Milano è terza in Italia come città più loquace del Paese
| Classifica |
Città |
Minuti passati a parlare degli altri al mese |
Minuti passati a parlare degli altri all’anno |
Ore passate a parlare degli altri in un anno |
Giorni passati a parlare degli altri in un anno |
| 1 |
Trieste |
651 |
7.812 |
130 |
5.4 |
| 2 |
Roma |
424 |
5.084 |
85 |
3.5 |
| 3 |
Milano |
384 |
4.609 |
77 |
3.2 |
| 4 |
Napoli |
366 |
4.394 |
73 |
3.1 |
| 5 |
Firenze |
337 |
4.040 |
67 |
2.8 |
| 6 |
Foggia |
335 |
4.015 |
67 |
2.8 |
| 7 |
Palermo |
334 |
4.006 |
67 |
2.8 |
| 8 |
Reggio Calabria |
321 |
3.847 |
64 |
2.7 |
| 9 |
Bologna |
313 |
3.760 |
63 |
2.6 |
| 10 |
Catania |
308 |
3690 |
62 |
2.6 |
Alcuni dei punti principali dello studio:
- Milano è terza in Italia per chiacchiere sulle altre persone, con i conflitti familiari al primo posto (18%) tra gli argomenti trattati; seguono poi le discussioni sull’eredità (15%) e gli aggiornamenti su amici del passato (14%).
- Trieste si trova in cima alla classifica come città più loquace d’Italia, registrando 130 ore all’anno dedicate a conversazioni di questo tipo.
- I partner sono i confidenti più fidati degli italiani per parlare degli altri: il 42% degli italiani dichiara di parlare degli altri con il coniuge o il partner romantico, leggermente più dei migliori amici, scelti dal 40%.
- All’estremità opposta dell’indice troviamo città come Brescia, Livorno e Messina, dove il totale scende a meno di due giorni interi all’anno, suggerendo uno stile comunicativo più riservato o reti sociali più piccole e private.
Potete utilizzare qualsiasi informazione condivisa, chiediamo solo di inserire il link allo studio completo: https://www.unobravo.com/dati/citta-loquaci
Resto a disposizione per qualsiasi domanda o dubbio.
Cordiali saluti
Francesca
—
Le città più loquaci d’Italia: Trieste, Roma e Milano in testa per conversazioni sociali
Nuovi dati di Unobravo svelano le città italiane più e meno “chiacchierone”, con approfondimenti di esperti, che spiegano in che modo parlare degli altri influisca sulle relazioni, sul benessere e sulla fiducia reciproca.
- Gli italiani dedicano circa 45 ore all’anno (quasi due giorni interi) a conversazioni che riguardano altre persone.
- Trieste è la città italiana in cui si parla di più degli altri, registrando un totale di 130 ore all’anno trascorse in conversazioni sociali.
- Gli argomenti più comuni sono le dinamiche familiari (53%), i rapporti sul lavoro (55%) e le notizie sulle celebrità (45%), mentre partner (42%) e amici stretti (40%) sono gli interlocutori più fidati.
L’idea di “parlare degli altri” può sembrare in apparenza negativa, ma in realtà questa abitudine è parte di conversazioni quotidiane, molte delle quali sono innocue e persino benefiche. Che si tratti di una chiacchierata al bar davanti a un caffè, di un messaggio serale in un gruppo WhatsApp o di un titolo su una rivista scandalistica, questo tipo di conversazioni è una componente naturale della vita. Può avvicinare le persone, aiutare a ridurre lo stress e rafforzare i legami sociali, pur, talvolta rischiando di creare tensioni.
Secondo una nuova ricerca di Unobravo, centro medico che offre servizi di psicologia online in Italia, gli italiani trascorrono circa 45 ore all’anno parlando degli altri; l’equivalente di quasi due giorni interi di conversazione. Lo studio analizza la frequenza di queste conversazioni, gli argomenti trattati e come queste interazioni influenzano le relazioni, la cultura del lavoro ed il benessere mentale.
Trieste in cima alla classifica come città più loquace d’Italia
Il nuovo indice di Unobravo classifica le principali città italiane in base alle ore che i residenti dedicano a parlare degli altri. Trieste si posiziona al primo posto, registrando 130 ore all’anno dedicate a conversazioni di questo tipo.
Segue Roma con 85 ore, mentre Milano, Napoli e Firenze completano la top five, con una media di tre-quattro giorni interi all’anno. Tra le prime dieci città figurano anche Foggia, Palermo, Reggio Calabria, Bologna e Catania, tutte con più di 60 ore di interazioni sociali all’anno.
All’estremità opposta dell’indice troviamo città come Brescia, Livorno e Messina, dove il totale scende a meno di due giorni interi all’anno, suggerendo uno stile comunicativo più riservato o reti sociali più piccole e private.
| Città |
Minuti passati a parlare degli altri al mese |
Minuti passati a parlare degli altri all’anno |
Ore passate a parlare degli altri in un anno |
Giorni passati a parlare degli altri in un anno |
| Trieste |
651 |
7.812 |
130 |
5.4 |
| Roma |
424 |
5.084 |
85 |
3.5 |
| Milano |
384 |
4.609 |
77 |
3.2 |
| Napoli |
366 |
4.394 |
73 |
3.1 |
| Firenze |
337 |
4.040 |
67 |
2.8 |
| Foggia |
335 |
4.015 |
67 |
2.8 |
| Palermo |
334 |
4.006 |
67 |
2.8 |
| Reggio Calabria |
321 |
3.847 |
64 |
2.7 |
| Bologna |
313 |
3.760 |
63 |
2.6 |
Conflitti familiari, dinamiche sul lavoro e notizie sulle celebrità: gli argomenti più discussi dagli italiani
L’argomento più trattato nelle conversazioni sugli altri in Italia riguarda i conflitti e le tensioni familiari, discusso mensilmente dal 53% degli intervistati, per un totale di circa quattro ore all’anno. Questo riflette il ruolo centrale delle relazioni familiari nella vita sociale italiana, dove tensioni, alleanze e storie di lunga data diventano naturalmente punti di confronto.
Subito dopo troviamo le dinamiche sul posto di lavoro, trattate dal 55% degli italiani, per un totale di 3,4 ore all’anno. Parlare di colleghi, cambi di settore e modalità d’ufficio aiuta a comprendere gerarchie, gestire conflitti e interpretare le regole non scritte del proprio ambiente lavorativo.
Unobravo spiega che queste conversazioni legate a famiglia e lavoro rispondono a un desiderio universale di capire le strutture sociali e mantenere vicinanza emotiva ad altri esseri umani. Mentre le storie sulle celebrità soddisfano la curiosità individuale e offrono riferimenti culturali condivisi, rendendo le conversazioni più vive, piacevoli e senza rischi.
I partner sono i confidenti più fidati degli italiani per parlare degli altri
In Italia, la maggior parte delle chiacchiere avviene all’interno di relazioni strette e sicure dal punto di vista emotivo. I partner occupano il primo posto come confidenti: il 42% degli italiani dichiara di parlare degli altri con il coniuge o il partner romantico, leggermente più dei migliori amici, scelti dal 40%.
Fratelli e sorelle (23%) e genitori (20%) hanno anch’essi un ruolo importante, soprattutto tra i giovani adulti che si affidano alla famiglia per supporto emotivo e punti di vista. Altri parenti, come cugini o suoceri, rappresentano un ulteriore 13%, dimostrando che parlare degli altri spesso resta all’interno di un circolo ristretto di persone legate da fiducia reciproca consolidata.
Parlare degli altri sul lavoro divide i dipendenti italiani: può unire o creare tensione
Il luogo di lavoro è uno dei contesti più comuni per fare chiacchiere e i dipendenti hanno opinioni contrastanti sull’impatto che può avere. Il 41% di chi lavora in ufficio dichiara che parlare degli altri genera tensioni o conflitti, mentre il 36% ritiene che riduca la produttività. Allo stesso tempo, il 38% pensa che possa migliorare la comunicazione, aiutando i colleghi a capire cosa succede intorno a loro e il 42% afferma che renda la giornata lavorativa più piacevole.
Poco più della metà dei lavoratori (51%) cerca attivamente di evitare chiacchiere al lavoro e il 47% evita determinati colleghi a causa delle loro abitudini di parlare degli altri. Circa il 32% teme di essere al centro delle conversazioni sul posto di lavoro, evidenziando lo stress emotivo che queste situazioni possono generare.
I settori in cui parlare degli altri è più comune includono marketing, pubblicità e PR (58%), sanità e assistenza sociale (57%) e trasporti (53%), tutti caratterizzati da collaborazione stretta e comunicazione frequente tra colleghi. Al contrario, il fenomeno è meno presente in settori come tecnologia e IT, amministrazione aziendale, industrie creative, ingegneria e professioni legali, dove la comunicazione tende a essere più strutturata o focalizzata sulle attività quotidiane.
Gli esperti di Unobravo: parlare degli altri può rafforzare i legami se fatto con empatia
Secondo Unobravo, parlare degli altri è più un’abitudine sociale che un difetto e diventa dannoso solo quando passa dalla curiosità alla critica. Prima di condividere informazioni, è utile chiedersi perché lo si fa e se la conversazione porterà beneficio a qualcuno dei coinvolti.
Alcuni spunti utili:
- Dare uno scopo alla conversazione: se parlare di qualcuno aiuta a capire il contesto, risolvere un problema o rimanere connessi, è un buon segnale. Se invece il discorso serve principalmente per intrattenere o giudicare la vita privata altrui, è meglio fare un passo indietro.
- Mettere il rispetto al centro: parla degli altri come vorresti che parlassero di te. Se non ti piacerebbe sentirlo su di te, scegli un altro argomento.
- Fare attenzione al contesto e al pubblico: corridoi, pause caffè e chat di gruppo possono diventare momenti caldi per le chiacchiere. Considera se il contesto e i destinatari siano appropriati per questo tipo di conversazione.
- Creare alternative trasparenti: nei team, creare l’ambiente per un dialogo aperto e trasparente riduce la necessità di parlare degli altri. Quando la leadership condivide aggiornamenti, chiarisce cambiamenti e invita al feedback, il “vuoto di informazioni” diminuisce.
- Affrontare discorsi dannosi: se senti che la conversazione vira verso commenti negativi, mette in discussione qualcuno o riporta informazioni in modo distorto, fermati un attimo. Poni domande chiarificatrici (“Cosa sappiamo per certo?”) o guida delicatamente la conversazione verso contenuti costruttivi.
- Se sei il soggetto della conversazione: quando percepisci che si parla di te, resisti all’impulso di reagire. Piuttosto, chiarisci i fatti, affronta eventuali malintesi e concentra l’attenzione su ciò che puoi controllare. Spesso, il nostro modo di rispondere determina come si risolve la situazione.
Parlare degli altri è una parte naturale della nostra vita sociale. Ma quando queste conversazioni iniziano a creare disagio, dubbi o tensioni relazionali, può essere utile fermarsi e riflettere su cosa ci stanno dicendo. La psicologia può offrire strumenti per comprendere meglio noi stessi e il nostro modo di comunicare
Ultimo aggiornamento:
20/01/2026 20:58:07