BRESCIA - Il progetto
“ScegliAmo Bene”, promosso dal Settore Carcere e Devianza della Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV, si propone di offrire agli studenti delle scuole superiori un percorso educativo innovativo. Attraverso laboratori, incontri con formatori di rilievo e attività pratiche, i giovani sono chiamati a riflettere sul valore della legalità, a sperimentare la responsabilità delle proprie scelte e a vivere in prima persona il ruolo attivo che possono avere nella comunità.

In questa intervista, Antonella Caldart, Responsabile del Settore Carcere e Devianza, racconta le motivazioni, gli obiettivi e le modalità operative di un’iniziativa che unisce formazione, consapevolezza e partecipazione.
1. Da quali esigenze formative e sociali nasce il progetto “ScegliAmo Bene” e quale obiettivo si propone di raggiungere all’interno delle scuole?
“C’è oggi, soprattutto fra i giovani, un grande senso di smarrimento legato a un modo nuovo, spesso sconosciuto agli adulti, di vivere la vita: valori tradizionali persi e sostituiti da miti, esempi e riferimenti provenienti soprattutto dal mondo virtuale dei social, che provocano disagio, dipendenze, bullismo, problemi alimentari fino all’autolesionismo e alla violenza del branco.
C’è quindi bisogno non solo di riferimenti reali e sani - la scuola e le associazioni di volontariato possono fare la differenza - ma anche di chi, usando il giusto linguaggio, parli ai nostri giovani, toccando le loro corde più profonde e mostrando alternative al buio che li tormenta.
Il progetto
ScegliAmo Bene va in questa direzione e offre un’occasione di confronto costruttivo, interattivo e condiviso su un tema fondamentale per tutta la comunità: la legalità. Lo faremo partendo da una forte provocazione: imparare a scegliere, e a scegliere bene, assumendosi la propria responsabilità sociale individuale e collettiva”.
2. Il titolo stesso del progetto richiama l’idea di scelta e responsabilità. Qual è il significato che intendete attribuire a questo messaggio rivolto ai giovani?
“Essere responsabili delle proprie scelte sociali significa sentirsi e divenire parte attiva della comunità. Il messaggio è quello di sperimentare una sfida: entrare a far parte della società in cui si vive, apportando il proprio pensiero e le proprie azioni, sentirsi “vivi” e contribuire al bene collettivo.
Ai giovani verranno inoltre proposte possibilità di mettersi in gioco come volontari, per esempio con la nostra Associazione, o con altre realtà a scelta, offrendo un banco di prova concreto per sperimentare passioni, capacità e aspirazioni. Un’occasione per sentirsi adeguati, valorizzati e parte attiva di un cambiamento positivo”.
3. In che modo l’esperienza vissuta nel Settore Carcere e Devianza ha ispirato la nascita di questo nuovo percorso educativo?
Sono insegnante nel DNA, educatrice e, in passato, assessore alle politiche sociali e giovanili, con una lunga esperienza nel volontariato sociale, anche in carcere. Il ruolo nella Società di San Vincenzo De Paoli è stato quasi naturale per il mio percorso: vi ho trovato valori profondi e compagni di viaggio con le stesse aspirazioni.
Il mondo del carcere, con tutte le sue contraddizioni, stimola continuamente la riflessione sulla diversità reale e sulle sfide della società. La finalità è fare del bene, accompagnare i ristretti e le loro famiglie, ma anche nutrire il mio bisogno umano di sentirmi parte attiva di una comunità educante e accogliente.
Da qui l’idea di rendere disponibile questa esperienza anche ai più giovani:
ScegliAmo Bene offre nutrimento per menti e cuori dei ragazzi, con l’obiettivo di farli crescere in responsabilità e partecipazione.
4. Quali saranno le principali modalità di intervento previste dal progetto?
Il progetto si articola in attività laboratoriali svolte nella mattinata scolastica.
Gli studenti, preferibilmente delle tre classi finali della scuola superiore, avranno l’opportunità di confrontarsi in apertura e chiusura della mattinata con un formatore di rilievo, capace di coinvolgerli attivamente sul tema della legalità.
A Brescia, prima tappa del progetto, interverrà il professore Raffaele Mantegazza, pedagogista e autore di testi sulla moderna pedagogia. Dopo l’incontro con il formatore, i ragazzi lavoreranno in gruppi con attori, cantanti e artisti, affrontando il tema della legalità attraverso linguaggi diversi. I risultati saranno poi condivisi alla presenza del formatore principale.
Un percorso esperienziale, guidato ma flessibile, che permette agli studenti di esprimere liberamente il proprio pensiero nella modalità più naturale per ciascuno.
5. A quali realtà scolastiche o territori si rivolge questa prima edizione di “ScegliAmo Bene”?
Il progetto è gratuito ed è aperto a tutte le scuole superiori italiane dove la Società di San Vincenzo De Paoli abbia una propria Conferenza.
6. Alla luce delle sfide educative attuali, quali sono i principali bisogni formativi dei ragazzi in tema di legalità e responsabilità sociale?
Secondo pedagogisti, filosofi e psicoterapeuti, molti giovani oggi percepiscono il futuro come una minaccia o un’incognita, generando mancanza di senso e motivazione. Coinvolgerli in scelte concrete che li riguardano direttamente è un modo efficace per rispondere al loro bisogno di vivere in un mondo giusto e rispettoso delle regole.
Rendere i ragazzi protagonisti del cambiamento, accompagnandoli senza sostituirsi a loro, significa valorizzare l’autostima, le competenze e la partecipazione attiva nella società.
7. Il progetto prevede la collaborazione di figure professionali, istituzioni o realtà associative locali?
Sì, è fondamentale che il progetto sia condiviso tra vari attori impegnati con i giovani e la legalità. Nelle scuole vengono coinvolti dirigenti, docenti, rappresentanti degli studenti, amministrazioni comunali, educatori territoriali e, se possibile, l’amministrazione carceraria. Partecipano anche i referenti giovanili della Chiesa.
Questo approccio integrato favorisce la peer education, strumento semplice ma efficace per estendere l’impatto del progetto ad altri giovani.
8. In che misura “ScegliAmo Bene” si inserisce nella missione della Società di San Vincenzo De Paoli e nel suo impegno verso la dignità della persona?
Riprendo una dichiarazione della Presidente della Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV, Paola Da Ros: “La Società di San Vincenzo De Paoli, fedele al fondatore Beato Federico Ozanam, è impegnata nella promozione umana. Le nostre azioni creano condizioni concrete per una vita migliore: per i giovani, per le famiglie vulnerabili e per la società nel suo complesso, valorizzando solidarietà, legalità e giustizia.”
Il progetto rappresenta quindi uno strumento educativo per formare una comunità responsabile e capace, in cui i giovani possano crescere consapevoli della propria dignità e della propria responsabilità sociale.
9. Quali sono le modalità attraverso cui scuole, docenti o enti interessati possono entrare in contatto con il progetto o proporre la propria collaborazione?
Chi desidera maggiori informazioni può contattare direttamente la referente nazionale al seguente indirizzo e-mail: carcere.devianza@sanvincenzoitalia.it oppure rivolgersi alla Conferenza presente sul territorio dell’Associazione.
10. Guardando al futuro, quali sviluppi o prospettive auspicate per il progetto “ScegliAmo Bene” dopo questa prima edizione?
Essendo un progetto nuovo, ci si augura di coinvolgere quanti più giovani possibile. Il riscontro ottenuto nel corso dell’anno scolastico guiderà eventuali sviluppi o adattamenti per le edizioni future. Il giudizio dei ragazzi sarà fondamentale per valutare la direzione intrapresa e apportare eventuali miglioramenti.
Un messaggio per il futuro
Con “ScegliAmo Bene” la Società di San Vincenzo De Paoli conferma il suo impegno nella formazione dei giovani, promuovendo la legalità, la responsabilità sociale e la partecipazione attiva alla comunità. Attraverso questo percorso, gli studenti non solo approfondiscono temi fondamentali per la convivenza civile, ma hanno anche l’opportunità di sperimentare concretamente il valore delle proprie scelte, diventando protagonisti consapevoli del cambiamento positivo nella società.
Come sottolinea Antonella Caldart: “Il progetto vuole essere un ponte tra esperienza educativa e impegno civile, offrendo ai giovani strumenti concreti per costruire un futuro più giusto, solidale e responsabile”.