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Sanità in Valtellina e Valchiavenna, tavolo tecnico e le possibili iniziative per il futuro

sabato, 11 luglio 2020

Tirano – Si è riunito a Palazzo Lombardia il Tavolo tecnico sulla riorganizzazione dell’offerta sanitaria di Montagna, presieduto dal Direttore vicario della DG Welfare, Marco Salmoiraghi. Ai lavori hanno partecipato i rappresentanti dell’Ats della Montagna e dell’Asst della Valtellina e Alto Lario, insieme ai tecnici delegati dai sindaci dei 4 Mandamenti territoriali che fanno capo alla Provincia di Sondrio e del Comitato per la Difesa della sanita’ di Montagna.

ats montagna“Il nostro obiettivo principale – spiega l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera - era e rimane quello di assicurare ai cittadini del territorio servizi sanitari di qualita’, garantendo loro la piu’ ampia accessibilita’ alle cure e all’assistenza. Proprio per questo, dopo aver commissionato uno studio specifico al Politecnico di Milano, effettuato attraverso una meticolosa analisi dei bisogni di salute rappresentati da molti stakeholder, abbiamo valutato ogni aspetto del piano con i rappresentanti del territorio, chiedendo loro suggerimenti, proposte e migliorie”.

A seguito dei momenti di approfondimento, Regione Lombardia ha ritenuto di accogliere le considerazioni rappresentate nel Documento unitario presentato dai 4 Mandamenti, confermando che la riqualificazione della Rete ospedaliera debba procedere in parallelo con la riqualificazione dei Servizi territoriali e dei servizi di emergenza e urgenza, superando i confini tradizionali tra Ospedali e Territorio, integrando gli ambiti di intervento sanitari, sociosanitari e sociali.

Viene altresi’ condiviso il ruolo attribuito dal Comitato Sanita’ di Montagna al presidio Morelli di Sondalo per quanto attiene le attivita’ specialistiche infettivo – pneumologiche, anche per assicurare un’adeguata assistenza ai pazienti Covid, oltreche’ alle attivita’ specialistiche e di base proprie di un completo presidio di montagna.

“Una moderna rete ospedaliera – aggiunge l’assessore – deve assicurare i trattamenti nella fase acuta della malattia, impiegando sempre le tecnologie piu’ avanzate, secondo logiche di efficienza, efficacia e appropriatezza, trattenendo il paziente per le attivita’ e per il tempo strettamente necessario alla gestione dell’acuzie, per poi proseguire, appena possibile, il percorso di cura in strutture ‘intermedie o di comunita” e/o a domicilio, con gli adeguati supporti e ausili assistenziali”.

“In particolare – si legge nella nota della Direzione Generale Welfare – in riferimento all’ospedale di Sondalo, e’ stato approfondito il piano di Regione Lombardia ai sensi del DL 34/20, che prevede un finanziamento di 1,5 milioni di euro. Il Morelli, per sua mission storica, per la sua struttura a padiglioni, nonche’ per le competenze tuttora presenti, puo’ facilmente diventare uno degli ospedali da coinvolgere prioritariamente nella gestione dei pazienti Covid”.

La conferma della vocazione di presidio a valenza infettivologico-pneumologica (anche ad alta intensita’ di cura) oltre che riabilitativa, rafforza i percorsi necessari per la piena attuazione di una presa in carico di pazienti complessi che richiedono alta professionalita’ specifica.

L’ospedale di Sondalo dovra’ contestualmente mantenere il proprio ruolo di ospedale al servizio della media/alta valle, anche rafforzando l’attivita’ ambulatoriale e di ricovero nonche’ il punto nascita, mai messe in discussione anche nelle precedenti progettualita’ regionali: dovranno infatti essere messe in atto tutte le iniziative necessarie per mantenere le competenze e le risorse specifiche, oltre al consolidamento di alcuni trattamenti acuti, riabilitativi e sub acuti, il tutto assolutamente in simbiosi e in integrazione con le altre strutture ospedaliere della Valle.

LE AZIONI PER I DIVERSI PRESIDI

CHIAVENNA – E’ stata confermata l’offerta per acuti esistente, con degenze di Medicina e Chirurgia generale, con possibilita’ di eseguire in sicurezza prestazioni chirurgiche anche in ambito ortopedico – traumatologico e ginecologico a bassa complessita’, con trasferimento protetto dei pazienti che necessitano di prestazioni chirurgiche di maggiore complessita’, da eseguire in ambiente ospedaliero dotato delle discipline necessarie. L’ospedale deve mantenere nelle 24 ore le attivita’ cliniche e i servizi diagnostici necessari al funzionamento di un Presidio di base dotato di Pronto soccorso.

E’ stata altresi’ confermata l’attivita’ riabilitativa e la volonta’ di sviluppare un’area di degenza di Comunita’ (20 posti letto), oltreche’ rafforzare le attivita’ ambulatoriali, con particolare riguardo a ostetricia – Ginecologia, Pediatria, Oncologia con MAC, Endoscopia digestiva, Radiodiagnostica (con TAC recentemente installata) e Terapia del dolore.

Oltre al rafforzamento gia’ avvenuto dell’attivita’ consultoriale (attivando un ambulatorio presso il Presst di Dongo e con l’inserimento della ostetrica di famiglia), si sta implementando l’integrazione del percorso nascita con i presi’di di Gravedona, Lecco e Sondrio.

L’Asst, non appena completato l’ampliamento dell’Hospice di Morbegno, valutera’, congiuntamente con Ats l’eventuale ulteriore esigenza di hospice nell’area.

MORBEGNO – Il Pot di Morbegno deve rapidamente completare l’ampliamento previsto nei seguenti settori: dagli attuali 10 letti a 14 letti di Hospice (prevista per la fine del corrente anno); installazione di una Tac a 16 slice (prevista per la fine del corrente anno); potenziamento dell’offerta ambulatoriale specialistica attivazione di una degenza di Comunita’ (20 posti letto), con coinvolgimento dei MMG che nella struttura dovranno anche avere la loro sede operativa e ambulatoriale.

SONDRIO – E’ divenuta improcrastinabile la necessita’ di sviluppare all’interno del presidio le alte specialita’ che completano le competenze gia’ presenti nella struttura (gia’ sede di Emodinamica H24 e con previsione di attivazione di una sezione di radiologia interventistica), rendendola adeguata a svolgere il ruolo di presidio di II livello, compresa la relativa attivita’ di Dea. Al fine di poter sviluppare tali competenze deve essere favorito il rapporto tra tale struttura e l’Universita’, al fine di incrementare l’attrattivita’ della stessa da parte del personale sanitario.

TIRANO – Presso l’ex ospedale di Tirano si sta valutando con Ats e l’Amministrazione comunale la possibilita’ di presentare un progetto di attivazione di una degenza di comunita’ (20 posti letto) e di rafforzamento delle attivita’ ambulatoriali.

GRAVEDONA – Gia’ nel 2018 il presidio di Gravedona ha condiviso il piano di riordino della rete materno infantile presentato da Regione per l’Area della Valchiavenna e Alto Lario, avviando e poi realizzando, un potenziamento del Punto nascita di Gravedona a seguito della sospensione dell’attivita’ del Punto nascita di Chiavenna. Tale percorso deve essere completato rafforzando la collaborazione e l’integrazione con il Consultorio dell’ASST.

Proseguira’, nel futuro, il confronto con la Direzione del presidio, per valutare ogni possibile sinergia con le strutture ospedaliere pubbliche della Valtellina e dell’Alto Lario.

EMERGENZA E URGENZA – Riguardo infine alla attivita’ di Emergenza e Urgenza territoriale (118), d’intesa con Areu, la Direzione Generale Welfare ha anticipato di aver inserito nel Piano presentato al Ministero in data 16/6/20, la richiesta di finanziamento di ulteriori mezzi ed equipe per il trasporto di pazienti urgenti e un mezzo H24 (o due mezzi H12) mezzi sara’ certamente collocato in Valtellina, rafforzando ulteriormente la rete di mezzi di soccorso di cui gia’ si dispone.



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