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Stava, cerimonia in ricordo della tragedia di 35 anni fa

domenica, 19 luglio 2020

Tesero – La comunità di Stava, frazione di (Trento) ha ricordato la tragedia di 35 anni fa. Parole dure del vescovo, Lauro Tisi: “Non è fatalità, qui c’è la mano dell’uomo”, mentre il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti ha lanciato il messaggio “Diamo alla memoria gli occhi di un bambino”.

Stava - cerimonia - FugattiUn appuntamento istituzionale semplice ma solenne, con la Santa messa celebrata dall’arcivescovo di Trento, monsignor Lauro Tisi, alla presenza di numerosi parlamentari, consiglieri provinciali, sindaci e rappresentanti dello Stato. Fugatti ha anche ricordato l’interesse manifestato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che non ha potuto accogliere l’invito a presenziare alla cerimonia a causa delle misure di sicurezza imposte dal Coronavirus, ma che comunque non ha mancato di esprimere la propria vicinanza.

“Se anche i più piccoli, guardando al passato, riescono a coglierne il messaggio, allora siamo sulla strada giusta nel nostro compito di tramandare loro le esperienze più significative che hanno segnato la storia della nostra comunità”, questo in sintesi il messaggio che il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ha pronunciato oggi a margine della cerimonia per i 35 anni dalla tragedia di Stava. Il presidente della Provincia ha quindi espresso un plauso ed un incoraggiamento alla Fondazione che in tutti questi anni ha tenuto vivo il ricordo della catastrofe di Stava, promuovendo iniziative e studi e rivolgendo sempre più la propria attenzione alle giovani generazioni che giocoforza non hanno vissuto in prima persona questi eventi che abbiamo il dovere di ricordare.

Il vescovo, monsignor Lauro Tisi, nell’omelia ha detto: “Dietro a questo immane disastro non c’è la fatalità, non c’è la casualità, dietro a questo disastro c’è l’interesse economico messo prima delle persone, c’è incuria, c’è superficialità, c’è la ricerca del profitto, Dio non centra nulla con questo disastro. Le case si possono ricostruire ma le persone non sono rimpiazzabili”. E’ il passaggio più forte dell’omelia dell’arcivescovo di Trento, Lauro Tisi durante la messa celebrata oggi al cimitero monumentale della chiesa di San Leonardo a Tesero tra le montagne del Trentino in occasione del 35esimo anniversario della tragedia di Stava. In quel disastro, il più grave avvenuto in Trentino Alto Adige, morirono 268 persone (120 donne, 89 uomini, 31 ragazzi di meno di 18 anni e 28 bambini con meno di 10).



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