ROMA - Passata la tempesta si contano i danni; purtroppo, la previsione meteo, addirittura con 7 giorni di anticipo, è stata precisa al 100%: in molte zone costiere del Sud è stata registrata la peggiore mareggiata da almeno 50 anni, se non la peggiore della storia.
Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma l’allontanamento del ciclone Harry e di tutte le sue nefaste caratteristiche: vento ad oltre 140 km/h, onde fino a 10 metri al largo e fino a 7 metri sulla costa (localmente anche di più), precipitazioni monsoniche con picchi di 500 mm in 72 ore, la pioggia di sei mesi in tre giorni.
Nelle prossime ore avremo la leopardiana “quiete dopo la tempesta” con le famose strofe “Passata è la tempesta: Odo augelli far festa, e la gallina, Tornata in su la via, Che ripete il suo verso. Ecco il sereno Rompe là da ponente, alla montagna;...”, ma c’è poco da far festa in questo caso. La distruzione di molti litorali, specie in Sicilia e Calabria, è la conferma di un clima che è cambiato, è diventato più estremo e violento.
Il riscaldamento globale rende i nostri mari sempre più caldi, fino a 31-32°C in Estate e sui 19-20°C anche in pieno Inverno (con un’anomalia di +3°C in questi giorni sui mari del Sud Italia): ecco che tutto questo calore si traduce in energia per temporali più violenti, cicloni più profondi e venti di tempesta più frequenti. Il Riscaldamento Globale sta favorendo purtroppo l’aumento degli eventi estremi, come gridano da 40 anni tutti gli scienziati mondiali.
Inascoltati.
Unica buona notizia è il rapido miglioramento atteso nelle prossime ore con un crollo dei venti e del moto ondoso, stante l’allontanamento del ciclone Harry.
Vivremo un giovedì buono salvo residui piovaschi al Sud e un aumento delle nubi altrove; sarà un giovedì di attesa in quanto da venerdì entreremo in un binario lungo e rettilineo: è probabile che fino a fine mese saremo investiti da un “treno di perturbazioni atlantiche”, soprattutto al Centro-Nord.
La prima perturbazione porterà aria fredda dal Nord Atlantico e neve fino a bassa quota al Nord-Ovest tra venerdì sera e sabato mattina, la seconda porterà piogge abbondanti sul versante tirrenico domenica, in seguito la terza perturbazione atlantica arriverà mercoledì e la quarta il 31 gennaio.
Ci aspetta, dunque, un periodo caratterizzato da tanta pioggia sul versante tirrenico e al Nord con picchi totali di oltre 200 mm su Liguria, Alta Toscana, Alpi e Prealpi: di conseguenza, specie sulle Alpi centro-occidentali, non si esclude la possibilità di 2 metri di neve fresca entro i prossimi 10 giorni, una buona notizia contro la siccità e per la gioia degli sciatori.
Per quanto riguarda le montagne dove dal 6 febbraio inizieranno i XXV Giochi olimpici invernali, noti anche come Milano Cortina 2026, sembra che l’accumulo di neve entro l’inizio della manifestazione sia buono, anche oltre i 50 cm di neve fresca da Livigno a Cortina d’Ampezzo.
Aspettiamo altre conferme per l’ultima decade di gennaio e la prima settimana di febbraio ma intanto, entro domenica, spazio ai primi due fronti piovosi di una lunga serie: sui binari del meteo correrà un lungo treno di perturbazioni atlantiche!
NEL DETTAGLIO
Giovedì 22. Al Nord: nuvoloso con peggioramento serale. Al Centro: irregolarmente nuvoloso. Al Sud: piogge sparse poi migliora.
Venerdì 23. Al Nord: perturbazione atlantica con peggioramento. Al Centro: peggiora sulle tirreniche. Al Sud: irregolarmente nuvoloso.
Sabato 24. Al Nord: fenomeni residui al mattino, peggiora in serata. Al Centro: piogge residue al mattino, peggiora in serata. Al Sud: maltempo in Campania.
Tendenza: serie di perturbazioni atlantiche per più giorni.