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PNRR e lavori pubblici, Ance Brescia presenta i dati provinciali

Elaborati dal Cresme

BRESCIA - Anche in provincia di Brescia il Pnrr si appresta alla conclusione. Secondo la ricerca commissionata da Ance Lombardia e realizzata da Cresme Servizi, che prevede il monitoraggio di cinque cantieri finanziati dal piano, al 30 giugno 2026 il costo complessivo ammonta a 47,4 milioni di euro, finanziati per l’82% dalle risorse Pnrr, Pnc e Fondo Opere Indifferibili e per il restante 18% (8,6 milioni) da altri finanziamenti pubblici, in misura prevalente a carico degli Enti Locali.

Al 30 giugno 2026 risultavano conclusi quattro cantieri su cinque per un importo di 42,9 milioni di euro, mentre per l’unico ancora in corso, le opere complementari per il potenziamento del velodromo di Montichiari (circa 4,5 milioni di euro), l’avanzamento lavori è del 50%, con il termine di ultimazione posticipato a dicembre di quest’anno.

“I dati che emergono dalla ricerca del Cresme – dichiara il presidente di Ance Brescia, Massimo Angelo Deldossi – restituiscono un quadro significativo dell’impatto degli investimenti pubblici sul nostro territorio e del contributo delle imprese alla realizzazione delle opere. Un risultato che testimonia il contributo delle risorse straordinarie del Piano alla realizzazione delle opere pubbliche e il ruolo delle imprese nella trasformazione delle risorse stanziate in interventi concreti per il territorio”.

Lo studio indica inoltre che, nel primo semestre 2026, in provincia di Brescia, sono state aggiudicate 179 gare per 314 milioni di euro, in calo rispetto al primo semestre 2025 (372 gare per circa 791 milioni), dopo un 2025 da record con 551 gare aggiudicate per 1.261 milioni. Di questa fetta, le imprese bresciane si ritagliano il 45% delle gare nel primo semestre 2026 a cui corrisponde una percentuale del 60% degli importi (contro il 39% e il 18% del primo semestre 2025). La ricerca del Cresme conferma infine una stabilizzazione dei tempi di aggiudicazione che, per le gare superiori a 150.000 euro pubblicate nel primo semestre 2026, si attestano a 1,7 mesi rispetto ai quattro mesi del periodo antecedente al 2019, mentre si conferma l’aumento del numero medio dei partecipanti alle gare: 9,8 nel primo semestre 2026, in linea con il 2025 (10,9) e quasi il doppio rispetto al 2024 (5,4). Il ribasso medio di aggiudicazione raggiunge il 13,9% rispetto al 12,6 del 2025.

“Particolarmente importante è il ruolo delle imprese bresciane, che confermano la propria capacità competitiva e il radicamento nel mercato locale – continua Deldossi.
La sfida, adesso, è consolidare i risultati ottenuti, garantendo procedure efficienti, una programmazione credibile e risorse adeguate per continuare a realizzare infrastrutture e opere utili alla qualità della vita del territorio. La conclusione della stagione del Pnrr apre infatti una fase nuova, nella quale sarà fondamentale assicurare continuità alla programmazione degli investimenti pubblici”.

Opere pubbliche, a Brescia mercato ancora sostenuto: 451 milioni di bandi nel primo semestre 2026
Il mercato delle opere pubbliche in provincia di Brescia mantiene livelli elevati, nonostante il rallentamento rispetto agli anni record del PNRR. È quanto emerge dall’analisi di CRESME Europa Servizi sul periodo 2019-giugno 2026.

Nel primo semestre 2026 sono stati pubblicati 279 bandi per 451 milioni di euro. Rispetto allo stesso periodo del 2025, il numero delle gare cresce del 9,8%, mentre il valore economico diminuisce del 23%. Le aggiudicazioni registrano invece una contrazione marcata: 179 lavori per 314 milioni, contro 372 lavori e 791 milioni nel primo semestre 2025.

Tra gennaio 2021 e giugno 2026, i bandi collegati al PNRR e al Piano nazionale complementare sono stati 399, per un valore complessivo di circa 926 milioni di euro: il 15% delle gare e il 18% degli importi del mercato provinciale. Il 92% dei lavori finanziati da questi programmi risulta aggiudicato, corrispondente al 91% degli importi.

Con il ridimensionamento della domanda legata al PNRR torna a intensificarsi la concorrenza. Il numero medio di partecipanti alle gare, sceso a cinque nel 2024, sale a dieci dal 2025. Crescono anche i ribassi medi: dal 12,1% del 2024 al 12,6% nel 2025, fino al 13,9% nel primo semestre 2026.

Un dato significativo riguarda le ricadute sul territorio: nei primi sei mesi del 2026 le imprese bresciane si sono aggiudicate 68 gare, pari al 45% del totale considerato, per un valore di circa 178 milioni, equivalente al 60% degli importi aggiudicati. Nel primo semestre 2025 la loro quota era stata del 39% per numero di gare e del 18% per valore.

Sul fronte delle procedure, i tempi di affidamento in provincia si sono stabilizzati intorno ai due mesi dal 2023, risultando generalmente inferiori alla media regionale. Le gare di importo inferiore a un milione rappresentano il 79% del totale, ma le opere sopra questa soglia concentrano il 78% della spesa.

Quanto ai settori, dopo la fase espansiva trainata dalle grandi opere e dagli investimenti del PNRR, nel 2026 assumono particolare rilievo l’edilizia residenziale pubblica e l’energia. Tornano inoltre a crescere i partenariati pubblico-privati e gli appalti che integrano costruzione, manutenzione e gestione.

Il quadro restituisce dunque un mercato ancora consistente, ma in trasformazione: meno spinta straordinaria del PNRR, più concorrenza tra imprese e crescente importanza della capacità di competere su opere di maggiore dimensione e su contratti complessi.
Ultimo aggiornamento: 20/10/2026 00:23

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