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Cambiare mestiere? Ira dei ristoratori trentini sul viceministro M5S Castelli

lunedì, 20 luglio 2020

Trento – Anche il Trentino reagisce partecipando alla bufera sulla rappresentante del Movimento 5 Stelle, Laura Castelli, dopo le parole dello stesso viceministro che ipotizzava un cambio di lavoro come soluzione per ‘dribblare’ la crisi in atto da parte dei ristoratori che continuano a soffrire mancanza di risarcimenti per la chiusura imposta dalle istituzioni e per la mancanza di clienti generata dalle regole ancora in atto (non si sa ancora fino a quando) in Italia.

Marco Fontanari 1Se non fosse una rappresentante delle Istituzioni non meriterebbe nemmeno una replica. Ma per il rispetto che nutriamo per la carica di Viceministro (all’Economia e alle Finanze, ndr.), ci sentiamo in dovere di rispondere alle dichiarazioni dell’on. Laura Castelli rilasciate in un’intervista televisiva“, il commento del presidente dell’Associazione ristoratori del Trentino Marco Fontanari, unendosi al disagio di molti, in tutta Italia, tra operatori e associazioni.

“Non ci risulta che l’on. Castelli abbia maturato un’esperienza imprenditoriale, al di là di quanto imparato sui banchi di scuola, per fare certe dichiarazioni, quindi se non ricoprisse l’incarico di Viceministro non sarebbe nemmeno il caso di replicare. Ma, con massimo rispetto delle istituzioni, crediamo che prima di fare certe affermazioni – lei che ha importanti compiti di governo – crei occasioni per le imprese, affinché possano operare sul mercato con giusta burocrazia, giusta fiscalità e giusta tutela. Questo non è il momento per fare certe considerazioni visto che il settore della ristorazione, del quale molti si riempiono la bocca quando rappresentano l’Italia all’Estero, è stato uno dei settori più colpiti, se non il più colpito, dall’emergenza coronavirus”.

“Non accettiamo certi commenti: sono poco rispettosi di chi lavora, di chi crea occupazione, di chi nonostante ogni difficoltà si impegna e apre la propria attività ogni giorno, anche in un contesto così arduo come il presente. Porti rispetto a chi ha dovuto ricorrere ancora al debito per superare questa crisi, e non sicuramente agli aiuti di stato che non sono stati così soddisfacenti né ad arginare né a superare la crisi. Siamo una categoria divisa in tante piccole aziende ma che insieme creano migliaia di posti di lavoro e costituiscono la spina dorsale della nostra economia, assieme alle altre piccole e medie imprese. Pensi piuttosto, anziché lanciarsi in dichiarazioni infelici, a dare copertura con gli ammortizzatori sociali a quei lavoratori che ad oggi non possono rientrare in azienda”.



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