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Il Consiglio regionale Trentino Alto Adige ha riacquisito la sua centralità naturale

Intervista al presidente Roberto Paccher: bilancio di metà legislatura

TRENTO - Roberto Paccher da quasi due anni e mezzo guida il Consiglio Regionale Trentino Alto Adige, è punto di riferimento di due Province e numerosi sono i progetti che sono stati portati a conclusione in questi mesi. A metà mandato della legislatura abbiamo intervistato il presidente Paccher, 60 anni, una lunga militanza politica ed esperienza amministrativa in diversi enti ed istituzioni del Trentino.

Presidente Paccher qual è il bilancio di questi primi due anni e mezzo alla guida del Consiglio regionale?
"Il bilancio si attesta su livelli di grande concretezza istituzionale. In questa prima metà di mandato, il Consiglio regionale ha riacquisito la sua centralità naturale: è qui che avviene la sintesi tra le istanze dei territori di Trento e Bolzano. Abbiamo lavorato molto sulla razionalizzazione dei processi interni per offrire un’amministrazione più snella, capace di rispondere velocemente alle necessità della collettività regionale".

Sul fronte internazionale, il Trentino-Alto Adige ha cercato di far pesare di più la propria voce. Con quali risultati?
"Abbiamo intensificato la presenza nella CALRE (la conferenza delle assemblee legislative regionali europee). In quel contesto ho sostenuto con forza il "Progetto Montagna": un’iniziativa strategica per dare voce alle specificità dei territori alpini in Europa. L’obiettivo è qualificare il dibattito legislativo sulle politiche montane, assicurando che le normative di Bruxelles non penalizzino chi vive e lavora in quota, ma ne riconoscano il valore e le difficoltà".

Si parla molto di riforma dello Statuto e di rapporti con il Governo centrale. A che punto siamo?
"La revisione dello Statuto è un passaggio obbligato per adeguare la nostra architettura costituzionale ai tempi attuali. Il confronto con Roma è costante e orientato al ripristino di quelle competenze primarie che, negli ultimi anni, sono state erose da interpretazioni centraliste.
Una riforma solida significa dare certezza al diritto e garantire una governance più autonoma e moderna per i nostri cittadini".

La collaborazione tra le Province di Trento e Bolzano è spesso al centro del dibattito. Come può evolvere?
"L’integrazione deve superare la semplice gestione dei servizi comuni per diventare pianificazione strategica. Penso alla mobilità sostenibile, alla gestione dei rifiuti e a una sanità d’eccellenza che sappia fare rete. Solo con una visione unitaria la Regione può porsi come interlocutore autorevole nel quadro del regionalismo europeo"

Uno dei nodi più complessi riguarda l’asse del Brennero e i grandi carnivori. Qual è la sua posizione?
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Per il Brennero serve un approccio multilivello tra Trento, Bolzano, Innsbruck e i rispettivi Governi. La soluzione passa per il potenziamento del ferro e una gestione digitale dei flussi che tuteli l'ambiente e la qualità della vita dei residenti. Sui grandi carnivori, invece, serve rigore scientifico e meno ideologia. La priorità è la tutela della pubblica incolumità e dell’economia rurale. È necessario che lo Stato riconosca alla Regione e alle Province poteri gestionali più ampi per intervenire prontamente sulle criticità".

Il Trentino-Alto Adige è spesso citato come modello di efficienza. È davvero così?
"Il dialogo con le altre assemblee regionali conferma che siamo un punto di riferimento per la qualità amministrativa, specialmente nell'informatizzazione legislativa e nella trasparenza. Tuttavia non ci fermiamo, sappiamo bene che i cittadini soprattutto in tema di burocrazia hanno giustamente una percezione importante”.

A proposito di partecipazione, il Palazzo della Regione si apre sempre più spesso ai cittadini...
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Esatto. Considero l’apertura della sede del Consiglio - uno dei capolavori dell'architettura del Novecento - un segnale fondamentale. Ospitare i cittadini e le iniziative partecipate tra le mura dove si decide il futuro della nostra Autonomia non è solo un atto simbolico. È un invito a riscoprire le istituzioni come "casa comune". Vedere ospiti, giovani e associazioni animare gli spazi del Palazzo significa dare vita concreta a quel concetto di trasparenza e vicinanza che deve essere il cuore pulsante della nostra azione politica".
Ultimo aggiornamento: 06/05/2026 00:07:26

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