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239 scienziati scrivono all’Oms: “Covid nell’aria più di quanto si pensava”

lunedì, 6 luglio 2020

Brescia – Dopo vari elementi divisivi quali mascherine, grado di pericolosità del virus, sua eventuale mutazione, sua eventuale natura ‘artificiale’, contagiosità degli asintomatici, un nuovo fronte potrebbe aprirsi in coloro che si definiscono ‘esperti’ in tema di coronavirus, molto ascoltati dalle istituzioni nel prendere decisioni che stanno continuando a limitare le libertà dei singoli individui e continueranno a farlo non si sa fino a quando, visto che l’arrivo di un ipotetico vaccino potrebbe non esserci mai.

Ora la nuova frontiera è quella del distanziamento sociale: la trasmissibilità aerobica della malattia sarebbe maggiore di quanto pensato fino ad oggi stando a quanto scritto all’OMS da un gruppo di 239 scienziati di 32 Paesi. Una lettera che potrebbe avere un impatto sulle misure che saranno istituite nel futuro prossimo: se confermato, lo studio infatti porterebbe a una maggior attenzione da attuare anche in situazioni che apparirebbero al momento ‘sotto-controllo’, considerando un distanziamento sociale che imporrebbe distanze ben superiori agli attuali 1.5/2 metri e aumenterebbe il rischio di contagiosità in luoghi chiusi o in cui è difficile avere ricircolo costante dell’aria.

Fino ad oggi l’Oms aveva ribadito a più riprese che il virus non è generalmente aerobico, sostenendo al contrario che il Covid-19 non si trasmette per via aerea fuori da certe condizioni estreme. Così però potrebbe non essere…



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