Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione anche di "terze parti" per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookies. Se vuoi saperne di più o negare il consenso clicca qui.
X
Ad
Ad


Olimpiadi Invernali 2026: il Trentino al lavoro sui progetti

giovedì, 8 aprile 2021

Trento – Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026: il Trentino al lavoro per i venticinquesimi giochi olimpici invernali. I Comuni vogliono essere protagonisti attivi e responsabili.

Il Consiglio delle autonomie locali si è riunito in vista dell’audizione presso la Quarta Commissione permanente sul Disegno di Legge n. 90 “Misure straordinarie per l’organizzazione dei venticinquesimi giochi olimpici invernali e dei quattordicesimi giochi paralimpici invernali 2026”. Si tratta del DDL di iniziativa della Giunta provinciale di Trento su proposta dell’assessore Roberto Failoni.

IL CAL – I lavori sono stati introdotti dal Presidente del Cal (Consiglio delle Autonomie), Paride Gianmoena (nella foto), che ha rimarcato l’importanza per il Trentino di ospitare una serie di gare relative a un evento di questa portata. Gianmoena ha illustrato il DDL e, visto il ruolo che avranno i Comuni coinvolti nei Giochi Olimpici, ha evidenziato una riflessione emersa in Giunta che sottolinea l’opportunita’ di poter contare su un rappresentante dei Comuni all’interno del Coordinamento Provinciale per le Olimpiadi Milano Cortina 2026, organo interlocutore con la Fondazione Milano Cortina 2026.

Il coordinamento è nominato dalla Giunta Provinciale ed è composto dal rappresentante della Provincia in seno alla Fondazione “Milano Cortina 2026” e da un numero massimo di quattro componenti scelti tra persone dotate di competenza o esperienza nell’ambito della realizzazione di eventi o in rappresentanza delle Istituzioni pubbliche o del sistema economico-sociale locali.

Il Coordinamento, disciplinato dall’articolo 2 del DDL è un organismo che costituirà il raccordo organizzativo per il coinvolgimento di altri soggetti pubblici e privati coinvolti nella realizzazione dell’evento, operanti, tra l’altro, nel settore della sanità, della protezione civile e del volontariato. Al termine della discussione l’aula ha dato mandato al Presidente Gianmoena di illustrare il parere con le osservazioni in Commissione.

Il Disegno di Legge – Nell’appuntamento olimpico “Milano Cortina 2026” in Trentino Alto Adige si svolgeranno 45 gare sulle 109 complessive. Nel dettaglio la Provincia autonoma di Trento ospiterà 34 gare in tre località differenti: a Baselga di Pinè le gare di pattinaggio di velocità, a Tesero quelle di sci nordico e a Predazzo quelle di salto.

Il Disegno di legge è finalizzato a creare le migliori condizioni per le XXV Olimpiadi Invernali “Milano Cortina 2026” e le XVI Paralimpiadi invernali. Si tratta di un progetto condiviso con una cordata istituzionale allargata alla Provincia autonoma di Bolzano, alla Regione del Veneto, al Comune di Cortina d’Ampezzo, alla Regione Lombardia, al Comune di Milano, con la regia e coordinamento del CONI.

Con la Legge 27 dicembre 2019, n. 160, “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022”, sono state autorizzate le risorse finanziarie a copertura delle opere infrastrutturali, comprese quelle per l’accessibilità, distinte in opere essenziali, connesse e di contesto. Opere da individuare e finanziare dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti con il Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con i Presidenti delle Regioni Lombardia e Veneto e delle Province autonome di Trento e di Bolzano.

L’attenzione – L’Amministrazione provinciale ha seguito, con particolare attenzione, il percorso che ha portato a condividere un elenco di interventi destinati a rendere più efficaci gli assetti relativi alla mobilità sui territori, destinando, in particolare, ingenti risorse provenienti dal bilancio statale anche per il Trentino.

Sul versante organizzativo, il 9 dicembre 2019, è stato costituito a Milano il Comitato organizzativo, nella forma giuridica della fondazione di diritto privato, denominata “Milano Cortina 2026”.

E’ all’esame del Governo la proposta di Statuto, predisposta dagli Enti partecipanti, per la costituzione, in forma societaria, dell’Agenzia di progettazione olimpica che avrà il compito di realizzare, quale centrale di committenza e stazione appaltante, stipulando anche convenzioni con altre amministrazioni aggiudicatrici, le opere infrastrutturali.

È una società partecipata dal MIT e dal MEF nella misura del 35% ciascuno, dalla Regione Lombardia e dalla Regione del Veneto per il 10% ciascuna, dalle Province autonome di Trento e Bolzano per il 5% ciascuno.

L’obiettivo è quello di creare le condizioni istituzionali e organizzative che consentano di definire con chiarezza i ruoli e le responsabilità funzionali a concretizzare la pianificazione strategica, tanto degli interventi infrastrutturali sul cluster olimpico trentino (le sedi di gara in Predazzo, Tesero e Baselga di Pinè), quanto a consentire una chiara e concordata condivisione delle responsabilità tra il Comitato Organizzatore Milano Cortina 2026 e un partner territoriale.

Lo scopo è quello di governare in maniera adeguata le funzioni pubbliche con la Fondazione, costituendo un “coordinamento olimpico provinciale” quale interlocutore privilegiato per il territorio trentino della Fondazione Milano Cortina 2026, ma anche per assicurare la regia e il monitoraggio degli investimenti infrastrutturali.

Il piano Energetico Ambientale Provinciale

Osservazioni  – Parere positivo con osservazioni del Cal al Piano Energetico Ambientale Provinciale 2021-2030 e relativi allegati adottato, in via preliminare, con deliberazione della Giunta provinciale n. 339 del 05 marzo 2021.

A presentare il Piano Energetico è stato l’Assessore Provinciale all’Energia Mario Tonina che ha sollecitato i Comuni ad affrontare il tema con grande senso di responsabilità, credendo nei grandi risultati che il Piano prevede in 12 linee strategiche.

Si fa riferimento alla riduzione dei consumi di energia, puntando a una maggiore efficienza degli immobili. Si punta anche sulle energie rinnovabili per la grande industria. Si favorisce, inoltre, la mobilità sostenibile, ma anche la produzione, la valorizzazione e la differenziazione delle energie rinnovabili. Auto produrre e auto consumare è un altro obiettivo reso possibile con le Comunità energetiche. Si prevede, ancora, l’estensione della rete e la distribuzione del gas naturale in quei Comuni che ancora non sono metanizzati. C’è il tema dell’idrogeno, da approfondire e sperimentare. Argomento importante è quello dell’energia idroelettrica, con una particolare attenzione per il miglioramento degli impianti.

Il Piano prevede anche grande attenzione ai territori, con una pianificazione urbana che faciliti soluzioni per gli adattamenti climatici e la riduzione del consumo di suolo, collaborando con i Sindaci nell’ambito della definizione dei PRG. Un altro tema riguarda la sinergia con la ricerca e lo sviluppo, tramite l’Universita di Trento, l’FBK e la Fondazione Mach. Il Piano investe anche sulla mobilità degli investimenti, catalizzando gli investimenti dei privati per nuovi impianti di produzione energetica.

Educazione, informazione e formazione è l’ultimo punto, ma non per importanza, visto che mira a far sentire ognuno protagonista di una cultura diffusa nel concretizzare gli obiettivi del Piano energetico.

Il presidente Gianmoena, nel suo intervento, vista l’importanza del tema, ha ravvisato la necessità di prevedere un coordinamento Istituzioni cittadini rispetto all’attuazione delle azioni di miglioramento energetico ed ambientale previste dal Piano. Ha sottolineato, inoltre, l’importanza dell’adeguamento degli strumenti pianificatori in capo ai Comuni secondo linee di azione ed indicazioni precise fornite dalla Provincia, anche grazie a studi di settore o finanziamenti specifici.

Altro tema emerso è quello del miglioramento delle linee realizzate in passato. “Con Terna – ha detto Tonina – c’è un dialogo che punta in questa direzione, prevedendo in alcuni casi anche l’interramento”. Interventi che devono tenere conto di diversi aspetti, paesaggistici, di sicurezza, di manutenzione e di efficienza.

Il coinvolgimento del territorio e delle istanze dei Comuni è stato il tema sollevato dal Sindaco di Rovereto, Francesco Valduga. Su questo punto ha fatto un appello alla condivisione e alla necessità di lavorare insieme con la regia affidata alla Provincia, ma nell’ambito di un ragionamento di sistema che ascolti i Comuni. “La sostenibilità – ha detto Valduga – è la chiave di sviluppo del nostro territorio, ma vedo qualche contraddizione fra annunci di opere e sostenibilità, fra modi di operare, vero coinvolgimento dei territori”.

Il Sindaco di Lavis, Andrea Brugnara, è intervenuto chiedendo al CAL di poter coinvolgere le Comuità a Nord e a Sud di Trento relativamente alla questione dell’interramento e potenziamento della ferrovia del Brennero.

Il Piano energetico – Il Piano energetico ambientale provinciale (PEAP) del 2013 scadeva il 31 dicembre 2020 ma, viste le modifiche delle normative europee e la situazione epidemiologica, la Giunta provinciale ha posticipato l’approvazione del nuovo PEAP 2021-2030 entro il primo semestre del 2021, contestualmente ha dato l’ok, anticipatamente, al Bilancio energetico provinciale sulla base dei dati del triennio 2014-2016.

Nel contempo l’Agenzia provinciale per le risorse idriche e l’energia ha provveduto alla redazione del Piano energetico ambientale 2021-2030 nel rispetto delle indicazioni contenute nella legislazione, nei piani e nei programmi provinciali, delle linee-guida, dei piani d’azione e della normativa europea in materia energetico-ambientale.

Si fa riferimento alla Legge provinciale del 2012 che definisce gli obiettivi climatici del territorio trentino, come la riduzione, rispetto ai livelli del 1990, del 50% delle emissioni di anidride carbonica entro il 2030, e l’autonomia energetica e la riduzione delle medesime emissioni del 90% entro il 2050.

In questo contesto, visti i cambiamenti a livello europeo, la Provincia autonoma di Trento si è posta un obiettivo ancora più importante, come indirizzo per il proprio Piano energetico ambientale provinciale 2021- 2030, pianificando una riduzione di almeno il 55% delle emissioni entro il 2030 sui dati di riferimento del 1990.

Come detto in Europa la situazione è mutata. Attraverso una specifica Comunicazione dell’11 dicembre 2019 dal titolo “The European Green Deal’, la Commissione von der Leyen ha definito e adottato una nuova strategia di crescita volta a rafforzare l’ecosostenibilità dell’economia dell’Unione europea attraverso una serie di interventi che insistono prioritariamente sulle competenze degli Stati membri e interessano prevalentemente l’energia, l’industria (inclusa quella edilizia), la mobilità e l’agricoltura. Il Green Deal intende, in sostanza, superare quanto già stabilito dal Quadro 2030 per il clima e l’energia e, quindi, gli obiettivi vincolanti stabiliti nel 2016. In particolare si prevede l’obiettivo intermedio di riduzione dei GHG (gas a effetto serra) al 55% entro il 2030.

Entrando nello specifico il PEAP 2021-2030 riporta gli obiettivi che la Provincia autonoma di Trento intende realizzare al fine di garantire la disponibilità di energia, promuovendo lo sviluppo delle fonti rinnovabili, assicurando condizioni di compatibilità ambientale, paesaggistica e territoriale, riducendo le emissioni inquinanti e climalteranti, promuovendo efficienza energetica e risparmio, favorendo la mobilità sostenibile, la ricerca e lo sviluppo di attività di green economy.



© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136