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Riva del Garda, furto di tre lettini per disabili alla spiaggia dei Sabbioni

mercoledì, 12 agosto 2020

Riva del Garda – Furto alla spiaggia dei Sabbioni dei tre lettini prendisole per persone con disabilità a Riva del Garda (Trento).

riva lago garda ok gdvI lettini, tre, erano stati acquistati lo scorso anno assieme a due sedie a rotelle modello «Job», galleggianti per accedere e stare in acqua, nell’ambito del progetto “Riva del Garda accogliente per tutti”, affiancato dal progetto di Spiagge Sicure «Diversamente acqua», voluto per facilitare l’accesso al lago e la permanenza sul litorale alle persone con disabilità, agli anziani e alle mamme con carrozzelle o bambini piccoli, per il quale erano state anche modificate appositamente le docce ed era stato ampliato il servizio Spiagge Sicure, con l’assunzione di un operatore dedicato.

Il progetto, apprezzato sia dalle agenzie turistiche locali che a livello nazionale (ad esempio Mondo Mare e Bandiera Lilla), ha avuto rilevanza su tutti i siti internet che pubblicizzano città, territori e spiagge dove è facilitato l’accesso a persone con disabilità. Questo ha determinato quest’anno, con soddisfazione dell’Amministrazione, un aumento delle richieste di utilizzo. Purtroppo una parte delle richieste ora non può essere soddisfatta perché i tre lettini prendisole sono stati rubati; il furto è stato denunciato e le forze dell’ordine stanno esaminando le riprese delle telecamere in spiaggia.

Purtroppo le ditte contattate per acquistare degli altri lettini o sono chiuse, o non hanno riserve di questo materiale specialistico, e quindi a oggi non è stato possibile sostituirli.

“Che dire di fronte a questo inaccettabile e persino impensabile gesto – commenta l’assessora alle politiche sociali Lucia Gatti- che sottrae un supporto e un piacere a chi già si confronta quotidianamente, nel condurre la propria vita, con dei limiti? A chi può essere venuta in mente una cosa simile? In occasione della pandemia, mi ero chiesta quali sarebbero state le ripercussioni sulla nostra idea del vivere assieme nella comunità. Mi ero chiesta se, evidenziando una fragilità dell’ordine sociale, avrebbe portato alla luce il meglio, il peggio o che altro di noi? Avrebbe acuito l’autoreferenzialità, o avremmo imparato a prenderci cura degli altri? Pensiamoci. Ora chiedo: chi se ne è appropriato, può attivarsi per restituirli a chi ne ha bisogno? Alla comunità tutta, di cui fa parte, rimediando a quanto fatto per far emergere il valore di un bene comune”.



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