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Dpcm presentato, nessuna novità e Regioni ignorate: spostamenti, turismo, seconde case e attività, il lockdown natalizio è servito

giovedì, 3 dicembre 2020

Brescia – “Restrizioni decise oggi per un Natale migliore“. La promessa fatta nelle scorse settimane da membri del Governo nell’annunciare le chiusure “a zone” dell’Italia non trova riscontri nei fatti: senza voler dichiarare esplicitamente il termine ‘lockdown’, il Natale disegnato dall’Esecutivo per il periodo natalizio è ora realtà con limitazioni pesantissime a libertà individuali e attività, peggiorando addirittura la condizione per le zone gialle. In serata il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha presentato i dettagli del Dpcm.

La scusa é sempre la stessa: evitare i presunti errori dell’estate anche se é evidente a (quasi) tutti che l’attuale situazione sia figlia di ben altri fattori, quelli autunnali col rientro massiccio in scuole e lavoro senza modulazione di trasporti pubblici e altre situazioni di assembramento che non c’entrano nulla con le attività che indistintamente vengono colpite e additate come ‘cause’ del contagio. Anche in questa fase peró appare più comodo individuare capri espiatori al pari dei runner primaverili…

Inascoltati gli appelli di categorie e territori, la linea è quella dura, come ormai da mesi nel Paese: alla raccomandazione a trascorrere le feste in famiglia vengono aggiunti il coprifuoco, i divieti di spostamenti inter-regionali che diventato addirittura inter-comunali il 25, 26 dicembre e 1 gennaio. Fermi gli impianti sciistici (con la speranza di iniziare la stagione il 7), bloccato il turismo invernale al pari di altre attività quali bar e ristoranti negli orari serali, ancora impediti anche vari sport individuali nei centri di tutt’Italia. A scuola dopo l’Epifania il 75% degli alunni.

“Ignorate tra l’altro completamente ogni richiesta che come Regioni abbiamo avanzato in questi giorni”, avevano recriminato i governatori già dal primo pomeriggio odierno, con una catastrofe socio-economica scatenata da mesi di restrizioni che è destinata ad aumentare nelle proporzioni. “C’è qualcosa di oscuro nel comportamento del virus e da parte del Governo”, il commento del governatore della Liguria, Giovanni Toti.

LE MISURE DEL DPCM, TUTTO CONFERMATO

Se non per motivi indefferibili di lavoro o salute, dal 21 dicembre al 6 gennaio sono vietati tutti gli spostamenti da una regione all’altra, anche per raggiungere le seconde case. Il 25 e 26 dicembre e il primo gennaio sono vietati anche gli spostamenti da un comune all’altro. Resta il coprifuoco dalle 22 alle 5, a Capodanno sarà esteso dalle 22 alle 7. Il rebus sui ricongiungimenti non fa cambiare idea all’Esecutivo.

Chiusi almeno fino all’Epifania gli impianti sciistici, sospese le crociere dal 21 dicembre. Gli italiani che andranno all’estero per turismo dal 21 dicembre al 6 gennaio al rientro dovranno sottoporsi alla quarantena, così come i turisti stranieri che giungono in Italia.

Nell’area gialla, bar, ristoranti e pizzerie saranno aperti sempre a pranzo, anche a Natale e Santo Stefano. Divieto di consumare cibo per strada dal tardo pomeriggio. Nelle aree arancioni e rosse, saranno aperti dalle 5 alle 22 solo per asporto, la consegna a domicilio sarà sempre possibile.

Fino all’Epifania i negozi resteranno aperti tutti i giorni fino alle ore 21 per diluire la presenza di acquirenti in più ore della giornata. I centri commerciali resteranno invece chiusi nei fine settimana. Gli hotel potranno restare aperti, ma i ristoranti all’interno delle strutture saranno chiusi la sera di Capodanno. Sarà possibile trascorrere il veglione solo in camera, ordinando la cena.

Cinema, teatri ed eventi sportivi sospesi, questi ultimi possibili solo se di carattere nazionale. Le funzioni religiose della notte del 24 dicembre saranno svolte in orario da permettere ai fedeli di tornare a casa prima del coprifuoco. Inoltre verranno celebrate più messe a Natale per diluire la presenza di fedeli ed evitare assembramenti.



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