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Votata al Senato la Riforma dello Statuto di autonomia

Fugatti: “Passaggio fondamentale, siamo a metà strada"

TRENTO - "Il voto oggi del Senato conferma la solidità del percorso avviato e l’attenzione concreta verso le autonomie speciali. Siamo a metà strada di una riforma fondamentale, che guarda al futuro del Trentino e dell’Alto Adige e rafforza il ruolo delle istituzioni territoriali". È il commento del presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti dopo il via libera del Senato al disegno di legge costituzionale di modifica dello Statuto speciale del Trentino-Alto Adige/Südtirol che "rappresenta un passaggio di grande rilievo nel percorso di rafforzamento dell’autonomia".
Il provvedimento torna ora alla Camera dei deputati per la seconda lettura, proseguendo un iter parlamentare condiviso e atteso da tempo dai territori.

La riforma dello Statuto punta a consolidare e aggiornare l’autonomia speciale, rendendola più efficace e coerente con le esigenze delle comunità locali, anche attraverso il rafforzamento delle competenze e del principio dell’intesa.

"Questa revisione – prosegue Fugatti non è un intervento tecnico, ma una scelta politica di lungo periodo: significa dare più strumenti ai territori per governare lo sviluppo, rispondere ai bisogni dei cittadini e valorizzare le specificità che rendono il nostro sistema autonomistico un modello riconosciuto. Il cammino non è concluso – conclude il presidente – ma il passaggio di oggi dimostra che la direzione è quella giusta. Continueremo a lavorare con determinazione affinché la riforma dello Statuto venga portata a compimento nell’interesse del Trentino e della sua autonomia".

I COMMENTI

Claudio Soini, presidente del Consiglio provinciale di Trento: "Accolgo con soddisfazione l’approvazione oggi in Senato del testo che reca importanti modifiche dello Statuto speciale del Trentino-Alto Adige/Südtirol. Il Consiglio provinciale di Trento lo scorso 7 maggio aveva espresso parere favorevole con un solo astenuto e nessun contrario, dando un chiaro segnale al Parlamento: la compattezza sui punti inclusi nel disegno di legge costituzionale firmato dal ministro Calderoli. Il Trentino e la nostra regione hanno bisogno di queste innovazioni della carta statutaria, per mantenere la nostra Autonomia dinamica e al passo con i tempi. Bene quindi il sì senza voti contrari del Senato, dopo il sì alla Camera del 7 ottobre, anch'esso avvenuto senza voti contrari. Confidiamo che la doppia approvazione dei due rami del Parlamento si completi in tempi rapidi".

Senatrice Michaela Biancofiore, presidente del gruppo Civici d’Italia, Nm, Udc, Maie: "La riforma dello statuto del Trentino-Alto Adige, che definirei storica, è l’ennesima promessa mantenuta dal Presidente Meloni, nonostante nella campagna elettorale che l’ha vista per volontà popolare entrare a Palazzo Chigi , sia stata ricoperta da un profluvio di insulti e pregiudizi da parte di alcuni esponenti altoatesini che gridavano all’alba di un nuovo potenziale fascismo . Invece sono stato ancora una volta spiazzati e proprio il governo di centro destra , e il presidente Meloni in prima linea insieme al Ministro Calderoli, è stato garante di un accordo che mette fine di fatto ad una assurda guerra fredda animata ad arte da alcuni revanscisti anacronistici, nella mia terra. L'autonomia, è bene fare esercizi di verità, è un principio mai messo in discussione dal centrodestra.
Chi lo ha fatto è stata sempre la sinistra viceversa, con la riforma costituzionale del 2001 per 3 voti e Renzi ,il suo Pd e il governo da lui guidato vive e che, nel suo libro Fuori , arrivò a dichiarare che si sarebbe tatuato in fronte questa frase: “Cancellerò le Regioni a statuto speciale”. E non pago con la sua riforma costituzionale ha riaccentrato le deleghe sulle grandi e piccole derivazioni idroelettriche in capo allo stato, in barba al decentramento. Con questa riforma costituzionale viceversa saniamo proprio quell’ineguagliabile conflitto interistituzionale, creato proprio dalla riforma del 2001. Con la stessa sincerità dico che certo trattasi di una riforma positiva ma potevamo essere ancora più coraggiosi per arrivare a quel sogno, nato dall’accordo De Gasperi-Gruber, che guardava a una reale convivenza tra le comunità e non la semplice coesistenza tra gruppi linguistici. Il sogno di essere una comunità unica, altoatesina sudtirolese o viceversa. Potevamo fare di più perché appare paradossale, faccio un esempio , che ancora nel 2026 se il Presidente Mattarella oggi si dovesse trasferire in Alto Adige, non potrebbe votare per i prossimi due anni, e che fino ad oggi erano addirittura quattro. Alla luce di questa riforma appare ancor più paradossale che proprio mentre si lavora ad un accordo che salvaguardia la nostra autonomia che gemma proprio dal l’esistenza dei tre gruppi linguistici, nei giorni scorsi abbiamo dovuto leggere l’attacco revanscista di un consigliere provinciale che si è scagliato contro la richiesta della Comunità tedesca di Villandro di avere un educatore italiano nella scuola elementare per i propri bambini, che sono il futuro della nostra comunità. Così come è doverosa una ricostruzione storica basata sulla verità. Basti pensare alla toponomastica italiana che ancora si narra fosse di origine fascista imposta da Tolomei : viceversa città come Merano o Bolzano, secoli fa, avevano appunto il nome in italiano, come dimostrato dalla galleria delle cartine geografiche dei musei vaticani, che invito tutti gli altoatesini a visitare, parliamo di cartine del 1300. La nostra terra è un ponte naturale verso l'Europa, una terra di interscambio, dove coesione e convivenza devono tornare ad essere le basi per assicurare nuovo benessere e sviluppo futuro”.

Consigliera provinciale Trento Vanessa Masé (La Civica): "La notizia dell’approvazione in Senato delle modifiche collegate alla riforma dello Statuto speciale del Trentino-Alto Adige/Südtirol rappresenta un passaggio importante e strategico nel percorso di rafforzamento della nostra autonomia, una tappa fondamentale per
guardare al futuro con la consapevolezza che i valori storici che la caratterizzano rimangono attuali e hanno saputo cogliere e adattarsi ai cambiamenti sociali intervenuti nel corso degli anni.
Si tratta di un segnale concreto di attenzione verso i territori e verso un modello di autonomia che continua a dimostrarsi fondamentale per garantire sviluppo, coesione e capacità di risposta ai bisogni delle comunità locali.
La riforma dello Statuto non è solo un aggiornamento normativo, ma una scelta strategica che rafforza il ruolo delle istituzioni territoriali e il principio dell’intesa, valorizzando le specificità del nostro sistema autonomistico e richiamando in particolare noi rappresentanti eletti nelle istituzioni provinciali ad un costante impegno per la salvaguardia e il potenziamento delle specificità attribuite dallo Stato alla nostra Regione.
Il ritorno del provvedimento alla Camera per la seconda lettura conferma un percorso condiviso e responsabile, un passaggio obbligato dell’iter che ci ha visti convinti sostenitori sin dal principio e attenti difensori delle peculiarità caratterizzanti la nostra terra, che basa la propria essenza vitale sui principi fondamentali dell’autogoverno. Continueremo a sostenere con convinzione questo percorso, nell’interesse del Trentino, di ciascuno dei suoi cittadini e delle loro istanze"
Ultimo aggiornamento: 21/01/2026 18:56:01

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