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Tutta la Lombardia zona rossa, Fontana: “Nessuna deroga per i territori almeno per due settimane”

giovedì, 5 novembre 2020

Brescia – “Si stanno diffondendo da questa mattina notizie false che creano confusione che provoca sicuramente uno stato di incertezza e agitazione nei cittadini lombardi, del quale sicuramente non hanno bisogno. L’ordinanza firmata ieri dal ministro Speranza ha decretato la zona rossa su tutto il territorio regionale, senza alcuna possibilità di deroga. Solo successivamente, dopo almeno due settimane, sulla scorta dell’evoluzione della situazione è possibile per i presidente di Regione chiedere delle misure di allentamento per determinati territori. Questa interpretazione del Dpcm mi è stata confermata ieri al telefono dallo stesso ministro. Colgo questa occasione per dire ai cittadini lombardi che già hanno fatto dei grandi sacrifici, che dobbiamo ancora tenere duro per un po’. Agli imprenditori che subiranno un altro duro colpo dal lockdown delle loro attività garantisco che non arretrerò di un passo finché il governo non avrà erogato le risorse promesse ed effettuato i ristori. Soprattutto voglio ringraziare anche tutto il personale sanitario su cui ancora una volta pesa il lavoro più faticoso”.

fontanaE’ la comunicazione data dal governatore della Lombardia, Attilio Fontana, in risposta a numerose pressioni giunte dai territori per far diventare zona gialla quelle province lombarde non soggette all’innalzamento esponenziale della curva epidemiologica.

Una doccia gelata soprattutto per i bresciani i cui sindaci, insieme alla Provincia, si son dati appuntamento oggi pomeriggio per una manifestazione in città per chiedere il passaggio a ‘zona gialla’.

Dallo stesso Pirellone arrivano voci discordanti con un’apertura all’ipotesi di aree sub-regionali. “Appare chiaro che, per come è stata strutturata, una zona rossa con misure così severe per tutta la Lombardia non ha senso”. Così Floriano Massardi, vice capogruppo della Lega al Pirellone sulla situazione in Lombardia.

“Quando ancora il governo non faceva nulla – spiega Massardi – il Presidente Fontana era già intervenuto, con ordinanza regionale, ponendo in essere una serie di misure che hanno portato progressivamente ad una stabilizzazione dei contagi. Misure severe, come il coprifuoco dalle 23 alle 5, ma che riuscivano a coniugare difesa della salute e tutela dell’economia. Provvedimenti subito copiati da altri governatori, a partire da quelli di sinistra, e poi ripresi dal governo stesso”.

“Sulla falsariga di quel tipo di interventi il Governatore ha continuato a chiedere misure uniformi per tutto il territorio nazionale, certamente meno severe rispetto ad un lockdown totale. A questo punto, visto che il governo ha voluto cambiare le carte in tavola e non ha ascoltato le regioni, come Lega presenteremo ufficialmente la richiesta che i territori della Lombardia che sono lontani da un livello critico, come la Provincia di Brescia e quella di Bergamo – conclude Massardi – vengano tolti dalla zona rossa”.



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