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Trento, “Famiglia strategica per la società”

lunedì, 30 novembre 2020

Trento – La famiglia ha un ruolo strategico, è il vero cuore e motore della società, come ci ha ampiamente dimostrato questa pandemia. Proprio per questo l’amministrazione provinciale ha messo al centro dell’azione di governo le famiglie, alle quali ha dedicato fin da subito uno specifico Piano straordinario per la famiglia e la natalità, uno strumento strategico che ha come orizzonte la legislatura, nel quale sono state rese sistematiche tutte le azioni di sostegno al benessere familiare, ampliate, organizzate e rese trasversali. E’ questa la sintesi dell’intervento del presidente Maurizio Fugatti, che oggi ha inaugurato la nona edizione del Festival dedicata alla “Società trasformata: verso un’economia della sostenibilità? Sfide e opportunità dopo la pandemia da Covid-19”. Un’edizione del tutto speciale, poiché stante la pandemia, si tiene completamente on line.

Fugatti 1All’inaugurazione di questo pomeriggio, oltre al presidente, vi erano il sindaco di Trento Franco Ianeselli, il rettore dell’Università di Trento Paolo Collini e l’arcivescovo di Trento monsignor Lauro Tisi, a moderare il capo ufficio stampa Giampaolo Pedrotti; fra gli interventi anche il videomessaggio del ministro per le pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti.

Il Covid ha cambiato gli scenari, ha esordito il sindaco Ianeselli: “Penso allo smart working, ovvero alla possibilità di lavorare da remoto, dalla propria abitazione, ma penso anche alla mobilità, ovvero a come è stato riorganizzato il sistema di mobilità urbana, alla sburocratizzazione e alla digitalizzazione. Ebbene credo che tutte queste innovazioni diventeranno normali dopo il covid. Ma soprattutto la pandemia ci ha insegnato che esiste un’organizzazione in grado di ripensarsi in 24 ore, si tratta della famiglia, per questo dobbiamo puntare ad avere famiglie forti, a sostenere le fragilità per avere comunità più coese e quindi un Paese in grado di guardare al futuro”.

E se la famiglia è stata fondamentale in questa emergenza, anche i giovani hanno fatto la loro parte: “Gli studenti universitari – ha commentato il rettore Collini – si sono mobilitati consegnando mascherine, la spesa, facendo una raccolta fondi. Hanno aiutato chi ne aveva bisogno ed è questo in fondo il senso di far parte di una famiglia, di sentirsi all’interno di una comunità”.

Monsignor Lauro Tisi ha poi evidenziato come la pandemia abbia acutizzato il disagio sociale: “C’è un corpo sociale che sta soffrendo in maniera importante – sono state le sue parole – sono preoccupato dal distanziamento non solo fisico, dalla conflittualità che sta emergendo”. Ma l’emergenza ha anche messo in luce il ruolo delle famiglie: “La famiglia si è ripensata e organizzata ed ancora oggi è l’elemento più forte e più potente che abbiamo, nonostante tutte le fatiche, questo terreno è ancora quello dove attingere risorse per ripensare il nostro futuro, dentro in questa realtà del covid che ci ha modificati in modo importante. E forse la grande change che tutti abbiamo è di rimettere al centro il capitale umano”.

Nel suo videomessaggio il ministro Bonetti ha evidenziato come le famiglie siano state “protagoniste della resilienza dell’Italia nei mesi difficili del lockdown, luogo della cura, dell’educazione e del lavoro”, ricordando quindi l’iter che sta portando all’approvazione del family act.

In conclusione il presidente Maurizio Fugatti ha messo in luce il Piano straordinario per la famiglia e la natalità approvato lo scorso anno, strumento ancora più cruciale in questa pandemia, per ridare fiducia alle famiglie: “La Provincia ha messo in campo tantissimi interventi sul piano della famiglia, via via implementati, che vanno dalle misure di sostegno al reddito per chi ha figli e per chi deve conciliare lavoro e famiglia, ai voucher culturale e sportivo, alle tariffe del trasporto scolastico prima dimezzate e ora azzerate per il coronavirus. Vi è poi l’Assegno unico provinciale, l’intervento principale a sostegno del nucleo familiare che assomma una serie di azioni. E quest’anno abbiamo inaugurato una nuova iniziativa che punta a ripopolare i territori di montagna e a sostenere al contempo le famiglie, mi riferisco all’iniziativa del coliving che ha preso avvio a Luserna, dove abbiamo offerto a giovani coppie appartamenti Itea a canone zero. Ebbene, al bando hanno risposto una quarantina di famiglie e i primi appartamenti sono stati assegnati la scorsa settimana. Crediamo sia un percorso innovativo, da implementare anche su altre realtà”.

La famiglia genera felicità

La famiglia genera felicità, ha saputo dimostrare resilienza di fronte all’incertezza, nelle famiglie ci si è tenuti per mano e ci si è incoraggiati a vicenda. E’ questa la sintesi della seconda parte dell’inaugurazione del Festival della famiglia che ha visto online un ricco panel di esperti e relatori sul tema al centro della nona edizione. Collegati in diretta vi erano Vera e Stefano Zamagni professori dell’Università degli Studi di Bologna, Luciano Malfer dirigente dell’Agenzia provinciale per la famiglia, Ilaria Antonini capo Dipartimento per le politiche per la famiglia – Presidenza del Consiglio dei Ministri, Regina Maroncelli presidente European Large Family Confederation, Giovanni Deiana dirigente del Servizio politiche per la famiglia e l’inclusione sociale della Regione Sardegna, Alessia Rosolen assessore regionale al lavoro, formazione, istruzione e famiglia del Friuli – Venezia Giulia e Mimmo Lucà presidente Consorzio intercomunale di servizi di Orbassano (TO); a moderare Marco Pontoni dell’Ufficio stampa provinciale.

In apertura si sono alternati Vera e Stefano Zamagni, dell’Università di Bologna, e mentre la prima ha parlato della famiglia come luogo di resilienza e resistenza di fronte all’incertezza, dove trovare “sostegno reciproco nelle diverse fragilità”, il secondo partendo dall’assioma di famiglia come “primo fattore per la felicità”, ha spiegato come sia necessario passare dalle politiche “per la famiglia” a quelle “della famiglia”, nelle quali le famiglie siano appunto attori insieme alle istituzioni.

Quindi il dirigente dell’Agenzia per la famiglia Malfer, ha presentato il Trentino come laboratorio dove sperimentare le buone pratiche e mettere a disposizione di altre realtà le tante azioni virtuose e sinergiche messe in campo per il benessere familiare, presentando poi la proficua collaborazione con il Dipartimento per le politiche per la famiglia della Presidenza del Consiglio. Il capo Dipartimento Antonini ha citato appunto l’Agenzia come punto di riferimento nazionale sotto questo profilo, ripercorrendo le misure che sta mettendo in campo il Governo a partire dal family act. Questo disegno è uno strumento essenziale per le tante famiglie italiane messe a dura prova dall’emergenza in atto: “L’Italia sta invecchiando ed è uno dei paesi europei con il tasso di natalità fra i più bassi, destinato a calare ulteriormente per la pandemia – ha commentato Antonini -. Oggi ci sono famiglie più fragili e povere, si sono modificate le nuove povertà, abbiamo più nuclei mono familiari con mamme povere, la stessa digitalizzazione è stata talvolta un elemento di disuguaglianza”.

La presidente di Elfac Maroncelli ha quindi ricordato che il tasso delle famiglie con figli è inferiore al 30%, evidenziando come il covid abbiamo mutato ulteriormente gli scenari: “Save the children ci dice che ci sono molti più bambini poveri e che i nuclei familiari più poveri si vedranno un ulteriore diminuzione di reddito; accanto poi all’aumento della disoccupazione dobbiamo fare i conti anche con l’abbandono scolastico e il disagio psicologico”.

Parole di incoraggiamento sono arrivate da Giovanni Deiana, dirigente della Sardegna, che ha spiegato come sia necessario trovare “il coraggio di innovare le politiche rivolte alle famiglie”; proprio con la Sardegna la Provincia autonoma di Trento ha siglato un paio di anni fa un accordo di collaborazione per lo sviluppo di buone pratiche in materia di marchi famiglia.

Sulla stessa linea Alessia Rosolen, assessore del Friuli – Venezia Giulia: “La pandemia ha reso evidente la necessità di innovare, non basterà copiare le vecchie azioni, dobbiamo avere la voglia e la forza di immaginare nuove politiche, perché la famiglia è una responsabilità collettiva”.

Infine Mimmo Lucà, presidente di un Consorzio di sei comuni i quali comprendono circa centomila abitanti nell’area metropolitana torinese, ha puntato l’attenzione sull’importanza del “welfare sociale di prossimità”, spiegando come “la nostra comunità ha potuto reggere l’impatto e l’urto della pandemia anche grazie alla responsabilità condivisa, ecco perché bisogna dare valore alla politica locale e alla sua funzione di promozione sociale”.

Nel corso della cerimonia di inaugurazione sono state presentati anche una serie di video dedicati alle politiche family friendly attivate in Trentino, dai trasporti ai musei, dallo sci al progetto del coliving messo in atto a Luserna.



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