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Rovereto ha ricordato l’architetto Giulio Andreolli

sabato, 10 ottobre 2020

Rovereto – Ricordata al figura di Giulio Andreolli, architetto e uomo di visione, morto lo scorso anno all’età di 68 anni. Il suo nome a Rovereto è legato soprattutto al Mart, coprogettato assieme a Mario Botta. Di quel cantiere aveva seguito ogni passo e risolto ogni problema. Ma sue sono anche molte altre opere a Rovereto. Ultimo, il ripensamento di via Dante come viale. Il vicepresidente della Provincia autonoma di Trento, Mario Tonina, ha reso omaggio alla figura al progettista che ha segnato un’epoca di Rovereto (Trento).

Rovereto - Andreolli - foto PAT“Ci sono uomini che durante la loro vita non si accontentano mai e continuano una incessante azione di costruzione del bene comune, avendo ben presente che vivere nel bello aumenta la qualità della vita”. Rovereto rende omaggio oggi a Giulio Andreolli, straordinario ingegnere e architetto, le cui visioni e progetti hanno segnato un’epoca della Città della Quercia.

Nell’aula magna di Iprase di via Tartarotti, personalità del mondo universitario e dell’architettura, politici, tecnici ed ingegneri hanno ricordato la figura di un professionista fuori dal comune. Tra le testimonianze c’è quella di Mario Tonina, vicepresidente della Provincia autonoma di Trento e interlocutore in più occasioni di Giulio Andreolli: “Nel suo essere ingegnere ed architetto, Giulio si muoveva in una prospettiva interdisciplinare che si traduceva in continue sollecitazioni a migliorare la nostra azione per rendere i nostri spazi di vita, più belli, funzionali e ricchi di significato. Oggi celebriamo la sua figura grazie a un momento di riflessione e di confronto dal quale partire per collocare il suo pensiero in una prospettiva progettuale che guarda al futuro”.

I segni di Giulio Andreolli rimangono in molti luoghi del territorio di Rovereto, così come nella sua amata Città, dove spiccano nell’arredo urbano, nella Chiesa di San Giorgio, nel cimitero di Noriglio e nel Mart, di cui fu sicuramente uno dei protagonisti indiscussi e dei suoi realizzatori.

“Giulio – hanno ricordato i promotori della giornata – aveva anche una inesauribile ferma e determinata volontà di continuare a studiare, crescere professionalmente, di formarsi e di iniziare i più giovani allo sviluppo di una sensibilità ed un rispetto nei confronti della Terra che ci ospita”.

“A titolo personale e come rappresentante della Provincia autonoma – ha esordito il vicepresidente e assessore provinciale all’urbanistica e ambiente, Mario Tonina -, sono mosso da un sentimento di gratitudine nei confronti di Giulio Andreolli, gratitudine per un impegno civile e professionale svolto con autorevolezza, competenza e dedizione al bene comune. Ho avuto modo di apprezzare le qualità dell’ingegnere Andreolli – ha continuato Tonina -, principalmente nel contesto dell’Osservatorio del paesaggio, dove aveva assunto generosamente il compito di coordinatore. In quel contesto di confronto ed elaborazione di strategie sul futuro del nostro territorio, ho potuto apprezzare la forza e la coerenza del pensiero di Andreolli, la sua competenza professionale e la pacata determinazione con la quale sapeva perseguire la sua visione di futuro: una visione orientata alla valorizzazione del territorio e del paesaggio attraverso l’architettura”.

Nel suo essere ingegnere, Andreolli si muoveva in una prospettiva interdisciplinare che si traduceva in continue sollecitazioni a migliorare la nostra azione per rendere i nostri spazi di vita, più belli, funzionali e ricchi di significato. “Alla forza, alla competenza e alla determinazione di Andreolli – ha ricordato Tonina – dobbiamo oltre alle belle architetture e ai tanti progetti di qualità, anche l’ispirazione per una serie di iniziative di carattere normativo e amministrativo che stanno progressivamente lasciando il segno nell’agire dell’Amministrazione provinciale. Tra queste iniziative, l’ultima in ordine di tempo, è l’Atto di indirizzo per la promozione della qualità delle trasformazioni, che in Giunta provinciale abbiamo approvato pochi mesi prima che Andreolli ci lasciasse (11 dicembre 2019, ndr.). Quell’atto è stato l’esito di un’azione partecipata, condivisa tra vari attori sociali. Azione della quale l’ingegnere e architetto Andreolli è stato il determinato ispiratore e promotore”.

I segni progettuali, architettonici che Giulio Andreolli ci ha lasciato sono lì a testimoniare le sue realizzazioni, ma certamente il lascito maggiore è quello intellettuale: dei progetti, degli archivi. È proposito, non solo della Famiglia, il far continuare a vivere i suoi sogni e le sue visioni, arricchendo il patrimonio culturale della nostra comunità.

“Proprio nella prospettiva progettuale che deve caratterizzare anche questo momento di ricordo – ha concluso il vicepresidente Tonina -, posso garantire il mio impegno a far si che il lavoro di Giulio Andreolli continui a dare i suoi frutti anche negli anni a venire, rappresentando uno stimolo a migliorare l’azione dell’amministrazione che rappresento, nella ricerca di quella qualità nella gestione e trasformazione del territorio, che solo la competenza professionale e il senso etico dell’azione pubblica possono assicurare”.



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