SAN GIOVANNI DI FASSA -
Lindsey Vonn per affinare la condizione,
Federica Brignone per ritrovare l’atmosfera della squadra e le migliori sensazioni in slalom gigante ma pure in velocità,
Sofia Goggia per proseguire il suo percorso di crescita all’insegna della polivalenza. Le tre regine dello sci alpino, tutte con infortuni alle spalle ma con una determinazione e un talento fuori dal comune si sono incrociate nel fine settimana sulle
«Piste Azzurre» della Val di Fassa, che in questi giorni prevede addirittura un doppio turno di allenamento nelle sue location, e tutte con un focus preciso: le Olimpiadi di Milano Cortina sempre più vicine, loro che complessivamente di medaglie a cinque cerchi ne hanno vinte ben otto.
Per le tre campionesse domenica allenamento di superG sulla pista
La VolatA nella Ski Area San Pellegrino, tracciato che il 7 e 8 marzo ospiterà per la terza volta la Coppa del Mondo, mentre sabato Federica assieme alle altre velociste della squadra azzurra si sono cimentate in gigante allo
Ski Stadium Aloch di San Giovanni di Fassa. Le «Piste Azzurre» della Val di Fassa in queste giornate vedono la presenza straordinaria di atleti provenienti da tutto il mondo e in tutte le discipline, con allenamenti tecnici sulla Aloch e gare veloci su La VolatA e addirittura con doppio turno di training nelle mattinate. Grande soddisfazione da parte di tutti a fine allenamenti, per le atlete che hanno trovato condizioni di pista e di neve eccellenti e con una neve aggressiva, anche per le temperature sotto lo zero.

«Strategiche queste giornate di allenamento – ha sentenziato Lindsey Vonn (f
oto @Ralf Brunel) -, perché abbiamo trovato delle condizioni di pista in modalità race, nonostante la skiarea San Pellegrino sia in piena stagione turistica. Ringrazio gli organizzatori per averci riservato la pista. Per me è importante allenarmi con questi standard considerando che le gare prima dei Giochi Olimpici sono poche e l’evento è sempre più vicino. Sto cercando di mettere a posto tutti i dettagli tecnici e mentali per essere al top in vista delle gare veloci di Cortina».
E dopo? «Concluso il superG del 15 febbraio vedremo. Deciderò se chiudere questa straordinaria parentesi che mi ha visto rimettermi in gioco a 41 anni oppure pormi qualche altro obiettivo. D’altronde questo è il mio mondo, la mia comfort zone. È difficile starne lontano».
Una battuta è arrivata anche da parte del suo allenatore, il fuoriclasse norvegese Aksel Lund Svindal: «È sempre piacevole venire sulle Dolomiti, per l’ambiente, il calore della gente e per il tipo di allenamenti di qualità che si possono effettuare grazie a piste sempre preparate in maniera ottimale.