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Turismo, si teme il “pendolarismo” dopo il lockdown dello sci. Zaia: “Fare la stessa scelta in tutta Europa”

martedì, 24 novembre 2020

Cortina – La beffa del “pendolarismo” degli appassionati dello sci potrebbe aggiungersi al danno della chiusura degli impianti sciistici. Dopo la scelta del lockdown delle vacanze sulla neve, i territori denunciano le disparità di trattamento con quanto potrebbe accadere Oltralpe: la Svizzera ha già riaperto e non sono alle viste retromarce di alcun tipo, la Francia scioglierà il nodo “entro dieci giorni”, in modo simile a Austria e Slovenia.

Il premier Conte tra le giustificazioni delle chiusure ha parlato di “dialogo per una cabina di regia europea” con Merkel e Macron, anche se al momento l’annuncio del lockdown del turismo invernale almeno fino a gennaio è stato dato solo in Italia. E con la riapertura dei confini, in caso di passaggio a zona gialla di tutte le regioni nel mese di dicembre, la paura è quella di avere un pendolarismo verso i Paesi confinanti che tengono gli impianti aperti.

Il timore è stato espresso anche dal governatore del Veneto, Luca Zaia, nel corso di un’intervista al Corriere della Sera: “Sottoporremo le nostre linee guida alla valutazione del Cts. Spero che ci sia un confronto. Se le piste devono rimanere chiuse ciò valga per tutta l’Europa. Non si può vietare lo sci in Alto Adige e consentirlo in Carinzia. Sarebbe una presa in giro inaccettabile“.



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