ARCO (Brescia) - Nel corso di vari incontri informativi, alcuni organizzati in collaborazione con la Comunità di valle e altri con i Comitati di partecipazione, sono emerse diverse incertezze sulla corretta differenziazione dei rifiuti. Una di queste riguarda il tetrapak, o cartone per bevande, che va correttamente smaltito nel multimateriale.
Il tetrapak non è fatto di un solo materiale, ma di più strati diversi incollati tra loro, in genere carta (circa il 70–75%), che dà rigidità; plastica (polietilene), che rende il contenitore impermeabile; e alluminio, che protegge il contenuto da luce e ossigeno.
«Questa struttura “a sandwich” è molto efficace per conservare i liquidi -spiega Chiara Parisi, assessora a rifiuti, ambiente, sostenibilità, ecologia- ma crea un problema dal punto di vista del riciclo: carta, plastica e alluminio devono infatti essere separati con processi industriali complessi, costosi e non sempre disponibili.
Non tutti gli impianti riescono a farlo in modo efficiente, e una parte del materiale può andare persa. Per questo motivo nella raccolta differenziata dell'Alto Garda il tetrapak va conferito nel multimateriale/imballaggi leggeri, insieme a plastica e lattine. È corretto farlo, ma è importante sapere che riciclare materiali così diversi tra loro è molto più difficile rispetto a materiali “puri”».
«Il punto chiave è questo -conclude l’assessora- più un imballaggio è composto da materie prime diverse, più è complicato dividerle e riciclarle davvero. Quando è possibile, dal punto di vista ambientale è quindi preferibile scegliere materiali semplici, come il vetro, che è fatto di un’unica materia prima, si ricicla al 100% e può essere riciclato infinite volte senza perdere qualità. Quindi, il tetrapak va correttamente differenziato nel multimateriale, ma ridurre a monte la complessità dei materiali resta una delle azioni più efficaci per migliorare davvero la sostenibilità della raccolta differenziata».