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Rovereto: malcontento RSA Vannetti, la Fenalt al fianco dei lavoratori

lunedì, 23 novembre 2020

Rovereto – Emergenza Covid-19: il malcontento degli operatori della RSA Vannetti di Rovereto (Trento). Le ragioni secondo la Fenalt: dall’organizzazione del lavoro, ai dpi, ai premi di produzione.

Fenalt - Trento 1Le bandiere della Fenalt hanno sventolato questa mattina in segno di protesta davanti all’ingresso della RSA Vannetti. Una delegazione del sindacato, che detiene la rappresentanza maggioritaria all’interno delle case di riposo, guidata da Roberto Moser, vice segretario Fenalt, ha dato voce al malessere dei dipendenti ed evidenziato la situazione in cui versa l’organizzazione della struttura. “Siamo qui per esprimere alla Direzione il nostro disappunto su quanto è successo e su quanto sta succedendo – tuona Moser – La molla è scattata quando i dipendenti si sono lamentati perché all’inizio del servizio non trovavano le dotazioni di DPI, (mascherine Ffp2 e guanti): problemi di organizzazione o scarsità di dispositivi? Durante la prima fase della pandemia la Vannetti è stata una delle APSP colpite: gli operatori hanno saltato le proprie ferie per l’emergenza che si è creata, hanno saltato i propri riposi e si sono trovati a lavorare su turni di 12 ore. L’emergenza sanitaria che c’era in quel momento richiedeva questi sacrifici e come professionisti non si sono tirati indietro per garantire il più possibile agli anziani un’assistenza dignitosa. Finita l’emergenza, il Direttore ha proposto un recupero ore programmato in autonomia – ferie d’ufficio – innescando un clima negativo che col tempo e con lo stress della seconda ondata sta peggiorando ulteriormente”.

Altro elemento di tensione è rappresentato dal mancato riconoscimento dell’impegno dei dipendenti e i vertici della Fenalt dichiarano: “La Direzione avrebbe potuto dare ai propri operatori il cosiddetto 1% del monte salari che si traduce in circa 300 euro lordi per un tempo pieno. Uno sforzo economico che Fenalt ha chiesto a tutte le APSP e quasi tutte hanno risposto in maniera positiva. La Vannetti ha risposto “picche” senza alcuna motivazione ragionevole. Non solo, la Direzione della Vannetti non ha mai distribuito parte del premio produzione dato dalla Provincia, trattenendo da anni dei soldi che oggi ammontano a circa 100.000 euro; abbiamo chiesto che vengano distribuiti, è da anni che lo chiediamo, come fanno tutte le APSP, ma niente, hanno fatto rientrare questi soldi nel bilancio. Su questo faremo ricorso alla Corte de Conti. Per non parlare del cambio dell’orario di lavoro, senza discuterne con i sindacati, salvo aderire alla nostra richiesta di concertazione ma senza darne seguito. Il personale e’ stanco, demotivato e arrabbiato, risente del clima negativo prodotto dalla Direzione e che non giova alla qualita’ del servizio. La misura è colma: chiediamo le dimissioni del Direttore che non e’ stato in grado di gestire bene questa fase con ripercussioni negative nella gestione interna”.



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