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Università della Montagna di Edolo: il professor Salsa lancia l’idea di “aiuti per evitare lo spopolamento”

venerdì, 24 ottobre 2014

Edolo – Una lezione speciale all’Università della Montagna con il professor Annibale Salsa, che è salito in cattedra nel pomeriggio di ieri e ha relazionato sul tema: “La società e l’economia alpina in una fase di transizione epocale fra abbandoni e ritorni: è possibile un nuovo rinascimento”.

E’ uno dei primi seminari dell’Università della montagna di Edolo in quest’anno accademico ed ha visto una cinquantina di partecipanti, studenti, persone interessate al tema delle aree alpine. Annibale Salsa Prof Salsa a Edolo1è antropologo e presidente del Comitato Scientifico di Accademia della Montagna del Trentino, membro del Comitato Scientifico del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina – San Michele all’Adige; ha insegnato Antropologia filosofica e Antropologia culturale presso l’Università di Genova e ha condotto studi e ricerche su tematiche relative alla genesi ed alla trasformazione delle identità delle popolazioni delle Alpi. E’ nel Comitato Scientifico di Accademia della Montagna e fa parte della Fondazione Dolomiti – Unesco.

IL PASSATO
Durante il suo intervento ha ripercorso l’ultimo millennio e sottolineato come oggi “ci sia un deficit di manutenzione del territorio”. In passato quell’attività veniva svolta da alpeggiatori e contadini, che oggi sono quasi scomparsi anche nelle vallate alpine.  In quest’ottica – come ha relazionato il professor Salsa – “l’attività dei contadini riduce i costi e migliora la difesa del territorio”.

Fin dal Medioevo, quando, secondo quanto ricostruito dall’antropologo, è iniziata una politica di difesa del territorio. “All’epoca – ha ricordato il professor Salsa – c’era stata la conquista della libertà di dissodamento della terra, quindi destinatari di politiche di incentivazione e tutela”. In questa direzione i luoghi incolti vennero presi in consegna da proprietari o affittuari  e coltivati. “Da lì – ha aggiunto il docente universitario – è iniziata la contrattazione rurale, nacquero le diverse carte di regola o di libertà ad esempio quella del 1101 la carta di Fiemme, oppure quella della Valle d’Aosta del 1191. Da lì iniziarono i processi di coltivazione e di organizzazione del lavoro rurale in zone montane”.

OPTIMUM CLIMATICO
Tra il 1100 e il 1400  ci fu anche la variabile climatica con un cambiamento e innalzamento delle temperature di uno e in alcuni casi anche due gradi nell’arco di un secolo, con scioglimento dei ghiacciai. “Venne chiamato optimum climatico”, ha ricordato il professor Salsa. Nacque anche l’idea di autonomia alpina con sviluppo di politiche agricole e in Italia si arriva alla legge Bottai del 1939 con un’idea di difesa del territorio e paesaggio.

LE SCELTE PER IL FUTURO
Nelle conclusioni del seminario il professor Salsa ha ricordato che ” se si vuol evitare lo spopolamento totale della montagna e mantenere l’attività in quota occorre lanciare politiche di sviluppo con agevolazioni fiscali per favorire certe attività”. “Ciò – ha concluso – non significa fare dell’assistenzialismo, ma legare eventuali aiuti fiscali a determinati piani, progetti, programmi di interventi o attività lavorativa nei campi e boschi”.


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