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Valle Camonica, i risultati sulla lotta al Panace di Mantegazza

martedì, 16 novembre 2021

Breno – Lotta al Panace di Mantegazza in Valle Camonica, estirpate più di 450 piante e avviata la bonifica in una decina di Comuni della valle. La pianta – non autoctona- è stata importata in Valle Camonica e per la prima volta è stata rinvenuta a Sonico, poi si è diffusa nei Comuni di Malonno, Vione, Capo di Ponte, Ceto e Breno,  Edolo e Vezza d’Oglio. “La linfa presente nei peli del Panace contiene sostanze tossiche, venendo a contatto con la pelle provoca gravi lesioni lentissima guarigione (anche anni). Il Panace di Mantegazza causa anche forti impatti sull’ambiente formando densi popolamenti quasi impenetrabili che impediscono la crescita di altre specie, riducendo in tal modo la biodiversità”, sottolinea il botanica Enzo Bona.

L’assessore all’Ambiente della Comunità Montana, Mirco Pendoli, ha definito un piano per il contenimento: “Il Panace di Mantegazza, apparentemente innocua, provoca gravi ustioni in chiunque non la maneggi con cura. Per questo è compito di Comunità Montana fare tutto il possibile per avvisare la popolazione ed intervenire con azioni mirate”.

Negli scorsi mesi sono stati avviati i primi interventi, che hanno visto in prima linea la Comunità Montana di Valle Camonica, con il direttore del servizio Foreste e Bonifica Montana Gian Battista Sangalli, il responsabile del servizio Parco Adamello e Tutela Ambientale Guido Calvi ed Enzo Bona, botanico ed esperto del settore. Dopo il censimento che ha interessato i Comuni della Valle Camonica sono state recise le chiome per evitare la propagazione di semi e di nuovi fiori. Un’azione preventiva come – evidenziato da Gian Battista Sangalli – che proseguirà nei prossimi anni e grazie all’approfondita conoscenza del territorio ed alla capacità e volontà di botanici e Guardie ecologiche, è proposto dalla Comunità Montana un servizio sia ai Comuni che ai cittadini.

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