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Trento, Cgil, Cisl e Uil critici sul bilancio della Provincia

giovedì, 5 novembre 2020

Trento – “La Giunta Fugatti prepara una manovra recessiva in piena crisi”. Bocciatura di Cgil Cisl Uil: “Non c’è un euro per lavoro e ripresa economica. E i 100 milioni di debito per sostenere gli investimenti non esistono. L’esecutivo naviga a vista, senza nessuna programmazione“.

Cgil Cisl Uil - Trento“In piena crisi economica la Giunta provinciale si prepara a varare una manovra recessiva. Invece di prevedere investimenti per far ripartire economia e lavoro, l’Esecutivo gestisce l’emergenza socio-economica come se fosse normale amministrazione, senza alcuna programmazione e gestendo tutto giorno per giorno. Evidentemente in Piazza Dante non hanno compreso la gravità della situazione in cui si trova il Trentino”, non nascondono sconcerto e amarezza i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil al termine dell’incontro in video conferenza con il presidente Fugatti e gli assessori Spinelli e Bisesti sulla prossima legge di stabilità e il bilancio 2021-2023.

“Di fronte alla crisi più grave dall’ultimo Dopoguerra la Provincia continua a rimandare le scelte e non mette in campo nessuno strumento valido per far ripartire la nostra economia – sostengono Andrea Grosselli (Cgil), Michele Bezzi (Cisl) e Walter Alotti (Uil) -. Ad ogni sessione di bilancio ci viene detto che le risorse si troveranno in quella successiva. Così ancora una volta la manovra di bilancio per il 2021 non prevede alcuna vera significativa politica anticiclica e nessuna vera scelta strategica. E anche i 100 milioni di euro di debito promessi per il prossimo anno si rivelano nient’altro che una bufala. Quelle risorse ad oggi non ci sono. Ne consegue che, secondo il ragionamento di Piazza Dante, non ci sono soldi da spendere per sostenere il lavoro, per dare risposte alle famiglie fiaccate dalla crisi né a disoccupati e cassintegrati, ma non ci sono neppure risorse per far ripartire gli investimenti pubblici e privati, né per garantire il potenziamento dei servizi pubblici e il rispetto dei contratti. Gli unici euro che si potranno destinare a queste voci derivano da eventuali avanzi degli anni precedenti, mentre gli strumenti di finanziamento pubblico e privati dopo mesi di discussione non sono ancora operativi e non si sa neppure quando lo saranno”.

Di fatto la manovra presentata stamane ai sindacati ritocca leggermente l’Irap e l’Imis per le imprese e non amplia l’esenzione dell’addizionale regionale Irpef. Unico segno più i 100 milioni di investimenti in sanità. “Anche su questo capitolo però vogliamo vederci chiaro. Non si capisce se sono risorse anticipate su fondi statali e in ogni caso, non è chiaro se si tratta di investimenti strutturali o una una tantum legata all’emergenza che sarebbe solo risorse dovute visto il rischio sovraccarico sui servizi sanitari. La Giunta sostiene che in questa fase non si può programmare. E’ paradossale: proprio questo è il tempo per definire priorità e riforme che guardano oltre l’emergenza per permettere al Trentino di rialzarsi dopo questo tsunami. Invece nulla; e come se in Piazza Dante non si rendessero conto della situazione e avessero deciso di navigare a vista”.

I sindacati criticano non solo il merito ma anche il metodo: “Come sempre l’Esecutivo vuole fare tutto da solo, sbagliando. Abbiamo più volte espresso la nostra disponibilità a collaborare per definire un’insieme di priorità per la ripresa, ma siamo sempre stati ignorati. E lo stesso metodo viene adottato con quanto di meglio potrebbero esprimere Università ed enti di ricerca: abbiamo un patrimonio di competenze e professionalità che oggi sarebbero preziosissime, ma l’Esecutivo preferisce ignorarle per tenersi le mani libere. Purtroppo però in ballo c’è il futuro della nostra comunità e difficilmente ci rialzeremo senza il contributo di tutti. Anche di questo la Giunta Fugatti se ne dovrà assumere ogni responsabilità”.



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