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Verso il lockdown del turismo della neve, previste perdite almeno del 70%

sabato, 28 novembre 2020

Madonna di Campiglio – La decisione di chiusura degli impianti sciistici che con ogni probabilità verrà presa nel prossimo Dpcm del Governo almeno fino all’Epifania rischia di far perdere al turismo montano invernale il 70,2% del fatturato che nelle ultime stagioni era arrivato a superare i 10 miliardi di euro. Emerge da una ricerca che l’ANSA pubblica in anteprima fatta da Jfc, che ogni anno pubblica l’Osservatorio Skipass Panorama Turismo.

“Le stime aggiornate a fine novembre – spiega il responsabile di Jfc Massimo Feruzzi – segnano dati in assoluto campo negativo con un bilancio previsionale di fine stagione stimato, purtroppo, in soli 3 miliardi 100 milioni rispetto ai 10 miliardi 409 milioni della stagione invernale 2018/2019 (ultima non “investita” dalla pandemia)”. Il turismo montano invernale incide per una quota di circa l’11% sul totale del pil turistico nazionale, rappresentando quindi una cifra di poco superiore all’1% del complessivo pil italiano.

LOCKDOWN, BILANCIO SOCIO-ECONOMICO DEVASTANTE
Chi pagherà queste perdite miliardarie? Chi risarcirà intere zone montane per le decisioni assunte? Nonostante la catastrofe socio-economica generata dagli ultimi mesi di limitazioni per larga parte inefficaci, contraddittorie e controproducenti, l’Esecutivo non sembra voler cambiare idea per la furia di cittadini e interi territori che dopo mesi di “assuefazione” alle decisioni di Governo e Regioni, ora vedono un futuro ancora più a rischio per la tenuta socio-economica: a Natale l’idea è quella delle limitazioni agli spostamenti “non necessari”, con una misura ad hoc per la chiusura degli impianti sciistici.

Medici ed esperti di Cts e Iss sostengono la decisione, si cerca la quadra a livello europeo ma l’apertura della Svizzera (Paese extra-UE che tra l’altro non mette finora nella sua ‘black-list’ le regioni del Nord Italia, favorendo di fatto il suo mercato turistico di importazione, allo stato attuale bloccato perché in zona rossa o arancione) e la posizione al momento attendista di Austria e Slovenia rischiano di rovinare i piani al premier Conte: nel caso di un mancato piano europeo di chiusura natalizia e di un’apertura dei confini regionali, come contromisura – per evitare la gita Oltralpe degli appassionati di sci – si pensa a quarantena e tampone per chi rientra dall’estero.



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