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Trento, la competenza grandi carnivori alla Protezione Civile: Rossi (PATT) contrario

martedì, 15 settembre 2020

Trento – Alla Provincia di Trento c’è stato in commissione il passaggio di competenze su grandi carnivori alla Protezione civile. Non sono mancate prese di posizione e voci contrarie.

La posizione di Ugo Rossi, capogruppo del PATT in Consiglio provinciale

Consiglio PATT Rossi“Ho votato contro non per sfiducia nei nuovi incaricati ma perché’ questa decisione dimostra l’inadeguatezza della gestione politica di questo governo provinciale.
Questa riorganizzazione se così si può chiamare è figlia di un modo di gestire le competenze dell’autonomia basato sulla pura ricerca di consenso mediatico come dimostrano le ordinanze fatte in materia che sono tutte cassate dal Tar.
E’ figlia di un modo di agire che viene da lontano quello cioè’ con cui si sbeffeggiava la struttura tecnica della provincia (dottor Masè e suoi funzionari) gridando in aula che “raccontavano frottole e barzellette”sui grandi carnivori. Quella con cui si faceva credere ai trentini che tutto sarebbe stato risolto….
Oggi dopo aver utilizzato le competenze di tale struttura tecnica là si è scaricata di fatto.
La cosa più grave è che Fugatti non usa le competenze dell’autonomia (legge provinciale dimenticata e messa in un cassetto) a causa di incompetenza e mancanza di coraggio e si appella sempre a decisioni altrui. Giusto collaborare con lo stato ma la legge provinciale (confermata dalla Corte costituzionale) che prevede la possibilità per la provincia di applicare direttamente la direttiva europea e quindi anche le deroghe che essa prevede per gli esemplari problematici è totalmente inattuata per sfuggire ad ogni rischio e responsabilità o forse per preciso ordine del capo politico Salvini contrario a ogni forma di abbattimento.
Esprimo infine solidarietà e vicinanza al dottor Masè su cui, nonostante il formalismo di facciata che conferma fiducia, si è di fatto voluta scaricare una la responsabilità Questa riorganizzazione se così si può chiamare è figlia di un modo di gestire le competenze dell’autonomia basato sulla pura ricerca di consenso mediatico come dimostrano le ordinanze fatte che sono tutte cassate dal Tar. E’ figlia di un modo di agire che viene da lontano quello cioè’ quello con cui si sbeffeggiava la struttura tecnica della provincia (dottor Masè e suoi funzionari) gridando in aula che raccontavano frottole e barzellette sui grandi carnivori.
Oggi dopo aver utilizzato le competenze di tale struttura tecnica là si è scaricata di fatto.
La cosa più grave è che Fugatti non usa le competenze dell’autonomia (legge provinciale dimenticata e messa in un cassetto) a causa di incompetenza e mancanza di coraggio e si appella sempre a decisioni altrui. Giusto collaborare con lo stato ma la legge provinciale che prevede possibilità per la provincia di applicare direttamente la direttiva europea e anche le deroghe che essa prevede per esemplari problematici è totalmente inattuata per sfuggire alle proprie responsabilità.
Esprimo infine Solidarietà e vicinanza al dottor Masè su cui di fatto si è scaricata una responsabilità che è solo politica”.



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