PASSO GAVIA - Opere al Lago Bianco, la consigliera regionale
Paola Pollini (M5s):
"Restano interrogativi sul ripristino dell’area protetta, chiesto intervento del Ministero dell’Ambiente". Una nuova segnalazione ai Ministeri dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e della Giustizia per chiedere verifiche urgenti sullo stato del Lago Bianco, nel
Parco Nazionale dello Stelvio, sul ripristino dell’area interessata dal cantiere, fermato a seguito delle segnalazioni e degli esposti presentati negli anni da cittadini e comitati
(nella foto all'epoca i lavori del cantiere al lago Bianco).

A depositarla è la consigliera regionale lombarda
Paola Pollini, che nei giorni scorsi ha effettuato un sopralluogo nell'area. Pollini (M
5s): "Ho voluto vedere in prima persona la situazione. Ho constatato la necessità che le istituzioni competenti intervengano, per verificare cosa sia stato effettivamente ripristinato e quali conseguenze ambientali siano ancora presenti".
Il lago Bianco si trova a circa 2.600 metri di quota, all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio, nel "
Parco dello Stelvio" e, a sua volta, all’interno della Riserva naturale statale "
Tresero-Dosso del Vallon".
"Ci troviamo di fronte a una sorta di “riserva nella riserva”, cioè a un luogo che dovrebbe essere sottoposto a un livello di tutela particolarmente elevato. Eppure la storia recente di quest’area dimostra quanto sia stato difficile garantire concretamente questa tutela e quanto, troppo spesso, gli interessi privati abbiano rischiato di prevalere sulle esigenze di salvaguardia ambientale", sottolinea la consigliera
Pollini.
La vicenda trae origine dal progetto di
captazione delle acque del piccolo lago alpino per alimentare l’impianto di innevamento artificiale del comprensorio sciistico di Valfurva. Nell’ottobre del 2023, a seguito delle segnalazioni e degli esposti presentati dal comitato
“Salviamo il Lago Bianco”, Ersefa aveva disposto, in via precauzionale, la sospensione del cantiere.
Successivamente, il Comune di Valfurva aveva approvato un progetto di ripristino del sito.
"A quanto ho potuto vedere il ripristino è stato realizzato in modo sommario e approssimativo e che nell’area sono ancora presenti tubazioni e opere, che avrebbero dovuto essere oggetto di rimozione o di un adeguato ripristino. Soprattutto ho verificato la presenza di scoli d’acqua che sembrano essere collegati proprio alle tubazioni rimaste posate. È un elemento che deve essere verificato tecnicamente, perché quelle condotte, se ancora in funzione o comunque idraulicamente connesse al lago, potrebbero continuare a determinare un deflusso d’acqua e a incidere sul naturale assetto dell’area", la consigliera sottolinea come il tema non possa essere affrontato limitandosi a verificare se il cantiere sia stato formalmente chiuso.
"Il punto è capire se il Lago Bianco e il suo habitat siano stati realmente ripristinati. Un conto è ricoprire una condotta o livellare il terreno, un altro è restituire un ambiente fragile e protetto alle condizioni precedenti all’intervento. Chiedo quindi al Ministero dell’Ambiente di venire sul posto e di verificare lo stato dei fatti. Non intendo sostituirmi ai tecnici o alla magistratura: sto solo chiedendo che un’area protetta, un habitat comunitario e una risorsa ambientale così delicata siano sottoposti a un accertamento serio, indipendente e documentato. Quando si interviene in luoghi così delicati, non sono ammessi errori e, quando vengono accertate responsabilità, ci si aspetta che chi ha sbagliato ne risponda. In questo caso, invece, restano molti interrogativi: tra questi, anche il fatto che la ditta responsabile del cantiere poi bloccato sarebbe stata successivamente incaricata del ripristino del danno arrecato. È una circostanza che merita di essere chiarita. Dopo il sopralluogo, ritengo ancora più necessario che le autorità competenti vengano a verificare direttamente che cosa sia rimasto sul posto e quali effetti stia ancora producendo”. La consigliera regionale ha quindi chiesto ai Ministeri di riferire sugli esiti delle verifiche e sulle eventuali iniziative che verranno assunte per garantire la tutela dell’area, il corretto ripristino dell’ambiente e l’effettività dei diritti dei cittadini coinvolti.