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Gli effetti del coronavirus sull’imprenditoria giovanile trentina: modello di business cambiato, ma servono aiuti concreti

giovedì, 21 maggio 2020

Trento – Con l’avvento della pandemia da Covid-19 il Gruppo dei Giovani Imprenditori ha pensato di sfruttare lo strumento del questionario con lo scopo di elaborare una ricerca finalizzata a comprendere gli effetti della pandemia sulle Giovani Imprese del territorio provinciale sfruttando un campione statisticamente significativo che sussumesse sotto di sé le attività dirette da giovani imprenditori under 42 nelle tre aree di interesse del terziario nelle aree Commercio, Turismo e Attività di Servizio. gitArticolando il testo in tre momenti (Percezione ed incidenza della crisi sulle imprese, manifestazione di proposte per l’associazione di categoria e risvolti della crisi per l’attività della giovane imprenditoria) il Gruppo Giovani ambisce a presentare dei risultati che abbiano una valenza scientifica, ma anche politica poiché lo studio dell’effetto del fenomeno Covid-19 sulle imprese ha permesso di aggregare oltre ai dati statici anche le proposte concrete che rappresentano il punto di partenza della fase di ricostruzione, considerati gli effetti e l’impatto devastante che la crisi ha avuto sulle imprese in generale, ma in particolare su quelle giovanili dove spesso manca la capitalizzazione data da un’attività storica dell’impresa.

I dati fanno emergere chiaramente che la quasi totalità delle aziende è stata colpita (87,3%) con un forza che è stata considerata dalla quasi totalità delle imprese (93,4%) maggiore di quella della crisi del 2008. Quasi tre operatori su quattro (71,6%) hanno attivato programmi alternativi di lavoro per sé ed i dipendenti.

Per quanto attiene i bonus edi sussidi statali, poco più della metà degli intervistati (57,6%) è riuscito ad avvalersene a fronte di cali di fatturato in tre fasce omogenee hanno eroso dal 25% alla totalità del fatturato ordinario rilevato negli anni passati. A fronte di questo impatto violentissimo della crisi determinata dal Covid-19, quasi la metà delle imprese ha la percezione di non riuscire (46,7%) ad assorbire e superare il colpo. Ben il 90,2% dei giovani imprenditori ritieni che gli sforzi istituzionali non siano stati sufficienti per rispondere alla crisi. I Giovani imprenditori si sono sentiti dimenticati dalle istituzione governative dalle quali si aspettano Contributi statali a fondo perduto e drastica riduzione della pressione fiscali quali soluzioni per poter superare il difficile momento.

Oltre il 70% delle giovani imprese ritiene infatti importante il ruolo ed il supporto della rappresentanza sindacale che nel corso dell’emergenza ha costantemente fornito informazione, aggiornamento e rappresentanza istituzionale nell’elaborazione di protocolli d’intesa e di tavoli di lavoro. I campi di azione per il superamento della crisi sono molteplici e spesso complessi nell’attuazione, ma informazione, rappresentanza e mediazione creditizia emergono chiaramente come i perni dell’attività sindacale ad ampio spettro.

I Giovani imprenditori, in ogni caso hanno rapidamente analizzato, elaborato e affrontato il momento di crisi cercando di intravedere eventuali opportunità di business per l’immediato futuro del periodo post-crisi. Tra gli effetti positivi della razionalizzazione il 40,5% dei giovani imprenditori ha rivalutato (ovviamente dove possibile in virtù anche del tipo di attività) i processi aziendali, infatti il 70,2% degli intervistati ritiene che alcune attività inizialmente non contemplate (come per esempio il delivery od il contatto diretto con il cliente), possano continuare a funzionare anche dopo il termine del periodo di crisi. Il recupero dalla crisi determinata dal Covid-19viene stimato da oltre la metà degli operatori (55%) recuperabile entro uno o due esercizi.

Rivolgendosi all’associazione di categoria le richieste di servizi e di attività vengono orientate sulla ristrutturazione aziendale e nella richiesta di soluzioni creditizie, poiché è innegabile l’evidenza che questa crisi planetaria abbia di fatto messo gli imprenditori di percepire la situazione generale, non i termini di perdita relativa, ma di effettiva ripartenza da zero o quasi. Per quanto attiene alle eventuali impatto della crisi sui consumi la percezione è equamente suddivisa in un panorama che equilibra diminuzione dei consumo con la ricerca di offerte on-line, mentre solo il 20 % circa degli operatori ritiene che ci possano essere aumenti o stabilizzazione dei consumi nei canali tradizionali del consumo al dettaglio.

Sono dati importanti – commenta il presidente di Confcommercio Giovani Trentino, Paolo Zanolli - perché ci fanno capire come la nostra generazione imprenditoriale sta affrontando la seconda crisi mondiale (dopo quella finanziaria) da quando abbiamo intrapreso la nostra attività d’impresa. Dai dati emerge come la reazione alla crisi sia stata immediata attivando nuovi servizi o cambiando modello di business, che rimarranno anche a emergenza finita. Inoltre c’è la consapevolezza che possono emergere nuove opportunità che un imprenditore giovane potrà sfruttare innovandosi. Sarà fondamentale però avere aiuti concreti, come liquidità a fondo perduto, incentivi per la ripartenza, sgravi fiscali e burocrazia snella. Sicuramente il lavoro online e gli strumenti web, se supportati da infrastrutture adeguate e formazione digitale permetterà alla nostra generazione di implementare il proprio business e rimettersi in piedi. Continueremo a creare lavoro e a mantenere posti di occupazione ma anche lo Stato dovrà fare la sua parte mettendoci in condizione di lavorare e non caricandoci di burocrazia e costi ulteriori”.



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