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Lockdown, incertezza e poca considerazione, il turismo è in rivolta: “Il Governo conosce le sale bingo ma ignora l’esistenza degli alberghi”

giovedì, 5 novembre 2020

Aprica – Il settore turistico si sente “dimenticato” e trascurato dalle istituzioni: nonostante componga il 13% del PIL del Paese, il futuro è incerto alle porte della stagione invernale, da sempre chiave per la sopravvivenza dell’area alpina. Da mesi proteste sono arrivate da albergatori e operatori turistici.

MESI DI LIMITAZIONI INEFFICACI E CONTROPRODUCENTI E UN FUTURO INCERTO
La chiusura anticipata della scorsa stagione, un’estate a metà tra lockdown e limitazioni varie, ora di nuovo un lockdown per almeno un mese in Lombardia con limitazioni ferree anche in altre zone del Paese - più a sfondo populista rispetto a un approccio razionale e di reale efficacia nel contrasto alla pandemia, vedasi la gestione sulle chiusure degli impianti sciistici, individuando capri espiatori e alimentando la catastrofe socio-economica provocata dagli ultimi dieci mesi di norme anti-Covid – e in generale un futuro sempre più cupo. In tutto questo, “nemmeno una parola nei discorsi delle istituzioni” che hanno chiuso e abbandonato un intero comparto con risarcimenti assenti o limitati (vedasi i numerosi casi di mancata erogazione di cassa integrazione).

“GOVERNO CONTE CONOSCE LE SALE BINGO MA IGNORA L’ESISTENZA DEGLI ALBERGHI”
Di seguito il commento di protesta di Antonio Stefanini, operatore turistico di Aprica (Sondrio), che raffigura lo stato d’animo comune a molti altri colleghi:

Il Governo Conte conosce le sale bingo ma ignora l’esistenza degli alberghi.

Dall’inclito presidento del consiglio mascherato abbiamo appreso, ieri sul volger della sera, quale sarà, da domani venerdì, la sorte di bar e negozi, parrucchieri e ristoranti, centri estetici e sale bingo, ma nulla relativamente all’intero comparto turistico: qualcuno lo ha sentito nominare alberghi, campeggi, villaggi turistici, bed & breakfast e via dicendo?

Che il governo italico sia poco attento al settore e lo sottovaluti regolarmente è noto, ma ci si aspetterebbe da un capintesta istituzionale che si presenta a reti unificate con la spocchia dello statista, se non del salvatore della patria, col tono di chi tutto sa, pondera e abbraccia tra le sue larghe spalle, una completezza di elencazione, vuoi in negativo che in positivo. Tanto più che il suo discorso era accompagnato dal puntuale scroll di tabelle colorate al suo fianco.

Nulla, invece, come del resto era successo a febbraio scorso. Ai responsabili e alle maestranze delle centinaia di migliaia di attività che fanno dell’esercizio dell’ospitalità la loro missione, nonché il mezzo per guadagnarsi la pagnotta, è stato riservato, ancora una volta, solo il limbo del silenzio: non si sa se sia lecito mantenerle aperte e come o se debbano essere sbarrate.

Per loro soltanto un destino di non considerazione, di mancato compendio nel consesso civile. Ditemi voi se questo è un degno governo“.



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