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Domenica 8 febbraio 2026
Lo Schuss dell’Olimpia delle Tofane sintesi perfetta dello sci alpino
Adrenalina pura, precisione millimetrica, dialogo continuo tra atleta e montagna
CORTINA (Belluno) - C’è un punto, sull’Olimpia delle Tofane, che non è semplicemente un tratto di pista ma una dichiarazione d’intenti. È lo Schuss: un imbuto naturale tra due torrioni di roccia dove la montagna stringe, comprime, obbliga a scegliere una linea mentre la velocità supera i 100 chilometri orari e la pendenza tocca il 64-65%.
In pochi istanti si passa dall’ombra alla luce, come in un varco simbolico tra controllo e istinto. È lì che si misura la differenza tra scendere e dominare. Nel pieno dei Giochi di Milano Cortina 2026, quello Schuss ha raccontato la gara di Sofia Goggia meglio di qualsiasi cronometro. Partenza perfetta, da campionessa olimpica, linea pulita e velocità. Poi il salto lunghissimo che la proietta verso l’esterno, in direzione delle reti: sette decimi lasciati sulla neve in un solo parziale, sufficienti a cambiare il destino della discesa.
Nel tratto centrale torna la Sofia che tutti conoscono, precisa e aggressiva.
Un piccolo errore sotto lo Scarpadon, in una compressione che la costringe a rallentare leggermente, e il traguardo la consegna a un terzo posto che, per qualità della prova, ha il peso di una grande prestazione. Tutto questo dopo un’attesa lunghissima al cancelletto, mentre l’atmosfera si faceva pesante per il brutto infortunio di Lindsey Vonn, finita in rotazione pochi secondi dopo la partenza e atterrata rovinosamente, con il timore di una seria lesione al ginocchio. Un episodio che ha inevitabilmente segnato il clima della gara. Bene anche il resto del team azzurro. Su tutte, Federica Brignone, decima a pochi decimi da Goggia: un risultato che fa ben sperare per le prossime gare. Nel complesso, una giornata solida per l’Italia dello sci, costruita su qualità tecnica e carattere. Lo Schuss dell’Olimpia delle Tofane resta così la sintesi perfetta dello sci alpino: adrenalina pura, precisione millimetrica, dialogo continuo tra atleta e montagna. Un teatro naturale dove la roccia fa da tribuna e la neve da palcoscenico, e dove ogni discesa è un racconto scritto alla massima velocità possibile. Proprio in quel corridoio di ombra e luce si disegnano le traiettorie del destino", di Lara Magoni, campionessa di sci ed eurodeputata FdI.
di Red. Sp
Ultimo aggiornamento:
09/02/2026 08:12:56