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Restrizioni “meno rigide” in Trentino, il Governo impugna l’ordinanza. Fugatti: “Prevaricazione sbagliata”

mercoledì, 28 ottobre 2020

Trento – “Non possiamo che prendere atto della decisione del governo, ora spetterà alle autorità competenti stabilire la legittimità o meno del provvedimento. Noi crediamo che la nostra sia un’ordinanza legittima anche perché suffragata da basi solide e scientifiche sotto l’aspetto sanitario perché approvata dalla nostra Azienda sanitaria. Conseguentemente crediamo che questa sia anche un’azione lesiva verso il nostro territorio, nel senso che il Trentino i propri pazienti si li è curato da solo nel periodo difficile della pandemia, siamo stati in grado di uscirne e abbiamo fatto anche delle operazioni innovative nell’ambito sanitario in queste ultime settimane. Quindi, vedere questa prevaricazione crediamo sia sbagliato nei confronti del territorio trentino“. E’ il commento rilasciato all’ANSA del presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, in merito all’annuncio del ministro Francesco Boccia sull’impugnazione dell’ordinanza emessa dal presidente trentino, che ha carattere meno restrittivo rispetto al dpcm del governo.

Cgil Cisl Uil: ora si apre il caos per imprese e lavoratori
Dichiarazioni dei segretari generali di Cgil Cisl Uil, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti: “Il Governo Conte ha deciso di impugnare l’ultima ordinanza con cui la Provincia derogava ad alcune misure per contrastare l’emergenza sanitaria. Per evitare questo clamoroso autogol sarebbe bastato che il presidente Fugatti copiasse il testo del collega Kompatscher, invece per fare il primo della classe è finito dietro la lavagna. E la cosa più grave è che saranno le imprese e i lavoratori a pagare le conseguenze di questa situazione di totale indeterminatezza. Imprese e lavoratori già pesantemente provati dalla crisi, dalla chiusura totale della primavera scorsa e dalle prospettive incerte del prossimo futuro. Intanto ieri un consigliere provinciale della Lega-Salvini definiva i sindacati trentini “parassiti” e additava i politici romani come “incompetenti”. Oggi i fatti sembrano descrivere tutt’altra realtà: non volevamo certo fare da Cassandra, ma in attesa di vedere se l’impugnazione verrà confermata quel che è certo è che questa vicenda dimostra purtroppo la totale inadeguatezza di chi ha la guida della nostra Provincia in questa fase di grave emergenza che richiederebbe equilibrio, coraggio e massima attenzione“.



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