LUSERNA (Brescia) - Incontro a
Luserna nell’ambito delle iniziative per l’ottantesimo anniversario dell’
Accordo De Gasperi-Gruber.

Minoranze linguistiche, una storia di Autonomia che guarda al futuro. Un momento di confronto sulla storia, sul percorso di riconoscimento e tutela e sulle prospettive future delle minoranze linguistiche del Trentino. Questi i temi al centro dell’incontro “Le minoranze linguistiche del Trentino, 80 anni dopo l’Accordo di Parigi”, ospitato sabato scorso nella Sala Bacher di Luserna. L’appuntamento, promosso dall’Assessorato alla promozione della conoscenza dell’Autonomia della Provincia autonoma di Trento e organizzato dalla Fondazione Museo storico del Trentino e dall’Istituto cimbro/Kulturinstitut Lusérn, si inserisce nel programma di iniziative dedicate all’ottantesimo anniversario dell’Accordo De Gasperi-Gruber.
"L’ottantesimo anniversario dell’Accordo De Gasperi-Gruber rappresenta un’occasione importante per riflettere sul valore dell’Autonomia e sul riconoscimento e la tutela delle diverse identità linguistiche e culturali che caratterizzano il nostro territorio - ha sottolineato nel suo saluto l’assessore provinciale alla promozione della conoscenza dell’Autonomia, Simone Marchiori - L’incontro di oggi sottolinea quanto le comunità cimbra, mòchena e ladina rappresentino un patrimonio prezioso per il Trentino e per la sua Autonomia. Tutelarne le lingue, la storia e le tradizioni significa custodire una parte fondamentale della nostra identità, ma anche guardare al futuro, creando le condizioni perché queste comunità possano continuare a vivere e a trasmettere il proprio patrimonio alle nuove generazioni”.
Ad aprire e inquadrare la riflessione è stato il direttore generale della Fondazione Museo storico del Trentino, Giuseppe Ferrandi, che si è soffermato sul percorso che, a partire dall’iniziale assenza di un riferimento alle minoranze linguistiche trentine nell’Accordo di Parigi, ha portato negli anni al loro progressivo riconoscimento.
Un passaggio “dall’invisibilità alla visibilità”, maturato attraverso un intenso dibattito politico e culturale e destinato a trasformare un tema inizialmente marginale e circoscritto in una questione centrale anche per le prospettive future del Trentino.
Sul percorso di evoluzione dell’Autonomia e sugli strumenti di tutela delle minoranze linguistiche si è quindi concentrato Jens Woelk, dell’Università degli Studi di Trento. Woelk ha evidenziato come l’Accordo De Gasperi-Gruber, pur essendo nato in un preciso contesto geopolitico e con particolare riferimento alla minoranza di lingua tedesca in Alto Adige-Südtirol, abbia introdotto un metodo fondato sulla graduale attuazione, sul negoziato e sulla partecipazione delle stesse minoranze. Un percorso che ha portato progressivamente a sviluppare e articolare ulteriormente gli strumenti di autonomia e che, per le minoranze linguistiche del Trentino, ha avuto un passaggio particolarmente significativo con la legge provinciale n. 6 del 2008. Una normativa - ha ricordato Woelk - che ha introdotto forme di tutela differenziate, tenendo conto delle specificità e delle diverse esigenze dei gruppi linguistici, e rafforzando i principi della partecipazione e della rappresentanza delle comunità interessate.
Anselmo Vilardi, della Fondazione Museo storico del Trentino, ha condotto il suo intervento su “I Cimbri di Luserna. La tutela e la valorizzazione delle minoranze linguistiche: lo sguardo degli altri (1946-2004)”.
All’incontro, introdotto dai saluti della presidente del Kulturinstitut Lusérn/Istituto Cimbro Monica Pedrazza, hanno partecipato anche i rappresentanti delle comunità linguistiche del Trentino: Willy Nicolussi Paolaz, dell’Istituto Cimbro/Kulturinstitut Lusérn, Sabrina Rasom, dell’Istituto Culturale Ladino Majon di Fascegn, e Leo Toller, dell’Istituto Culturale Mòcheno/Bersntoler Kulturinstitut.
I loro interventi hanno offerto l’occasione per un confronto sulle esperienze e sulle prospettive delle tre comunità, accomunate dall'impegno per la tutela, la valorizzazione e la trasmissione del proprio patrimonio linguistico, storico ed etnografico.
L’iniziativa rientrava nella rassegna “Sentinelle di pietra” e nel programma di eventi promosso dall’Assessorato alla promozione della conoscenza dell’Autonomia in occasione dell’ottantesimo anniversario dell’Accordo De Gasperi-Gruber.