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I messaggi del 5° meeting dei Distretti Famiglia a San Michele all’Adige

giovedì, 26 settembre 2019

San Michele all’Adige – Ruolo del manager territoriale, innovazione sociale e promozione delle reti territoriali orientate al benessere familiare. Sono questi i temi al centro del 5° meeting dei Distretti Famiglia tenutosi oggi a San Michele all’Adige presso la Fondazione Mach. Una rete quella dei Distretti Famiglia, cresciuta nel tempo e diventata esempio di buone pratiche replicato in altre regioni italiane che hanno mutuato il modello trentino.

meeAl Meeting è intervenuto l’assessore provinciale alla salute e alle politiche sociali Stefania Segnana che ha evidenziato come la famiglia sia al centro dell’agenda del governo provinciale: “Considerati i numeri che gravitano attorno ai Distretti famiglia, risulta evidente l’importanza della famiglia nelle strategie di sviluppo sociale al quale siamo chiamati come amministratori del territorio. Un territorio attento alle dinamiche demografiche, oggetto di specifici interventi normativi finalizzati a dare risposte concrete al fine di evitare lo spopolamento, la denatalità. Siamo convinti che investire sulla famiglia significa investire nel futuro. La presenza di operatori volontari e di organizzazioni private accumunate dall’interesse verso la famiglia, specialmente quella con figli, rappresenta una risposta chiara alle esigenze di tutela e di promozione di questo importante istituto sul quale si regge la vitalità di una comunità. Solo attraverso un lavoro sinergico e condiviso con tutti gli attori di sistema è possibile guardare al futuro con rinnovata fiducia”.

L’incontro di oggi ha visto la partecipazione delle organizzazioni e delle amministrazioni locali della Comunità Rotaliana che si occupano del coordinamento di iniziative, progetti e temi afferenti il benessere familiare a tutto tondo. I distretti oggi attivi sul territorio provinciale sono 19, suddivisi in 3 categorie: territoriali, tematici e Family Audit. Istituiti nel 2011, i Distretti rappresentano la sintesi di una rete articolata di soggetti pubblici e privati di natura diversa (profit e no-profit) impegnati nella diffusione di una cultura generante benessere sociale ed economico a partire dalla famiglia.

In apertura del convegno, a fare gli onori di casa insieme al dirigente dell’Agenzia della Famiglia Luciano Malfer, sono stati il sindaco Clelia Sandri, il presidente della Comunità di Valle Konigsberg Gianluca Tait, il presidente di FEM Andrea Segrè, la vicepresidente e coordinatrice istituzionale del Distretto della Famiglia Gabriele Pedroni, che hanno avuto modo di presentare le realtà del territorio che si adoperano nella promozione di politiche “family oriented”.

Luciano Malfer nel suo intervento di sintesi si è riferito ai Distretti Famiglia come ad una vera e propria “infrastruttura sociale” con la quale si “promuove lo sviluppo della comunità”. Particolarmente accorato l’intervento di Tiziana Corti, referente del progetto Family della Puglia, che ha presentato il marchio “Puglia love’s family” ideato all’indomani della visita conoscitiva in Trentino: “Non siamo ancora ai vostri livelli ma il nostro impegno è costante e va in questa direzione, tenendo sempre presente la vostra esperienza di apripista”. Il ricercatore Maurizio Busacca ha quindi parlato delle figure e dei processi di innovazione sociale, con particolare riferimento al ruolo del manager territoriale, “la figura che fa da coordinatore e promotore di collaborazioni con soggetti con sistemi di valori e interessi differenti”.

In conclusione Alberto Frisanco, coordinatore istituzionale del Distretto dell’Alta Valsugana e Bernstol, ha lanciato il 6° meeting del 2020 che sarà ospitato proprio in Valsugana raccogliendo il testimone ideale dalla comunità Rotaliana.



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