Il 17 settembre, 30 tra comuni e aziende in Italia si sfideranno a colpi di pedale per conquistare la maglia rosa della ciclabilità urbana di Giretto d'Italia, la campagna a sostegno della mobilità attiva e in generale della mobilità dolce in ambiente urbano.
In Lombardia partecipano Milano e Pavia come amministrazioni, ma era possibile registrarsi anche come singola azienda: è il caso della milanese RSE - Ricerca sul Sistema Energetico di Milano, partner anche della campagna Che Caldo che Fa.
Partecipare è semplice: basta andare a scuola o al lavoro utilizzando un mezzo di mobilità dolce - bicicletta, e-bike, monopattino elettrico, motorino elettrico - e attraversare uno dei circa 120 check point allestiti nelle città aderenti. I passaggi saranno registrati nella fascia oraria 7:00-10:00 del mattino e, al termine della sfida, a vincere sarà la città che avrà totalizzato il maggior numero di passaggi.
Anche chi non possiede un mezzo proprio potrà partecipare utilizzando i veicoli in sharing di dott, presente con monopattini e biciclette condivise a Roma, Milano, Torino, Padova, Genova e in molte altre città italiane. L’azienda, che conta oltre 200.000 veicoli in sharing in 400 città di 20 Paesi e 12 milioni di utenti, mette inoltre a disposizione il codice promozionale “EUROMOBILITYWEEK”, che durante queste giornate consente di ottenere uno sconto del 30% su cinque corse.
Il senso di una campagna come questa è nella constatazione di come l'Italia non sia ancora, nonostante tutti gli sforzi fatti e i relativi investimenti, un Paese bike-friendly. Lo dimostra il dato sulla motorizzazione: 701 automobili ogni 1.000 abitanti, il livello più alto in Europa, nonostante oltre l’81% degli spostamenti avvenga entro i dieci chilometri.
A pesare, secondo Legambiente, è soprattutto il predominio dell’auto privata, che copre circa il 70% degli spostamenti, favorito da politiche e infrastrutture ancora insufficienti nel promuovere alternative sostenibili. Il ritardo riguarda anche la rete ciclabile: l’Italia conta circa 21 mila chilometri di infrastrutture dedicate, pari a 360 metri ogni 1.000 abitanti, contro i circa 930 metri della Francia e i 2 chilometri della Germania. Una dotazione ancora limitata che, insieme alla carenza di spazi sicuri e alla percezione di insicurezza sulle strade, rende più difficile scegliere la bicicletta anche per gli spostamenti brevi.
“In un contesto come quello italiano, potenziare la ciclabilità e la mobilità dolce, soprattutto nelle grandi aree urbane, dovrebbe essere un imperativo - sottolinea Giorgio Zampetti, direttore generale Legambiente - Non solo per contrastare lo smog, ma per rendere le città più vivibili, sicure e sostenibili, offrendo alternative concrete all'uso dell'auto privata. Eppure, negli ultimi anni abbiamo assistito a tagli significativi, per complessivi 94 milioni di euro, ai capitoli dedicati alla ciclabilità. I 500 milioni recentemente stanziati dal Governo rappresentano certamente un passo importante, ma non possono limitarsi a compensare quanto è stato tolto in precedenza. La mobilità dolce deve diventare una scelta strutturale delle politiche urbane, con investimenti continui in infrastrutture, sicurezza e intermodalità.”
"Campagne come questa servono a motivare le persone a cambiare la propria mobilità quotidiana, soprattutto in regime di crisi energetica globale come quella che affronteremo per molto tempo a venire," osserva Federico Del Prete, responsabile mobilità e spazio pubblico di Legambiente Lombardia. "Usare quotidianamente la bicicletta sui percorsi casa-scuola e casa-lavoro è un provvedimento ragionevole quando i costi dei carburanti non sembrano avere più un senso, e le città sono poco sicure per tutte le età, le abilità e i generi. Giretto d'Italia accende una competizione utile a far riflettere sul futuro della mobilità urbana."
Ultimo aggiornamento:
16/09/2026 15:08:16