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Trento, intervento del consigliere Cia sulla scuola: “Studenti promossi, ministro bocciato”

domenica, 10 maggio 2020

Trento – Il mondo della scuola rischia di implodere per le decisioni della Ministra Azzolina e del Governo. In Trentino la didattica on-line è partita, ma grazie alle famiglie, a insegnanti, non certo per gli strumenti messi a disposizione da parte del Ministero. I risultati sono buoni per quanto riguarda l’impegno di docenti e discenti, poi in Trentino c’è un problema legato alla Rete, che sovente nelle valli ha una connettività scarsa.

Claudio Cia Agire 1Il gruppo “Agire per il Trentino” con il consigliere provinciale Claudio Cia (nella foto) è intervenuto sulla questione scuola: “L’anno scolastico sta lentamente volgendo al termine, tra didattica on-line e compiti da consegnare entro una determinata scadenza. Sono lontani i tempi in cui a maggio si vedeva lo sprint dei professori – occupati a portare a termine il programma scolastico – a cui si contrapponeva, quasi per natura, uno sprint da parte degli studenti: quelli più bravi impegnati a consolidare i risultati ottenuti nel corso dell’anno, gli altri impegnati nel recuperare materie a suon di interrogazioni e verifiche per dimostrare di meritare in primis la promozione e poi a scongiurare quei “debiti” che come macigni pesano sull’estate, impedendo di divertirsi e rilassarsi appieno perché impegnati a studiare”.

Quest’anno tutto ciò non ci sarà - prosegue Claudio Cia -. È pur vero che il ministro Azzolina ha dichiarato che “non ci sarà alcun 6 politico” ma pare evidente che a meritare un 5 questa volta sia proprio la politica. Eh sì, perché al termine di quest’anno scolastico tutti saranno promossi alla classe successiva, teoricamente con i voti conquistati (dunque con i 4 e i 5 che non spariranno ma che dovranno essere recuperati nel corso dell’anno scolastico 2020/2021). È chiaro però che – nel momento stesso in cui gli studenti sono venuti a conoscenza della lieta novella – il loro impegno ha iniziato a venire meno. D’altronde, chi me lo fa fare di seguire le lezioni, fare tutti i compiti, farmi interrogare, se tanto al termine dell’anno verrò promosso comunque? Ecco che allora è scattata la vacanza, con studenti latitanti che verranno comunque promossi e che ai “debiti” ci penseranno l’anno prossimo. Ciò si è tradotto in un problema anche per le famiglie che – in assenza di un valido stimolo come la possibile bocciatura – non riescono più a motivare i loro figli a partecipare attivamente alla didattica a distanza”.

“Credo che questa situazione – conclude Claudio Cia - dovrebbe farci riflettere, non solo perché essa vanifica l’impegno degli studenti e dei professori che con serietà danno il massimo anche nella didattica a distanza, ma soprattutto perché essa ha fatto venire meno l’intrinseca funzione dell’istruzione, ossia la preparazione alla vita futura. Come possiamo pensare che i nostri ragazzi crescano nella rettitudine e si impegnino se quello che gli si insegna è che non importa ciò che fanno, tanto la faranno sempre franca? Questa è una domanda che la politica deve porsi e alla quale deve trovare una risposta in fretta, altrimenti in futuro non ci sarà più niente per cui valga la pena impegnarsi e combattere”.



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