CASEZ (Trento) - Inaugurata la
20esima edizione di
Pomaria: questa mattina nella piazza del borgo di
Casez, frazione di Sanzeno, è stata inaugurata la festa che celebra la raccolta delle mele in Val di Non, organizzata dalla Strada della Mela e dei Sapori delle Valli di Non e di Sole. Protagoniste indiscusse, come da tradizione, sono le rinomate mele della Val di Non, le prime in Europa ad aver ottenuto il prestigioso marchio D.O.P. Sono presenti tutte le varietà del consorzio Melinda, affiancate da quelle antiche e più rare. In questo weekend le mele formeranno una tavolozza di colori, profumi e aromi, unica nel panorama delle feste d'autunno, offrendo un'esperienza sensoriale indimenticabile per i visitatori.

All'inaugurazione, allietata dalle note del
Corpo Bandistico Clesiano, erano presenti il sindaco di Sanzeno e presidente della Comunità della Val di Non
Martin Slaifer Ziller, il presidente della Strada della Mela e dei Sapori delle Valli di Non e di Sole
Andreas Sicher, il presidente di Apt Val di Non
Lorenzo Paoli, il presidente del Consorzio Melinda
Ernesto Seppi, l'assessore provinciale all'Agricoltura
Giulia Zanotelli e l'assessore provinciale all'Autonomia Simone Marchiori, i consiglieri provinciali
Daniele Biada, Paola Demagri, Chiara Maule e
Francesco Valduga, il presidente di Apt Val di Sole
Luciano Rizzi, quindi rappresentanti di associazioni e gruppi.
D

urante la cerimonia inaugurale sono intervenuti il sindaco
Martin Slaifer Ziller che ha ricordato "le origini di Pomaria, l'importanza per il territorio e ringraziato i volontari che consentono la riuscita della manifestazione", il presidente della Strada della Mela e dei Sapori delle Valli di Non e di Sole
Andreas Sicher che ha spiegato
"Vent’anni sono un traguardo importante, Pomaria è un appuntamento simbolo della Val di Non e dell'intero Trentino, capace di valorizzare le nostre mele, i nostri produttori, le nostre tradizioni e l’identità del territorio. Tornare a Casez, proprio dove Pomaria è nata, rende questo anniversario ancora più speciale: è come chiudere un cerchio, ritrovando le nostre radici per guardare con entusiasmo al futuro", mentre il presidente di Apt Val di Non,
Lorenzo Paoli ha evidenziato
"Casez, lo splendido borgo dove questo grande evento è nato e si è imposto negli anni come l’appuntamento principe dell’autunno trentino. Celebrare vent’anni significa riconoscere come questa manifestazione sia ormai un momento centrale non soltanto nella proposta turistica, ma anche per l’intera comunità e per l’immagine della valle. Quella che è nata come una festa dedicata alla nostra mela, simbolo per eccellenza del territorio, si è evoluta in un evento corale che unisce il prodotto agricolo all'enogastronomia, abbracciando e valorizzando tutto il patrimonio culturale e paesaggistico della Val di Non".
Invece l’assessore all’agricoltura e promozione dei prodotti trentini della Provincia autonoma di Trento
Giulia Zanotelli ha posto l'accento
"sulla mela, simbolo di questo territorio, ma attorno a questo prodotto c’è un sistema fatto di aziende agricole, comunità e tradizioni che meritano di essere valorizzate.
È questa la direzione nella quale dobbiamo continuare a lavorare: rafforzare il legame tra produzioni di qualità, territorio e turismo. Non possiamo dimenticare il lavoro degli agricoltori, che in queste settimane sono impegnati nella raccolta: dietro ogni prodotto che portiamo sulle nostre tavole c’è anche un’attività quotidiana di cura del territorio”.
Infine Ernesto Seppi (nel video), presidente di Melinda, APOT e del Distretto della mela della Val di Non e Val di Sole, ha sottolineato gli intensi mesi di lavoro: "Chi viene nelle nostre valli vede le mele e i colori dell’autunno, ma difficilmente immagina quante decisioni, quante ore di lavoro e quanta incertezza ci siano dietro. Per questo abbiamo bisogno anche di di questo momento di convivialità: per riconoscere il lavoro fatto e condividerne il senso. La cooperazione sceglie sempre l’incontro, ogni giorno, mettendo insieme il lavoro di tante famiglie. Fermarci un momento e vedere il nostro lavoro attraverso gli occhi degli altri è un modo per dargli valore".
Tradizione e biodiversità
Protagonisti assoluti della rassegna saranno i "pomi", termine con cui il dialetto noneso identifica le mele, sintesi perfetta di tradizione, biodiversità e motore economico di un intero territorio. Un legame viscerale espresso fin dal nome stesso dell'evento: Pomaria richiama infatti il latino pomarium (il frutteto) e rende omaggio a Pomona, l'antica dea romana protettrice dei frutti e degli alberi da frutto, traducendosi in un suggestivo percorso sensoriale tra i profumi e i colori dell'autunno trentino.
L'evento invita a scoprire un territorio che oggi produce circa il 20% delle mele italiane attraverso le sue varietà D.O.P. (Golden Delicious, Renetta Canada, Red Delicious) e la straordinaria biodiversità custodita nel Frutteto Storico di Cles, scrigno di 80 cultivar antiche. Le vie di Casez faranno da cornice a un'offerta trasversale: dal mercato dei produttori trentini ai laboratori di cucina tipica (canederli, strudel di mele e gnocchi di ricotta), fino alle mostre pomologiche in sinergia con la Fondazione Edmund Mach, le degustazioni enologiche, le rievocazioni degli antichi mestieri e le visite guidate tra castelli e meleti.
Pomaria 2026: le novità
Casez è in questo weekend un laboratorio esperienziale diffuso, celebrando l'identità più profonda della Val di Non. Accanto al mercato dei produttori della Strada della Mela e dei Sapori delle Valli di Non e di Sole, il ventennale prende vita tra mostre fotografiche e installazioni artistiche nella piazza del borgo.
Ambasciatrice del territorio resta la mela della Val di Non D.O.P., protagonista assoluta nel nuovo frutteto didattico realizzato in collaborazione con il Consorzio Melinda – un viaggio immersivo nella frutticoltura della valle – e nei laboratori dedicati alla tradizione trentina (strudel, canederli e gnocchi di ricotta con lo chef Tiziano Dossi), arricchiti dagli show cooking realizzati in collaborazione con Cova Cucine e dall'intaglio artistico di Giulia Bongiorno.
A completare il palinsesto, un'area famiglie ricca di narrazioni (teatro Kamishibai, fiabe in carrozza, laboratori) e le esclusive visite guidate al vicino Santuario di San Romedio: grazie all'Associazione Anastasia Val di Non, la rassegna culinaria si unisce alla scoperta dell'iconico eremo scavato nella roccia, celebre per la leggenda del santo che addomesticò l'orso, incastonando l'evento in uno dei luoghi più suggestivi e spirituali dell'intera valle.
Fino a domani, domenica 18 ottobre, in collaborazione con il Consorzio Melinda, verranno organizzate visite guidate alle celle ipogee e alla Funivia delle Mele, per conoscere da vicino due progettualità innovative del sistema frutticolo della Val di Non e Val di Sole.