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Il turismo montano ha perso contro il mare durante l’estate

mercoledì, 4 novembre 2020

Bolzano – Mentre impazzano nuove polemiche sui costi della politica, si sono tirate le somme dell’industria turistica per l’estate. Con l’arrivo di luglio e agosto non sono mancati nemmeno quest’anno coloro che non hanno rinunciato a partire per le vacanze, favoriti dai Paesi di tutta Europa che avevano ridotto le restrizioni per il Coronavirus, avevano riaperto le frontiere e creato nuovi modi per garantire viaggi sicuri per i visitatori. Ciò che sembrava solo un miraggio, restituiva davvero una parvenza di normalità.

soleMentre venivano introdotti concetti per così dire creativi come “ponti aerei”, “bolle di viaggio” e “corridoi per le vacanze” erano numerosi gli Stati europei in cui la pandemia sembrava ad un passo dalla fine (e non richiedevano quarantena per i visitatori), tuttavia la quasi totalità degli italiani ha scelto di rimanere in patria.

Questo è il quadro che ne scaturisce dal consuntivo della stagione estiva 2020, prendendo in esame i rilevamenti statistici compiuti da ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo: la quantità di italiani che non ha varcato i confini nazionali per le vacanze è arrivata al 97%, con una preferenza per le destinazioni turistiche di Emilia Romagna, Puglia e Sicilia. Mettendo insieme il numero di visitatori di queste tre regioni citate, si arriva alla ragguardevole cifra del 9% sul totale.

Ma proseguendo con l’analisi dei dati delle differenti aree geografiche nazionali e non, si nota subito come in tantissimi abbiano privilegiato il turismo montano; il Trentino Alto Adige e la Toscana hanno ricevuto ciascuna l’8% dei villeggianti, poco di meno il Piemonte con il suo 7%, a pari merito con la regione Lombardia.

Comunque sia la liberazione dalle costrizioni del primo (e speriamo ultimo) lockdown totale ha scatenato la voglia di mare per il 60% dei vacanzieri, così arrivando al doppio di quelli che hanno scelto la montagna (30%) e le ferie all’insegna della natura (25%). Per quello che riguarda ciò che i vacanzieri nostrani cercano dal soggiorno, spiccano l’esperienza culturale (24%) e il relax (23%).

Di quel piccolo 3% dei nostri connazionali che hanno optato per recarsi all’estero malgrado tutto, oltre un terzo (precisamente il 35%) sono rimasti dentro i confini dell’Europa che si affaccia sul Mar Mediterraneo, un altro 24% si è spinto fino alla località dell’Europa del nord e il 14% nell’Europa dell’est (presumibilmente ha influito molto il ritorno a casa dei tanti lavoratori di Paesi come Romania, Bulgaria, Ungheria ecc… che vivono stabilmente in Italia).

Gli autori che si occupano di Beauty Care sul sito SuperBelle sottolineano il fatto che il voto medio che gli italiani hanno dato alle proprie vacanze di quest’anno (8/10), con il 75% di loro che ha ricercato il benessere e il relax, conferma quanto rapidamente i consumatori si preoccupino per il proprio equilibrio psicofisico e siano in una fase di transizione dall’estetica per bellezza e pulizia (clean beauty) all’estetica per la salute e la sicurezza (safe beauty). Un trend già intuito con il successo delle vendite di integratori e prodotti per la disinfezione e cura del corpo, in grande ascesa fra le scelte merceologiche del commercio elettronico dal secondo trimestre di quest’anno ad oggi.



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