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Interrogazione del consigliere provinciale Filippo Degasperi sulla Cardiologia a Rovereto

martedì, 3 novembre 2020

Rovereto – Il consigliere provinciale di Onda Civica, Filippo Degasperi (nella foto), ha presentato un’interrogazione al presidente dell’assemblea provinciale, Walter Kaswalder, su: “Rovereto senza un’unità operativa di Cardiologia?“.

Filippo Degasperi - Onda Civica“La pandemia da Covid-19 sta progressivamente occupando tutti i posti letto negli ospedali italiani e il Trentino non ne è escluso - si legge nell’interrogazione del consigliere provinciale Degasperi -. Particolare attenzione richiama il caso del reparto di Cardiologia di Rovereto. Con una mail datata 20 ottobre, a firma del Direttore del Servizio ospedaliero Provinciale, dottor Giovanni Maria Guarrera, indirizzata a una cinquantina di destinatari (in buona parte Direttori di Unità Operativa) veniva stabilita la «riorganizzazione» degli ospedali di Rovereto, Arco e Trento. In particolare, al primo punto della mail di cui sopra, si legge: «di seguito sono indicate le iniziative che dovranno essere adottate dalle diverse unità operative: sospensione della attività di degenza ordinaria della Unità Operativa di Cardiologia di Rovereto per reimpiego del personale infermieristico presso la U.O. di Medicina; mantenimento di tutte le altre funzioni della U.O. di Cardiologia in stretta collaborazione con la U.O. di Cardiologia di Trento”.

“Ora – prosegue Degasperi – su sette ospedali presenti in Trentino, la Unità Operativa di Cardiologia di Rovereto è l’unica esistente oltre a quella centrale di Trento. Anche a Rovereto, come a Trento, si effettuano interventi al cuore sia nell’ambito della Emodinamica (angioplastiche coronariche) che in quello della Elettrofisiologia (impianti di pacemaker, ablazioni, impianti di defibrillatori)”.

CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO
Considerando che le malattie cardiovascolari e, in particolare, l’infarto miocardico acuto, se non trattate tempestivamente e secondo Linee Guida, portano a morte un cospicuo numero di pazienti, l’Unità Operativa di Cardiologia di Rovereto, allo stesso modo di quella di Trento, assicurando determinate procedure, salva la vita delle persone.

Non possiamo agire come se la malattia da coronavirus eliminasse tutte le altre preesistenti, perché così facendo potremmo mettere a rischio la salute dei nostri cittadini non garantendo loro i giusti servizi per le cure.

In particolare poi, non si possono assolutamente mettere da parte malattie come quelle cardiovascolari che sono la prima causa di morte nel mondo occidentale, seguite al secondo posto da quelle tumorali.

Tutto ciò premesso,
il Consiglio della Provincia Autonoma di Trento impegna la Giunta provinciale 1. se l’Assessore alla salute, il Direttore Generale FF e il Direttore Sanitario di APSS siano al corrente della situazione di cui sopra, e cioè che il Direttore del SOP abbia individuato la
Unità Operativa di Cardiologia come la prima nella lista da chiudere o ridurre in operatività al fine di utilizzare alcuni infermieri in Medicina. In caso affermativo, quale sia la delibera adottata da APSS o l’ atto formale con cui è stata decisa tale riconversione ospedaliera;
2. se l’assetto organizzativo deciso possa dare garanzie di cure cardiologiche ai pazienti del medio e basso Trentino, visto che, ad oggi, la U.O. di Cardiologia di Rovereto risulta essere rimasta con solo 8 posti complessivi (non più 16), di cui 4 da utilizzarsi per pazienti “elettivi”, cioè per ricoveri programmati ed altrettanti per fronteggiare tutte le emergenze/urgenze cardiologiche del medio e basso Trentino;
3. se l’Assessore alla salute e il Presidente della Provincia abbiano pensato su chi ricadrà l’eventuale responsabilità se, visto il dimezzamento dei posti letto della Cardiologia di Rovereto e che la Cardiologia di Trento è sempre sovraffollata di pazienti o paziente cardiopatico dovesse morire per problemi cardiaci acuti per il fatto di non avere trovato disponibilità di posti letto in nessuna delle due UU.OO. di Cardiologia del Trentino;
4. su chi ricadrà la colpa se aumenterà, in Trentino, la mortalità per patologie cardiovascolari, come più studi scientifici hanno dimostrato essere già accaduto la primavera scorsa durante il lockdown, visti pure i reiterati appelli sulla stampa fatti ai cardiopatici anche del Direttore di U.O. di Cardiologia di Trento, ad accedere agli ospedali per farsi curare le patologie cardiologiche;
5. se non sarebbe stato più prudente ridurre l’attività non urgente e ricorrere al prelievo del personale da UU.OO. che risultano aver minor impatto in termini epidemiologici di patologie acute rispetto a quelle cardiologiche.
A norma di regolamento si richiede risposta scritta“, consigliere provinciale Filippo Degasperi.



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