CAVALESE (Trento) - La vittoria della svedese Ebba Andersson nell'inedita 50 km al femminile ha chiuso le Olimpiadi in Val di Fiemme. Vanno in archivio così 15 giorni di gara nei quali si sono svolte 19 competizioni che hanno visto i due impianti fiemmesi sempre affollati di spettatori festanti e impeccabili sotto ogni aspetto. Il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti ha voluto celebrare l'ultimo giorno di Olimpiadi seguendo la gara conclusiva a Lago di Tesero: "C'è un grande entusiasmo e una grande soddisfazione per tutto quanto è stato fatto nel corso delle Olimpiadi – ha affermato il Presidente Fugatti –. In questi giochi sono emerse con forza la capacità organizzativa, la capacità promozionale e il sempre più prezioso apporto del volontariato. A queste si sono aggiunti i risultati degli atleti trentini, andati oltre ogni più rosea previsione. Possiamo dire con orgoglio che il Trentino è riuscito a essere protagonista in questi Giochi. E non è finita qui. Tra pochi giorni inizieranno le Paralimpiadi. Il Trentino sarà di nuovo al centro dell'attenzione mondiale sia per quanto riguarda Lago di Tesero, impianto che ospiterà le gare del biathlon paralimpico e dello sci di fondo paralimpico, sia con i nostri atleti che hanno ottime possibilità di ottenere risultati importanti".

Terminata la gara il presidente si è intrattenuto con i numerosi volontari che hanno prestato servizio senza sosta nell'arco di due settimane nell'impianto fiemmese. In seguito ha raggiunto l'ex maneggio di Predazzo. Anche in questo caso ha ringraziato di persona i volontari che si sono alternati nel servire i pasti per le forze dell'ordine e tutto il sistema della Protezione Civile.
Chiude la Sala operativa di Cavalese
Chiude ufficialmente la Sala operativa provinciale, attivata presso la caserma de Vigili del fuoco volontari di Cavalese per garantire il coordinamento del sistema di sicurezza e la gestione coordinata delle Olimpiadi in Val di Fiemme. Un impegno compiuto in sinergia con la Sala operativa interforze. Contestualmente, termina anche l’impegno diretto del sistema di Protezione civile del Trentino lungo i percorsi e all’interno delle aree di gara, dove per oltre due settimane donne e uomini hanno operato senza sosta, assicurando assistenza, prevenzione e capacità di intervento in ogni scenario. “La Sala operativa provinciale ha consentito la risoluzione dei problemi in tempo reale, garantendo interventi tempestivi sia sul piano tecnico sia su quello sanitario, non solo nelle aree di gara ma nell’intero ambito della valle, assicurando la sicurezza e la continuità della vita quotidiana delle comunità” sono state le parole del commissario olimpico e dirigente generale del Dipartimento Protezione civile, foreste e fauna Stefano Fait che, nel portare il saluto del presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti ha voluto anche ringraziare il Corpo dei Vigili del fuoco volontari di Cavalese con il comandante Andrea Debertol e l’ispettore distrettuale Stefano Sandri per la loro ospitalità e per il supporto fattivo.
La chiusura della Sala operativa segna la conclusione della prima fase dell’impegno della Protezione civile provinciale per l’evento olimpico. Un lavoro intenso, svolto con professionalità, spirito di servizio e piena sinergia tra tutte le strutture coinvolte, che ha garantito la sicurezza degli atleti, degli operatori e della popolazione. Il sistema provinciale tornerà ad attivarsi tra due settimane, in vista dei Giochi paralimpici. “Sono stati quindici giorni intensi, in cui abbiamo dimostrato concretamente il valore di un sistema integrato, che ha visto anche l’efficace collaborazione della Fondazione Milano-Cortina.
Questa esperienza rappresenta un patrimonio organizzativo e umano che resterà anche per il futuro” sono state le parole di Fait.
Nel corso delle Olimpiadi, la Sala operativa ha garantito il monitoraggio continuo del territorio e la gestione in tempo reale delle criticità, intervenendo sia su eventi legati alla manifestazione sia sulle emergenze quotidiane della comunità locale, grazie alla presenza del distaccamento della Centrale unica di emergenza 1-1-2, per un totale di circa 350 chiamate relative alla cosiddetta “zona gialla” (Valli di Fiemme e Fassa), 170 contatti riferiti alla “zona arancione” (i territori di Cavalese, Tesero, Predazzo, Ziano e Panchià) e 6 eventi che hanno interessato la “zona rossa” con le aree di gara e il villaggio olimpico.
Tra gli episodi più significativi, la gestione dell’intensa nevicata che ha interessato le strade e i percorsi di accesso alle aree di gara, il rinvenimento di un ordigno bellico (e il suo conseguente brillamento) e le rilevazioni in ambito NBCR (nucleare, biologico, chimico e radiologico).
In parata a un passo dai campioni olimpici
Indossare una medaglia olimpica, di qualsiasi metallo, è un'emozione unica, che si ricorda per tutta la vita e si racconta a lungo. Un privilegio dei migliori atleti al mondo, ma alle Olimpiadi e Paralimpiadi Milano Cortina 2026 c'è chi quelle medaglie può osservarle, maneggiarle (con estrema cura, evidentemente) e portarle accanto al podio al termine delle gare prima che siano consegnate ai legittimi proprietari. Sono le assistenti al cerimoniale che allo stadio del Fondo di Lago di Tesero accompagnano le autorità sportive e i campioni olimpici sulle piste sin dove si svolgono le premiazioni. Non sarà una vittoria olimpica, ma in quei momenti anche il loro cuore batte forte.
Nicoletta Nones, di medaglie e premiazioni, ne ha già viste diverse da vicino. Coordinatrice del trofeo internazionale giovanile Skiri Trophy (ex Trofeo Topolino) e nipote di Franco Nones, partecipa a queste Olimpiadi come Assistant Production delle Victory Ceremony e Sport Production. E al momento dell'esecuzione degli inni nazionali non mancano i brividi: "L'emozione di posare a poca distanza dai campioni c'è – spiega Nicoletta – non lo posso negare. Il compito di assistente cerimoniere credo sia tra i più suggestivi che una persona amante dello sport possa svolgere. Ti permette di seguire le gare, entrare sulle piste dove si sfidano i campioni e in settori preclusi alla maggior parte della gente, assistere all'intrattenimento post gara e alla premiazione da vicino".
Nicoletta è una delle pochissime persone che possono toccare le medaglie prima della consegna: "Prima del cerimoniale si ha la possibilità di tenere in mano le medaglie, coccolarle un po' e riporle nei vassoi da dove saranno prelevate e messe al collo dei vincitori. Un momento molto intenso, pensando a cosa accadrà di lì a poco".
Partecipare alle cerimonie di premiazione richiede particolare disciplina e cura: "La nostra giornata – prosegue Nones - inizia almeno due ore prima della gara e termina un'ora dopo la premiazione. Per prima cosa prepariamo i vassoi sui quali si adagiano le medaglie. In seguito, assieme ad altri tre colleghi, coordiniamo le hostess che nel corso delle premiazioni porteranno i vassoi e affiancheranno le autorità e gli atleti sul podio, mentre noi ci fermiamo a 50 metri circa dai vincitori. Dobbiamo seguire un protocollo molto rigido che iniziamo a provare più volte diversi giorni prima delle gare. Ci sono posizioni estremamente precise e procedure da rispettare sia nel tragitto verso il podio sia una volta concluse le operazioni affinché tutto si possa svolgere alla perfezione senza il minimo intoppo. Anche il podio viene posizionato giornalmente sul campo gara e ha una posizione ben precisa, concordata precedentemente con i responsabili della Federazione internazionale dello Sci, fotografi e addetti alle televisioni".
Escludendo i militari che portano le bandiere issate sulle aste durante gli inni nazionali, nell'intero periodo olimpico viene impiegata una trentina di persone: "Noi coordinatori siamo in tre – conclude Nicoletta – cui vanno aggiunte sei ragazze che si alternano nelle premiazioni e diventano nove in occasione delle staffette e altri sei militari. Le hostess sono tutte della Val di Fiemme, così come i miei due collaboratori. Il resto del gruppo proviene da più lontano: Roma, per esempio, ma anche da Austria, Inghilterra, Russia, Svezia, Francia e Canada. Siamo un gruppo particolarmente affiatato, tanto che in poco tempo si è creata una bella sinergia e assieme lavoriamo molto bene".
E non è un caso che da più parti siano arrivati svariati complimenti per il loro operato.