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L’arcivescovo Lauro Tisi in visita agli ospedali di Trento e Rovereto

Giornata del malato al Santa Maria del Carmine di Rovereto e Santa Chiara di Trento

TRENTO - Si celebra oggi - mercoledì 11 febbraio - la 34esima Giornata Mondiale del Malato, che quest’anno ha come tema “La compassione del Samaritano: amare portando il dolore dell’altro”. Una ricorrenza vissuta anche in Trentino nei luoghi di cura, nelle RSA e nelle parrocchie, con momenti di preghiera, visite ai malati e celebrazioni eucaristiche, a testimonianza della vicinanza della Chiesa a chi soffre.

Il programma della diocesi di Trento vede coinvolto in prima persona l’arcivescovo Lauro Tisi. Oggi, alle 14, sarà all’ospedale Santa Maria del Carmine di Rovereto per la visita ai pazienti e agli operatori sanitari, seguita alle 15.30 dalla celebrazione della Santa Messa. Nel tardo pomeriggio, alle 17.30 l’arcivescovo si sposterà all’ospedale Santa Chiara di Trento per un ulteriore momento di incontro con i degenti e il personale, mentre alle 19 presiederà la Messa.
Sempre domani pomeriggio, il vicario generale don Claudio Ferrari sarà invece a Cles per visitare l’ospedale e una struttura residenziali per anziani.

Un ulteriore appuntamento è in programma giovedì 26 febbraio all’ospedale San Lorenzo di Borgo Valsugana: alle 14.30 l’Arcivescovo – nell’ambito della Visita pastorale – incontrerà il personale e visiterà gli ospiti, mentre alle 17.30 celebrerà la Messa nella cappella dell’ospedale.

Il Messaggio di Papa Leone XIV
Nel messaggio per la Giornata Mondiale del Malato, Papa Leone XIV richiama la parabola del Buon Samaritano come chiave per leggere il tema della cura. In una società segnata dalla fretta e dall’indifferenza, il Papa sottolinea che Gesù non indica chi sia il prossimo, ma "come diventare prossimo, cioè come diventare noi stessi vicini". La cura, spiega il testo, comincia dal fermarsi e dal farsi carico dell’altro, fino al dono del tempo, perché il Samaritano ha donato soprattutto il proprio tempo.
La compassione viene descritta come una forza concreta, capace di tradursi in azione. "Avere compassione implica un’emozione profonda, che spinge all’azione", si legge nel Messaggio. Una compassione che non resta individuale: come nella parabola, il Samaritano coinvolge altri nella cura del ferito. Ne emerge l’idea di una responsabilità condivisa, in cui famiglie, operatori sanitari e comunità sono chiamati a farsi carico insieme della fragilità dei malati.
Ultimo aggiornamento: 11/02/2026 00:05:44

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