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Metalmeccanici trentini, vertenza Sicor: la voce dei sindacati

venerdì, 4 settembre 2020

Rovereto – Le Segreterie provinciali di Fiom, Fim e Uilm sono tornate, peraltro dopo anni di rapporti difficili, a riunirsi per affrontare unitariamente i rischi che possono derivare dalla gravissima situazione determinatasi alla Sicor di Rovereto.

Unanime e risoluta la condanna al comportamento dell’azienda “per la disdetta alla contrattazione di secondo livello, avvenuta peraltro in una azienda solida e robusta, con un bilancio da anni in forte attivo. Intollerabile e illegittima, secondo i metalmeccanici, la scelta dell’azienda di cancellare progressivamente la quota mensile del salario aziendale, erodendolo con gli aumenti del Contratto Nazionale”.

La solidarietà spontanea giunta alle maestranze della Sicor da parte di tutto il mondo del lavoro, di ogni settore, con una mobilitazione senza precedenti partita dal basso, con scioperi spontanei e collette, riflette la preoccupazione unanime che “il comportamento della Sicor – si legge nella nota congiunta -, se non immediatamente e risolutamente fermato, possa contagiare tutto il territorio.

In Trentino si è negli anni consolidato un modello di relazioni sindacali improntato al dialogo ed alla responsabilità, col quale si sono affrontate situazioni anche molto dolorose durante gli anni della crisi, mantenendo una sostanziale pace sociale. Un modello – i cui tre soggetti sono le rappresentanze dei lavoratori, le associazioni imprenditoriali e la Provincia – fondato sulla comune condivisione di un dovere civico di responsabilità verso il territorio e che ha consentito di sperimentare soluzioni innovative, sia sul versante del sostegno alle imprese, sia su quello della protezione dei lavoratori e delle loro famiglie.

E’ inammissibile, per i metalmeccanici, che aziende che operano in Trentino beneficiando di questo modello e, direttamente o indirettamente, delle risorse dell’Autonomia, disertino persino gli inviti al confronto promossi dalle istituzioni democratiche, trattando la nostra provincia e chi ci lavora e ci vive senza alcun rispetto, come un territorio buono soltanto da depredare.

Secondo le Segreterie provinciali dei metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil, le titubanze della Provincia e i silenzi di Confindustria sul caso Sicor rischiano di essere un segnale del fatto che si voglia colpire e smantellare il modello trentino di relazioni industriali, che si fonda sull’esercizio delle competenze dell’autonomia speciale.

I metalmeccanici trentini questo modello, che per ragioni anche storiche e culturali si ispira al mondo tedesco, vogliono invece difenderlo ed anzi potenziarlo. Per questo motivo Fiom, Fim e Uilm chiedono con urgenza l’apertura di un tavolo di confronto con la Provincia Autonoma di Trento e l’Associazione degli Industriali.

Vista la mobilitazione trasversale di queste settimane, che ha coinvolto pressoché tutte le Categorie e persino i pensionati, le rispettive Confederazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil interverranno ovviamente su quanto di loro competenza.

Qualora l’appello dei sindacati metalmeccanici non venisse raccolto, se i soggetti del territorio non si assumeranno le proprie responsabilità per spingere la Sicor a riaprire il confronto, i rappresentanti delle tute blu dichiarano sin d’ora che si riservano di mobilitare l’intera categoria, non escludendo il ricorso allo sciopero generale”.



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