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Trento Film Festival: altri due riconoscimenti speciali

venerdì, 28 agosto 2020

Trento – I film del Trento Film Festival concorrono – oltre ai premi e ai riconoscimenti della giuria internazionale – all’assegnazione di dieci riconoscimenti speciali offerti da associazioni o enti partner del festival e attribuiti da giurie indipendenti. Come nella scorsa edizione, i premi e le eventuali menzioni speciali vengono annunciati nel corso della manifestazione e consegnati direttamente in sala in occasione della proiezione del film premiato. Annunciati altri due premi speciali.

vulnerabileIl Premio “Mario Bello”, istituito dal Centro di cinematografia e Cineteca del CAI – Club Alpino Italiano al film che meglio rispecchi i valori e gli ideali del Club Alpino Italiano, è assegnato a Anba – Au Coeur d’Haiti (di Cellier Vladimir , Francia, 2018, 24’), in occasione della proiezione delle 16 al Cinema Nuovo Roma: ha annunciato il premio Carlo Ancona, membro della giuria.

Il Premio Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO, istituito dalla Fondazione Dolomiti UNESCO e dalla SAT Società Alpinisti Tridentini al miglior film che documenti la consapevolezza delle comunità rispetto agli eccezionali valori universali riconosciuti da UNESCO e la capacità di una conservazione attiva del territorio, va a Vulnerabile bellezza (di Mandolesi Manuele, Italia, 2019, 75′), in occasione della proiezione delle 16.30 al Supercinema Vittoria: hanno annunciato il premio il vicepresidente della Provincia autonoma di Trento e presidente della Fondazione Dolomiti UNESCO, Mario Tonina; Giulia Gelmi, responsabile comunicazione Fondazione Dolomiti UNESCO; Anna Facchini, presidente della SAT.

Premio “Mario Bello”

Istituito dal Centro di cinematografia e Cineteca del Club Alpino Italiano al film che meglio rispecchi i valori e gli ideali del Club Alpino Italiano.

Il premio, in memoria della figura di Mario Bello, viene assegnato al miglior film, tra quelli ammessi alla Categoria Alp&Ism di Trento Film Festival – preferibilmente di regista che non abbia ancora compiuto i 40 anni, che rappresenti l’alpinismo nei suoi molteplici aspetti di avventura umana, culturale, tecnica, di rispetto dell’ambiente, di valorizzazione e promozione delle popolazioni che vivono nelle Terre Alte, delle loro culture e tradizioni, e che rispecchi i valori e gli ideali del Club Alpino Italiano.

La giuria composta dal Presidente del CCC Angelo Schena, da Nicoletta Favaron, Michele Ambrogi e Carlo Ancona, ha deciso di assegnare il Premio “Mario Bello” al film:

Anba – Au Coeur d’Haiti

di Cellier Vladimir

(Francia, 2018, 24’)

Con la seguente motivazione:

Il film coniuga povertà estrema, bellezza del paesaggio e disperazione dei resti di un duplice colonialismo (l’estrazione della canna da zucchero prima, l’invasione turistica poi) naufragato con i disastri di una dittatura distruttiva, un terremoto devastante, il colera, l’uragano Mattew. Su tutta la tragedia emergono però il sorriso di Y Hope (“people were smiling…”), le musiche affascinanti suonate con strumenti elementari, il messaggio mistico di antichi riti voodoo, ritrovati nella dimensione dello spavento di entrare nella grotta. Una narrazione fresca e inusuale in riferimento a tematiche di natura sociale e antropologica. L’alpinismo nella sua parte più nascosta, una continua ricerca in profondità, nelle viscere della terra per conoscerla più a fondo. Una forzatura culturale, se vogliamo, per un popolo che fonda la sua cultura su danze tribali e riti propiziatori discendenti dalla più radicata tradizione africana da cui la popolazione creola di Haiti discende. Un passato di schiavitù, di lotte, di sfruttamento. Un presente incerto volto alla costruzione di un futuro probabilmente migliore, attraverso un modo nuovo di coinvolgere la gente nella inusitata attività della speleologia. Il tutto con la consapevolezza che le forze della natura e degli spiriti sono comunque più forti di quelle dell’uomo. Un sorriso stampato sul viso, canti, danze…in fondo questo forse è l’insegnamento più grande che arriva al mondo occidentale: comunque vada…si può sempre ripartire!

Premio Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO

Istituito dalla Fondazione Dolomiti UNESCO e dalla SAT Società Alpinisti Tridentini al miglior film che documenti la consapevolezza delle comunità rispetto agli eccezionali valori universali riconosciuti da UNESCO e la capacità di una conservazione attiva del territorio.

La giuria costituita da Maria Carla Failo (Presidente), Annibale Salsa, Riccardo Decarli ha deciso di assegnare il premio al film:

Vulnerabile bellezza

di Mandolesi Manuele

(Italia, 2019, 75′)

Con la seguente motivazione:

La storia di questa giovane famiglia che decide, dopo il terremoto nel Centro Italia del 2016, di rimanere nella propria terra e di ricostruire, in mezzo a mille difficoltà, la propria vita, ci ricorda ancora una volta che non siamo noi a dettare le leggi alla natura, ma che dobbiamo cercare con essa un rapporto di rispetto, che diventa anche di reciproco vantaggio.

I motivi del premio che viene assegnato al film “Vulnerabile bellezza” sono in parte gli stessi che hanno attribuito alla giovane protagonista, l’allevatrice Michela, il premio per la biodiversità nell’agro alimentare della regione Marche nel 2017. La sua decisione di recuperare l’allevamento di una razza ovina presente sui Sibillini fin dal XVIII secolo, ma ormai quasi del tutto scomparsa, diventa non solo incentivo per dare avvio a una filiera agroalimentare che coinvolga anche altre attività produttive, ma rappresenta anche la rigenerazione dei pascoli in quota, oggi in gran parte abbandonati e il cui recupero è invece fondamentale per la biodiversità ambientale.

Una scelta di vita che nasce, e non altrimenti potrebbe essere, da un forte legame con la terra, gli animali e l’ambiente naturale, che viene presentato con splendide immagini nelle varie stagioni; legame vissuto profondamente e quotidianamente, alimentato da un intenso e reciproco rapporto con i diversi luoghi vissuti e praticati da Michela, Stefano e dai piccoli Diego ed Emma, componenti a tutti gli effetti della famiglia.

Protagoniste del racconto sono anche la tenacia femminile nella scelta di un progetto di vita e di lavoro da condividere con la famiglia e la perseveranza nel volerlo realizzare con realismo e positività. Credere profondamente in un sogno permette fin da subito di realizzarlo almeno in parte.



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