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Trento: stop ai centri commerciali, un disegno di legge proposto dal consigliere Olivi

giovedì, 13 febbraio 2020

Trento – Un disegno di legge proposto dal consigliere del Pd ed ex assessore alle attività economiche, Alessandro Olivi.”I Comuni limitino le eccessive concentrazioni di grandi superfici commerciali utilizzando i Prg“.

“A distanza di dieci anni dall’introduzione della legge provinciale 17 sul commercio, dopo la prima fase di applicazione si può affermare che normativa ha raggiunto lo scopo di sottrarre il settore a logiche speculative bilanciando la presenza delle aree distributive al dettaglio sul territorio”. Il giudizio è di Alessandro Olivi, attuale consigliere nel Pd ed ex assessore alle attività economiche della Pat, nella sua relazione introduttiva al disegno di legge 44 da lui proposto il 17 gennaio scorso.

In questi anni, spiega Olivi, “si sono verificate alcune situazioni problematiche a causa di processi insediativi avvenuti in alcune zone dove la concentrazione di più superfici di vendita ha generato la nascita di aree commerciali che, seppur localizzate in maniera separata, producono l’effetto di un “grande centro commerciale diffuso”. Questo fenomeno si sta oggi materializzando con confini, organizzazione e contenuti non programmati. Questi grandi centri commerciali diffusi sorgono surrettiziamente dalla somma di attività distributive al dettaglio che si collocano in un’unica località, senza una pianificazione specifica e, spesso, con un forte impatto ambientale e logistico. Si producono così mutamenti urbanistici importanti con effetti di congestionamento della viabilità e l’aumento del traffico veicolare, dell’inquinamento acustico ed ambientale. Ne consegue un ìmpoverimento dei centri storici e un’inadeguata diversificazione delle attività economiche. Tutto ciò, oltre a contraddire lo spirito originario della legge in tema di grandi strutture di vendita, finisce per svilire la programmazione territoriale finalizzata al rispetto degli interessi collettivi”.

Con questo disegno di legge Olivi “propone di affidare ai comuni con i propri piani regolatori la programmazione territoriale. Non per una generica limitazione delle attività commerciali, inammissibile per la normativa europea, ma perché prevedano la possibilità di ridurne la concentrazione in un’unica area. In altri termini il ddl propone che i comuni possano individuare aree del proprio territorio, esterne al centro storico, caratterizzate dalla presenza di un’alta intensità di superfici di vendita, nelle quali limitare l’insediamento di nuovi esercizi commerciali. Il provvedimento, formato da un solo articolo, precisa che la scelta programmatoria dei comuni deve avere motivazioni ambientali e viabilistiche che indichino la volontà di sgravare o ridurre l’impatto sul traffico, con l’obiettivo di diversificare le attività economiche. Il ddl mira in tal modo ad aggiornare la normativa vigente allo scopo di garantire autonomia e competenza programmatoria ai comuni nella difesa del territorio“.



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