitati che fanno parte del Coordinamento interregionale per la tutela del Garda, nell’ambito di un confronto dedicato al progetto della ciclovia, affrontando i temi legati alla tutela ambientale, alla sostenibilità dell’opera e alle ricadute sul territorio (ciclovia Garda foto credit Luca Zanin).
Ad aprire gli interventi è stato Paolo Ciresa, del Coordinamento Interregionale Tutela del Garda, che ha fornito un inquadramento generale delle criticità dell’opera, definendola insostenibile sotto il profilo economico, ambientale e geologico. Richiamando l’articolo 9 della Costituzione, ha sostenuto che il progetto ne viola i principi, parlando di incompatibilità tipologica e localizzativa e di gravi criticità legate alle falesie. Ha evidenziato come la passerella non risponda alle esigenze del turismo e non consenta la convivenza sicura tra biciclette e pedoni.
Ciresa ha ricordato la scelta della Lombardia di puntare sul trasporto via acqua e ha posto il tema dei costi, pari a circa 17 milioni di euro a chilometro, a fronte dei 350 mila euro previsti per opere analoghe. Ha infine parlato di un danno ambientale irreparabile, richiamando la perdita di biodiversità e la scomparsa, dal 1930 a oggi, del 90% dei canneti del lago.
Marina Bonometti, vicepresidente del Comitato Salvaguardia Area Lago di Riva del Garda e componente del Coordinamento Interregionale Tutela del Garda, ha illustrato le criticità del tratto trentino occidentale tra Riva e Limone, soffermandosi su costi, tempi e instabilità geologica. Ha ricordato i dissesti verificatisi nel 2021 e la frana del marzo 2024, sottolineando come, nonostante gli interventi di consolidamento, la roccia presenti elevata fragilità.
La relazione ha evidenziato anche il forte impatto visivo delle passerelle e le criticità segnalate dal Servizio Geologico Provinciale, ribadendo l’opportunità di spostare il traffico ciclistico sul battello.
Manuela Baldracchi, presidente di Italia Nostra – sezione Trentino, ha affrontato il tema del danno paesaggistico, ricordando le politiche di tutela adottate nel corso del Novecento e criticando le scelte attuali che, a suo avviso, compromettono un ambiente storicamente protetto. Ha concluso sostenendo la necessità di cambiare progetto e scegliere la via d’acqua per tutelare il paesaggio.
Luca Trentini, del Coordinamento Interregionale Tutela del Garda, ha illustrato le scelte della Regione Lombardia, che già dal 2021 aveva lasciato aperta l’alternativa del trasporto via acqua, rinunciando di fatto alla realizzazione di un anello ciclabile continuo. Ha definito i costi dell’opera “paragonabili a quelli di viadotti autostradali”, chiedendo l’abbandono del progetto della ciclovia.
Sulla stessa linea Wolfgang von Klebelsberg, presidente dell’Associazione Dimore Storiche, che ha proposto una mobilità intermodale basata su battelli elettrici, in grado di garantire spostamenti sostenibili, attrarre un turismo di qualità e ridurre l’impatto ambientale, citando esempi già attivi in altri contesti europei.
In chiusura Carla Del Marco, WWF Trentino-Alto Adige e Coordinamento Ambiente Alto Garda e Ledro, ha ricordato le iniziative promosse dal 2023 al 2025, tra cui lettere alle istituzioni, appelli al Presidente della Repubblica e attività di studio, ribadendo l’invito a privilegiare la via d’acqua rispetto alle passerelle a sbalzo.
A conclusione dei lavori, la presidente della Commissione Vanessa Masè ha ringraziato i relatori e ha comunicato che il materiale sarà messo a disposizione dei commissari.