-

Sfollato da Stadolina, Mottinelli racconta l'emergenza e fa un appello

"Dobbiamo cambiare atteggiamento, non esiste turismo e cittadinanza nelle nostre comunità in montagna, senza la sicurezza"

VIONE (Brescia) - Una testimonianza sull'emergenza di questi giorni a Vione arriva da Pier Luigi Mottinelli, esponente di spicco delle politica camuna, bresciana e lombarda. L'altroieri, con l'ingrossare del Vallaro, Pier Luigi Mottinelli e la sua famiglia, come i residenti di Stadolina bassa, sono stati sflollati.

"Il 20 e 21 agosto 2026 rimarranno nella mia memoria - scrive Pier Luigi Mottinelli (nella foto) -. Toccare con mano quanto i cambiamenti climatici siano molto più vicini a noi di quello che si narra, di come possono modificare i nostri comportamenti, le nostre abitudini, di come si possa essere messi repentinamente in pericolo, per la nostra incolumità e per le nostre abitazioni. Essere sfollato, in poche ore, dovere cercare ricovero in una struttura alberghiera, in pieno agosto. in Alta Valle Camonica . Situazioni di preoccupazione e disagio che condividiamo con tanti nuclei familiari di Stadolina e Rino di Sonico. Convivere con la preoccupazione per le nostre abitazioni, attendendo che spiova. Tutte sensazioni di grave disagio che non avevo mai provato, che ti fanno pensare a come viviamo in un contesto generale di radicale cambiamento climatico, che arriva fino a noi".

"Il ritiro dei nevai delle nostre montagne, il persistente stato siccitoso che ha lasciato i nostri boschi aridi, con il conseguente dilavamento e trascinamento del materiale a valle, sin da subito, dalle prime piogge - prosegue Pier Luigi Mottinelli -.
Siamo di fronte a una situazione nuova, di cui dobbiamo da subito prendere atto: cambiando l’atteggiamento dei tecnici e delle amministrazioni pubbliche tutte: Stato, Regione, Provincia, Comunità Montana e Comuni. Serve che progettiamo e interveniamo in prevenzione e manutenzione, ma non in maniera episodica e solo dopo gli accadimenti. Tanto si è fatto… è vero. Ma evidentemente di fronte alle nuove situazioni, servono interventi più importanti e radicali".

"Ben venga lo Stato di Calamità Naturale richiesto da Regione Lombardia, mi auguro che sia ottenuto e serviranno nuove e radicali soluzioni - aggiunge -. Non può essere che a poco più di dieci anni, la Valle Camonica sia ancora spezzata in due. Serviranno somme nuove e ingenti. Quanto accaduto a Vione e Sonico non è episodico, ricorrerà ancora e anche in altre analoghe situazioni. La recente alluvione a Niardo, che ci riporta agli eventi della Valtellina e Valle Camonica del 1987, assieme ai fatti di questi giorni, ci dimostrano che non esistono situazioni di sicurezza assoluta Serve cambiare il paradigma dell’amministrare. Se non si vuole che la montagna si spopoli ulteriormente. Servirà che anche le singole programmazioni locali (Comunità Montane e Comuni) mettano come priorità le compartecipazioni economiche per fare fronte preventivamente al dissesto ideologico".
"Non esiste turismo e cittadinanza nelle nostre comunità in montagna, senza garantire anche la sicurezza - conclude Mottinelli -. Il pensiero in queste giornate va a tutte/i quanti in maniera encomiabile e generosa stanno intervenendo in nostro aiuto: Comuni, Protezione civile,. vigili del fuoco e forze dell’ordine".
Ultimo aggiornamento: 22/08/2026 00:17

POTREBBE INTERESSARTI

ULTIME NOTIZIE