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Il premier Renzi in Trentino Alto Adige incontra i presidenti Kompatscher e Rossi e lancia il cantiere riforma dell’autonomia

martedì, 5 maggio 2015

Bolzano – E’ iniziato da Bolzano il viaggio del premier Matteo Renzi, accompagnato dai presidenti di Alto Adige e Trentino Arno Kompatscher e Ugo Rossi, il viaggio in Trentino Alto Adige. Oggi a Bolzano concordato il calendario che prevede di approvare entro il 2015 le norme di attuazione in attesa, istituire specifici tavoli su nuove deleghe e un metodo di lavoro per aggiornare lo Statuto.  Poi in Val di Non per completare la visita alla Regione trentina e mandando messaggi per le riforme.

IL MESSAGGIO DEL PREMIER RENZIRenzi

“Vogliamo valorizzare l’autonomia e l’identità, non togliendo nulla alle specificità ma impegnandoci invece a verificare possibili deleghe in più nel percorso delle riforme. E a farlo in una cornice di lavoro condivisa”: è quando ha ribadito il premier Matteo Renzi al suo arrivo all’aeroporto di Bolzano, dove ha incontrato il presidente della Provincia Arno Kompatscher e il collega trentino Ugo Rossi.

Nel colloquio i due Presidenti hanno confermato che le autonomie speciali non sono estranee al cammino delle riforme e intendono continuare a garantire il loro contributo. Con il premier hanno pertanto approfondito le prossime tappe di aggiornamento dell’autonomia e concordato un cronoprogramma che prevede entro il 2015 l’approvazione delle norme di attuazione riguardanti le deleghe di funzioni sull’attività amministrativa e organizzativa di supporto agli uffici giudiziari, sulle funzioni amministrative del TAR di Bolzano e quelle del Parco nazionale dello Stelvio. Il memorandum prevede inoltre l’approvazione delle norme di attuazione relative al ripristino delle competenze provinciali in alcuni settori: le attività commerciali, gli standard urbanistici (in particolare di distanze minime tra i fabbricati), gli appalti, le fasce di rispetto stradali, l’ordinamento e il lavoro del personale proprio e di quello degli enti dipendenti. Accordo trovato anche sull’approvazione entro il 2015 delle norme di attuazione sulle modifiche all’uso della lingua in uffici giudiziari e amministrazioni, sul nuovo ordinamento finanziario di Regione e Province autonome, sulla toponomastica con il recepimento dell’accordo Delrio-Durnwalder, sulla delega di funzioni per l´attività amministrativa e organizzativa di supporto alle commissioni tributarie e per l´attività delle agenzie fiscali.

Il percorso condiviso Governo-autonomie prevede inoltre la costituzione di tavoli di confronto Stato-Province di Bolzano e Trento in tema di attività venatoria, scuola e formazione degli insegnanti. “Come ha detto espressamente il premier, per le autonomie speciali non si parla di diminuzione di competenze, perché non si torna indietro, bensì di salvaguardare le attuali e valutare un loro ampliamento”, ha osservato Kompatscher. “Abbiamo concordato un metodo lavoro per arrivare all’aggiornamento dello statuto, in linea con il percorso di riforma costituzionale che garantisca il principio pattizio, vale a dire l’intesa. Rispetto a questo rinnovato impegno ci sarà da lavorare, in sintonia, con le delegazioni parlamentari e la commissione dei 12″, hanno sottolineato Kompatscher e Rossi. Quello di oggi con Renzi a Bolzano “è stato un incontro positivo e preparato da mesi grazie anche al lavoro dei nostri parlamentari a Roma, a cominciare dal senatore Zeller, e del sottosegretario Bressa”, ha concluso Kompatscher.

FORMAZIONE DUALE MODELLO PER L’ITALIA

“La formazione duale della Provincia di Bolzano, caratterizzata dall’alternanza scuola-lavoro, è il modello che vogliamo esportare nel resto d’Italia”. Con queste parole il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha concluso la sua visita all’interno della Stahlbau Pichler di Bolzano, dove era accompagnato dal presidente Arno Kompatscher e dalla Giunta provinciale.

Formazione duale, modello da esportare: Matteo Renzi fra Walter Pichler, Arno Kompatscher e Ugo Rossi (nella foto). Dopo la sosta all’aeroporto del capoluogo, dove ha incontrato i due governatori Arno Kompatscher e Ugo Rossi, il premier Matteo Renzi è stato accompagnato anche dalla Giunta provinciale altoatesina all’interno della Stahlbau Pichler, azienda della zona industriale in forte espansione. “Dobbiamo essere orgogliosi di una realtà come questa – ha spiegato Renzi – capace di andare a prendersi il futuro senza aspettarlo e in grado di cogliere le opportunità offerte da Expo”. Ben 9 padiglioni dell’esposizione mondiale milanese, tra cui quello dell’Italia, sono infatti stati costruiti dall’impresa bolzanina che realizza strutture in acciaio, vetro e metallo.

Ma il messaggio che Renzi e Kompatscher hanno voluto lanciare dai capannoni della Stahlbau Pichler è stato soprattutto un altro, e ha riguardato principalmente le generazioni future. “La nostra Provincia ha il tasso di disoccupazione giovanile più basso d’Italia – ha sottolineato il presidente altoatesino – e una buona parte del merito di ciò è da addebitare al sistema della formazione duale capace di combinare l’apprendistato in azienda ad un solido percorso formativo. L’alternanza scuola-lavoro consente ai ragazzi di mettersi concretamente alla prova e permette di unire il sapere al fare: si tratta di un’eccellenza altoatesina che ha contribuito a costruire una società caratterizzata dal benessere”.

“Siamo qua per copiare l’Alto Adige – ha aggiunto il premier Matteo Renzi – e per esportare il vostro modello della formazione professionale anche nel resto d’Italia. Ovunque vi sia un sistema duale, come in Austria, Germania o Svizzera, il tasso di disoccupazione giovanile è nettamente più basso rispetto al resto dei paesi europei, e il fatto che la percentuale dei ragazzi altoatesini senza lavoro sia circa un quarto della media nazionale conferma questa teoria. Più apprendistato significa meno disoccupazione e meno dispersione scolastica: non vogliamo cancellare le istituzioni classiche, ma intendiamo integrarle con un sistema capace di rafforzare l’istruzione di qualità con la concretezza della formazione in azienda”.

A nome della Giunta provinciale, inoltre, il presidente Arno Kompatscher ha consegnato al Presidente del Consiglio un documento nel quale si propone di aggiornare alcuni passaggi del testo unico sull’apprendistato in corso di elaborazione da parte di Governo e Parlamento. Tra le richieste spiccano un’applicazione meno restrittiva delle normative europee sul lavoro minorile (come già attuato in Austria e Germania), nonchè il collegamento all’apprendistato dell’esame di Stato che porta all’ottenimento di un vero e proprio diploma professionale.

IN VAL DI NON
“Trovo sia un luogo straordinario, anche per l’idea che si possa recuperare il 50% di energia elettrica grazie ad un diverso modo di conservazione delle mele, mettendo insieme anche un settore così importante come il data center, che sappiamo quanto sia fondamentale per il futuro”. Queste le parole pronunciate dal presidente del Consiglio Matteo Renzi che nella prima delle sue tappe oggi in Trentino ha visitato le Gallerie Tassullo a Mollaro in Val di Non, dove ha potuto vedere in azione il primo impianto al mondo per la conservazione delle mele in atmosfera controllata, realizzato all’interno di una montagna. “Se tutti i cittadini mettono il loro impegno, la fantasia e la tenacia, come ho visto qui in Val di Non, l’Italia riparte – ha detto ancora Renzi che è stato accolto dal presidente della provincia autonoma di Trento Ugo Rossi e dal Vicepresidente, oltre che dai presidenti del Consiglio provinciale e del Consiglio regionale e dagli assessori provinciali alle infrastrutture e ambiente, al turismo, alla coesione territoriale e allo sport e cultura.

Renzi, munito di giubbotto e caschetto, ha visitato gli spazi di stoccaggio delle mele, posizionati sotto la montagna, mentre il presidente Ugo Rossi gli ha riferito della realizzazione di un enorme data center sotterraneo, che raggrupperà tutti i computer per archiviazione dei vari enti pubblici trentini, regalandogli poi due simboli: una mela e un pezzo di fibra ottica. “Un gesto simbolico molto bello – ha detto Renzi – in un momento in cui l’Italia riparte con l’Expo e non solo”.

Sostenibilità alimentare e ambientale, pilastro centrale di Expo 2015, e Agenda digitale, per portare il web ovunque in Italia e farne un “motore” dello sviluppo economico e sociale: questi due temi, di assoluta rilevanza sul piano nazionale ma anche internazionale, si trovano curiosamente coniugati in Trentino, per la precisione in valle di Non, nelle miniere create dal lavoro di scavo della Tassullo spa, un’azienda specializzata nella produzione di materiali per l’edilizia. Nelle gallerie sotterranee infatti, in collaborazione con il Consorzio Melinda è in corso da un lato un progetto unico a livello mondiale, che riguarda lo stoccaggio delle mele prodotte in valle, una delle principali ricchezze del Trentino; dall’altro la realizzazione di un enorme data center sotterraneo, in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento, che raggrupperà tutti i computer per archiviazione dati dei vari enti pubblici provinciali, ma che una volta ultimato, ha l’ambizione di aprirsi ai privati e diventare anche uno dei maggiori centri informatici d’Europa. Obiettivi comuni dei due progetti: efficienza, risparmio energetico, risparmio di territorio. E’ proprio il carattere innovativo di queste proposte che ha spinto oggi il premier Matteo Renzi a visitare gli spazi ipogei della Tassullo, nell’ambito della sua giornata trascorsa in Trentino-Alto Adige.

L’impianto per la conservazione delle mele in ambiente ipogeo è attivo da ottobre 2014. E’ il primo impianto al mondo per la conservazione delle mele in atmosfera controllata, realizzato all’interno di una montagna. Si trova a 275 m sotto la sommità della montagna al cui interno si sviluppa ed a 800 m di profondità dall’ingresso, all’interno di un giacimento di dolomia, una roccia sedimentaria che si è formata nel Giurassico, tra i 190 e i 130 milioni di anni fa, quando la Val di Non era caratterizzata da scogliere marine. Il progetto per la realizzazione e lo sviluppo dell’impianto ipogeo nasce per iniziativa di 13 cooperative di Consorzio Melinda ed il primo lotto, realizzato come impianto pilota, ha la capacità di contenere e conservare in atmosfera controllata 9.870 tonnellate di mele. L’assenza di materiali isolanti artificiali, l’eliminazione del consumo di acqua per il raffreddamento e l’eliminazione dell’inquinamento acustico, riducono in maniera significativa l’impronta ambientale dell’attività di frigoconservazione. La valorizzazione delle eccellenti qualità della dolomia come isolante naturale hanno consentito di evitare l’impiego di 850 tonnellate di isolante plastico riducendo in maniera significativa l’impronta ambientale dell’impianto. Nella costruzione delle strutture di stoccaggio tradizionali, per ogni 10 tonnellate di mele conservate, si utilizzano 1,9 metri cubi di materiale isolante plastico, la cui composizione chimica comporta significativi costi economici ed ambientali per lo smaltimento a fine vita. L’impianto ipogeo, grazie alle qualità coibentanti della roccia dolomitica asciutta, permette di conservare la frutta senza impiegare isolanti di sintesi.

Questo aspetto porta ad un vantaggio ambientale considerevole, se si pensa che i pannelli isolanti tradizionali hanno una vita limitata e necessitano quindi di essere periodicamente sostituiti e smaltiti in discariche per rifiuti speciali, con conseguenti costi ambientali. Il nuovo impianto ipogeo di Melinda consente notevoli risparmi energetici rispetto ai magazzini tradizionali. Grazie alle proprietà termiche della roccia funziona con potenze frigorifere installate ridotte e impiega quantità di energia di gran lunga inferiori rispetto ai sistemi convenzionali, con un importante risparmio nella gestione. Si calcola che il consumo di energia elettrica sia inferiore del 60-70% rispetto alla soluzione fuori terra.

Il progetto del data center sotterraneo è nato nel 2012. Come le mele, anche i computer che archiviano dati necessitano infatti di molta energia per il loro raffreddamento. Da qui l’idea di creare in sotterraneo un centro-dati che sfrutti le particolari condizioni climatiche della galleria di Rio Maggiore, dove la Tassullo estrae la Dolomia. Il risparmio atteso, in termini di consumi energetici, rispetto al posizionamento dei data base in qualunque altro ambiente di superficie, è di circa il 70% (la potenza totale installata sarà di 10 MW). Ma ad essere ridotti, utilizzando un ambiente ipogeo, sono anche i costi di costruzione (da un – 10 a un – 30%) e quello di manutenzione (- 80% rispetto ad un impianto sopra terra). Infine, anche qui come per lo stoccaggio delle mele, abbiamo un risparmio di territorio, con i conseguenti vantaggi sul piano paesagistico: in pratica, anziché costruire capannoni dove sistemare i data centre, essi saranno “nascosti” nel sottosuolo, in condizioni ideali, per una estensione calcolata in circa 20.000 metri quadrati. La sicurezza dati sarà a livello tier 4, il massimo: non a caso i responsabili della Dct, società costituita per la realizzazione del progetto, sono andati a visitare i (pochi) altri esempi del genere in Europa, e fra questi il data centre di Wikileaks a Stoccolma.

Una volta ultimato, il data center – collegato tramite la fibra ottica (già presente in Trentino) con la principale dorsale europea, Milano-Monaco-Francoforte – sarà aperto alle principali aziende mondiali del settore che volessero sfruttare i vantaggi dell’ipogeo, realizzando uno dei maggiori centri informatici d’Europa. L’opera costerà 50 milioni di euro e sarà realizzata in project financing; lo realizzeranno i privati, l’ente pubblico pagherà un canone di affitto per la parte utilizzata (si stima il 10% della potenza totale del sistema installato nel data center).


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